OCCHI PUNTATI SU BERDYCH-FOGNINI

Pomeriggio occupato per gli appassionati azzurri: il nostro numero uno, alle 17 italiane sul Grandstand, spera di fare di nuovo lo sgambetto al top-10 ceco

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New York (USA). Il match di apertura previsto oggi sul Grandstand ci riguarda molto da vicino: Fabio Fognini, per la prima volta in carriera al secondo turno degli US Open, sfiderà il numero 9 del mondo Tomas Berdych, e l’incontro non è così scontato come la classifica potrebbe lasciar pensare.

Le qualità del nostro. Sappiamo bene, infatti, che Fabio è un tipo in grado di esprimere una qualità tennistica ben più elevata della sua attuale classifica. Questo, tra l’altro, gli capita spesso proprio negli appuntamenti importanti che Fognini, a differenza di alcuni suoi connazionali, gioca sempre volentieri: basti pensare ai due ultimi Roland Garros, ma anche a Wimbledon 2010 e alla passata edizione dello Slam newyorkese, quando il balzano 24enne di Arma di Taggia disputò una grande partita in 5 set contro Fernando Verdasco.

Quel precedente favorevole. Fognini, che ha perso al primo incontro con Tsonga a Montreal e con Blake a Cincinnati al secondo, ha dalla sua anche l’unico precedente: al primo turno di Montecarlo 2009 Fabio, giocando un gran match, superò per 16 63 63 il tennista ceco, allora ancor più di oggi incapace di tenere alta la concentrazione per tutta la durata dell’incontro. Le accelerazioni di Fognini, i suoi cambi di ritmo, la sua varietà, potrebbero mettere in difficoltà Berdych, che soffre quando non riesce a comandare il gioco. Fabio dovrebbe riuscire a fare questo con continuità nell’arco del match, pronto a sfruttare eventuali pause del rivale. E non sarà semplice…

Il nuovo Berdych. Anche perché, d’altra parte, il tennista ceco pare proprio in ottima forma e parte favorito. Quest’anno, pur senza acuti di rilievo, il balzano 26enne sembra aver un po’ limato certi limiti di continuità, la sua lacuna maggiore, riuscendo sempre a piazzarsi bene nei vari appuntamenti disputati. Nei tornei di preparazione a New York, ad esempio, ha raggiunto i quarti di finale in Canada e le semifinali a Cincinnati, dove ha battuto Federer prima di uscire sconfitto da Djokovic solo per ritiro. Insomma, un Berdych piuttosto maturato che si appresta a disputare il nono US Open di fila ben deciso a migliorare il quarto turno, suo miglior piazzamento a Flushing (raggiunto nel 2004, 2006 e 2007). Fognini permettendo…

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