CAROLINE ALZA LA VOCE

La Wozniacki abbatte la Sharapova 6-3 6-4 e vola ai quarti nel suo slam preferito. La Cibulkova sorprende la Kuznestova in due set, mentre la Kanepi risorge e schianta in rimonta la Wickmayer. Tutto facile per la Zvonareva

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New york – Nel match più atteso di giornata, la finalista dello scorso anno continua il suo sogno, estromettendo la regina del 2006. Maria Sharapova saluta  dunque la grande mela dopo aver giocato un match non brillantissimo tecnicamete, condito da troppi errori e da un servizio poco incisivo. La Wozniacki porta a casa il match grazie alla grande forza di volonta e  ad un gioco attento e dinamico, aiutato  da un’ottima difesa, che le permette di contenere al meglio le sfurite della siberiana. Grande sorpresa invece nel primo match di giornata agli Us open, dove l’ex campionessa Svetlana Kuznetsova(n11), lascia il torneo facendosi superare da un ottima Dominika Cibulokova. La slovacca porta a casa meritatamete il suo primo quarto di finale in uno slam, con il punteggio di 7-5 7-6 , aggiudicandosi  dopo oltre due ore, il 3° confronto  su 5 scontri diretti. La russa, poco lucida oggi, paga troppo cari i 42 errori non forzati e le sole 3 palle break sfruttate su 11.

Regolamento di conti. Prima di stasera la Wonziacki non aveva mai vinto contro la Sharapova, che in 3 occasioni non le aveva concesso nemmeno un set. Stasera la testa di serie n 1 fa valere la sua classifica, prendendosi la rivincita nell’appuntamento più importante. Caroline, che lo scorso anno si fermo solo in finale contro Kim Klijsters, vuole riprovarci, continuando a sfornare prestazioni fantastiche e arrivando allo scontro con la Sharapova con soli 3 game lasciati alle spalle. Oggi però lasciare 3 game alla russa forse è chiedere un po’ troppo, anche se l’inizio non è dei migliori per la bella siberiana.

Muro danese. La Wozniacki infatti parte subito bene, procurandosi 2 palle break già al 2 gioco. La russa è brava ad annullarle, ma deve cedere 2 game più tardi, quando avanti 40 -15 spreca tutto con 2 doppi falli, regalando l’allungo alla danese che conferma il break sul 4-1. Il pressing da fondo della Sharapova non fa male, mentre la danese, grazie ad una difesa eccellente, costringe la russa sempre a giocare quel colpo in più, che spesso si trasforma in errore. Gli scambi sono spesso durissimi, conditi da molte palle break, con Maria che prima annulla 3 palle del 5-2 e poi strappa il break del 4-3 dopo un game fiume chiuso solo alla 6° opportunità. La Wozniacki non si scompone più di tanto, ricambia il favore a 0 e vola a servire per il 6-3 finale, chiuso al 3 tentativo.

Masha si arrende. Nel secondo la sostanza non cambia,con la Sharapova sempre succube della rapidità della danese, brava ad uscire rapidamente dal servizio, prendendo subito in mano lo scambio. Dopo un paio di palle break annullate a vicenda, si arriva al fatidico 7° game sul 3-3, in cui la russa cede alla tensione, commettendo il 9° doppio fallo di un match deludente al servizio, che regala l’allungo decisivo alla danese. Per la Sharapova è il capolinea, mentre per la Caroline c’è solo il tempo di vedersi annullato un match point sul 5-3, prima di chiudere al servizio sul definitivo 6-4, dopo 1 ora e 53 minuti di buon tennis.

“Kuz” sprecona. In un campo centrale quasi deserto è la russa a partire bene, tenendo alto il ritmo del gioco e mostrandosi aggressiva, anche con delle buone percentuali al servizio. Il break arriva subito per la Svetlana, che lo difende al meglio in un 4° game durissimo, prima di salire 3-1. La Cibulkova è brava comunque a mantenersi in scia sul 4 -3 ,sfiorando più volte il tracollo annullando la bellezza di 8 palle break in tutto il set. Come si dice nel calcio, gol sbagliato e gol subito, e arriva puntuale come una sentenza il contro break della slovacca, che impatta il match sul 4-4, minando le certezze della ex n 1 del mondo. L’inerzia del match passa adesso sulla Cibulkova, che dimostra comunque di saper affrontare palcoscenici di cosi alto livello. La slovacca infatti mette la freccia portandosi prima sul 5-4 3 poi sul 6-5, scaricando la pressione al servizio tutta sulla russa. Pressione che la n 11 del mondo dimostra di non saper reggere, e con l’ennesimo doppio fallo, il 7° del set, regala il parziale alla Cibilkova , che ringrazia  e incassa il 7-5 finale.

Dominika in festa. Le cose si ripetono anche nel secondo set, dove la russa non sembra accusare il colpo, piazzando il break nuovamente al 3° gioco e confermandolo per il secondo 3-1 di giornata. Ma oggi scrollarsi di dosso la slovacca è davvero dura, un buon feeling sulla palla e un ottima gestione alla risposta, permettono alla Cibulkova di trascinare il match dalla sua parte. Arrivano infatti 4 game in serie per la slovacca, che sfrutta in pieno i sempre più numerosi regali della Kuznetsova, che sotto 5-3 sembra ad un passo dalla sconfitta. L’impennata d’orgoglio della campionessa arriva proprio sul più bello, quando il braccio della n 45 del mondo trema sui due match point del game, permettendo alla russa di trovare il guizzo per il contro break che le vale il 5-5. Il match sembra poter girare adesso a favore di Svetlana, che invece deve giocarsi tutte le sue ultime chance nel tiè-break. Qui invece è la slovacca ad essere premiata , rischiando quel qualcosa in più che le permette di salire sul 4-1 allungando definitivamente le mani sul match. Una spenta Kuznestsova non può più nulla, arrendendosi 7 punti a 4 ad una Cibulkova quasi in lacrime, per una impresa che le regala il primo quarto di finale in uno slam.

Dalle stelle alle stalle. Match ricco di sorprese quello tra la belga Yanina Wickmayer e l’estone Kaia Kanepi, chiuso a favore di quest’ultima dopo una battaglia di oltre 2 ore. A dispetto del punteggio, il match è tiratissimo con scambi intesi e prolungati che portano quasi ogni game ai vantaggi. Il 6-0 del primo set forse è un po’ troppo severo per la Kanepi, che lascia scappare subito la belga, brava ad annullare subito due occasione del contro break mantenendo a debita distanza la sua avversaria , che prova a lottare ma con 15 errori gratuiti e un servizio poco produttivo, può far ben poco. Nel secondo il copione sembra non cambiare, con scambi duri e prolungati ma con il punto sempre alla Wickmayer, che strappa il break nel 5° game, confermandolo poco dopo sul 4-2. Il match sembra finito quando la belga si procura 2 palle del 5-2, ma la Kanepi è brava a salvarle con due fantastici ace. Da quel momento in poi il match cambia radicalmente, con la Wickmayer che si spegne pian piano perdendo il controllo su una Kanepi di colpo più aggressiva. Il controbreak successivo sposta il match verso l’estone, che mette il muso avanti sia sul 5-4 che sul 6-5, permettendosi il lusso di sprecare anche 2 set point. La belga invece riesce a malapena a trascinare il set al tiè-break dove crolla per 7-2.

Bye Bye Yanina. Il calo fisico e mentale della n 18 del mondo si manifesta tutto nel secondo set, dove la Kanepi ha vita facile, non trovando più quel muro invalicabile dei primi 2 parziali, con la Kanepi che si ritrova 4-0 in appena 20 minuti. I 17 regali gratuiti e un’ ottima solidità al servizio, fanno il resto, confezionando il 6-1 finale che regala alla 25 enne di Tallin, il suo 3° quarto di finale in uno slam.

Petkorazzi non decolla. Vera sì. Il primo incontro della sessione serale dell’Arthur Ashe è un match senza storia. Troppo ampio il divario fra Vera Zvonareva (n.7) e Andrea Petkovic, sconfitta con un netto 6/1 6/2 in 67′ gioco. Se la tedesca entra in partita – alla sua terza apparizione agli Us Open le era successo sia con la Petrova che con la Mattek – allora è capace di tutto. Petkorazzi (questo il suo nickname nel web) ha potenza, un buon servizio e discreti colpi da fondo, ai quali unisce un caratterino tutto pepe, che in questa stagione le ha permesso di vincere parecchi incontri al terzo set. Quest’oggi però, la quasi 23enne di origini bosniache (è nata il 9 settembre) non è mai riuscita ad entrare in partita. Sarà stata l’emozione di giocare su un impianto maestoso come l’Ashe (ha sbagliato parecchi fondamentali di parecchi metri, come se non capisse molto le dimensioni che la circondavano), o più probabilmente sarà stata la sua avversaria, che invece ha imparato nell’ultimo anno a gestire lo stress, a convivere con il grande pubblico e a sbrogliare nel minor tempo possibile le pratiche più agevoli. A Flushing Meadows Vera Zvonareva è in ottima forma, e anche oggi lo ha dimostrato, al cospetto di un’avversaria che con un gioco molto falloso (per portare a casa qualche vincente la Petkovic si è dovuta inventare di tutto) non l’ha mai impensierita.

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