AZZURRI, COSA ATTENDERCI?

Con tabellone e recenti risultati alla mano, abbiamo provato a scoprire quali potrebbero essere i migliori azzurri agli Us Open, al via oggi sul cemento di Flushing Meadows

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Scattano oggi gli Us Open, un torneo che, negli ultimi anni, ha dato ben poche soddisfazioni ai colori azzurri. Specialmente nel maschile, i buon risultati degli italiani si contano sulle dita di una mano, in quanto il cemento americano non è del tutto congeniale a nessuno. E quindi, cosa attenderci dai nostri rappresentanti impegnati sui campi di Flushing Meadows?

I maschi sembrerebbero tutti chiusi, chi al primo turno, chi al secondo. Infatti, Fabio Fognini e Andreas Seppi hanno un buon match d’esordio (rispettivamente contro Horacio Zeballos e Juan Monaco), ma sono attesi da un secondo turno parecchio difficile. Il ligure dovrebbe trovare il numero nove del seeding Tomas Berdych (ma sarebbe dovuto essere così anche a Parigi, e sappiamo come è andata a finire), mentre l’altoatesino incrocerebbe o Radek Stepanek – contro il quale ha già perso due volte quest’anno – o Philipp Kohlschreiber: due giocatori che non gli sono mai andati del tutto a genio.

E così, con Filippo Volandri prossimo alla sconfitta con Juan Martin Del Potro, e Potito Starace che, nonostante il match con Michael Berrer non sia affatto impossibile, difficilmente farà risultato, l’azzurro messo meglio sembra essere addirittura Flavio Cipolla. Entrato in extremis nel tabellone principale, il romano sfiderà al primo turno Kei Nishikori, giocatore ostico ma non in grado di sfondarlo, per poi vedersela, qualora vincesse, con Alexandr Dolgopolov. L’ucraino non è certo l’ultimo arrivato, ma le numerose variazioni di Flavio, specialmente in un match 3 su 5, potrebbero far perdere la bussola (e la concentrazione) all’emergente ‘Sasha’. Ripetere lo stupefacente terzo turno raggiunto nel 2008 avrebbe il sapore dell’impresa, ma quest’anno Cipolla ci ha abituato bene, ed è lecito attendersi ogni genere di risultato. O quasi.

La situazione migliora, naturalmente, nel femminile. Oltre alle ‘solite’ Francesca Schiavone e – quest’anno un po’ meno – Flavia Pennetta, possiamo infatti contare ora anche su Roberta Vinci, che negli ultimi mesi ha ottenuto risultati davvero stupefacente. La tarantina, ancora a caccia di un buon risultato in un Major (non è mai andata oltre il terzo turno), sembrerebbe avere la strada spianata sino al terzo turno, quando dovrebbe incontrare Andrea Petkovic in un match ‘confronto di stili’. E non è detto che la potenza della tedescona debba per forza avere la meglio sul bel tennis di Robertina.

Primi turni che si prospettano agevoli anche per la Schiavone, attesa prima dalla Voskoboeva, poi da Lucic o Erakovic, e quindi (probabilmente) dalla Martinez Sanchez. Francesca non ha mal figurato nei tornei ‘di preparazione’, ma se vorrà raggiungere i quarti dovrà passare indenne da uno spot di tabellone che comprende: Jelena Jankovic, Victoria Azarenka, e soprattutto Serena Williams, vera e propria mina vagante (insieme alla sorella Venus) di questa edizione. Difficile giudicare invece il possibile torneo di Flavia Pennetta, decisamente sottotono nell’ultimo (lungo) periodo, e apparentemente chiusa dalla Sharapova al terzo turno. Sempre che la brindisina non saluti prima il torneo, in quanto Aravane Rezai, e successivamente Melanie Oudin (o Romina Oprandi) sono comunque avversarie da prendere ‘con le pinze’.

Avrebbero potuto far bene, invece, Sara Errani (sempre pronta a vender cara la pelle) e Alberta Brianti, per la quale vale lo stesso discorso fatto in precedenza per Cipolla. Avrebbero potuto fare bene, sì, ma con un tabellone migliore, molto migliore. La romagnola giocherà subito contro la Kuznetsova, mentre la parmense avrà un turno ‘comodo’ contro Coco Vandeweghe, per poi provare a opporre resistenza a Sam Stosur. A questo punto, dietro Vinci e Schiavone, ci sentiamo di porre Karin Knapp, molto abile a superare le qualificazioni, e premiata con un match che la vedrà sfidare una delle teste di serie più abbordabili sul cemento: Anabel Medina Garrigues. Inutile nascondere che l’incontro si prospetta comunque durissimo, ma la giocatrice di Luttago ha tutte le carte in regola, e la giusta convinzione, per non fermarsi lì.

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