DEL POTRO STENDE VOLANDRI

Il tennista argentino, numero 18 del seeding e campione nel 2009, non ha dato scampo al livornese, battendolo in tre set

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New York (Stati Uniti). Si chiude con il bilancio – positivo – di tre vittorie e due sconfitte il primo turno degli Us Open per gli italiani (al maschile). Filippo Volandri non è infatti riuscito a sovvertire i pronostici che lo volevano sconfitto al cospetto di Juan Martin Del Potro, e ha anzi opposto poca resistenza alla diciottesima testa di serie, nonché campione dell’edizione 2009 (l’ultima alla quale ha preso parte). 6-3 6-1 6-1 il punteggio finale, che in un’ora e 18 minuti di gioco ha promosso al secondo turno il tennista di Tandil: una delle mine vaganti della manifestazione.

L’ex numero uno ci ha provato, ma non ha mai dato l’impressione di poter impensierire, neppur minimamente, l’argentino, forte di colpi ben più pesanti e di un tennis – nel complesso – decisamente più adatto ai campi veloci. JMDP ha saputo fare la differenza sotto ogni punto di vista, dimostrando di poter girare a proprio favore lo scambio (o addirittura chiuderlo) in ogni momento e da ogni angolo del campo. Al termine dell’incontro l’unico fattore ad accumunare (più o meno) i due è il numero degli errori gratuiti (29 per l’azzurro, 23 per l’argentino), ai quali Del Potro ha però saputo rimediare con 38 colpi vincenti – contro i soli 9 di Volandri – fra cui ben 18 aces e parecchi servizi vincenti.

Volandri è arrivato a 40 sul servizio del rivale in una sola occasione, e non ha mai avvicinato una palla-break. Sette invece i turni di servizio ceduti: quattro fra primo e secondo set, e tre nell’ultimo. L’unico parziale in cui si è visto qualcosa è stato quello iniziale, in cui Filippo ha retto il ritmo rivale almeno nelle fasi iniziali (era 2-1), prima che Del Potro cambiasse passo. Ben poco da dire, invece, delle altre due partite, nelle quali l’argentino ha passeggiato su un Volandri sempre meno incisivo e costretto anche a chiamare il fisioterapista (sull’1-2 del terzo) per un problema alla schiena.

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