IL SINDACATO DEI TENNISTI

I giocatori vorrebbero creare un’associazione in modo da tutelarsi negli Slam, eventi dove Atp e Wta sono ai margini. Il dibattito è oramai aperto…

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New York (Stati Uniti) – Problemi tanti, soluzioni poche e d’emergenza. Il tempo inclemente ha fatto a Flushing Meadows più “danni” dell’uragano, lasciando dietro di se una pioggia incessante di lamentele e polemiche. Gli animi bollenti delle ultime ore si sono riversati naturalmente in una serie di dichiarazioni che poco hanno elogiato l’organizzazione e che meditano “vendetta”.

I tennisti non si sentono tutelati, né per la condizioni di gioco, né per i ritmi a cui sono stati e saranno sottoposti fino a fine torneo. C’è allora chi avanza proposte attive per cercare di salvare il salvabile o almeno evitare che in futuro si possano ripetere disagi simili.

C’è da ricordare che gli Slam non sono eventi legati direttamente ad Atp e Wta e proprio in quest’ottica i giocatori vorrebbero riunirsi in una sorta di sindacato per collaborare con l’organizzazione e l’Itf ed evitare polemiche dannose per tutti.

I primi a farsi sentire sono stati Rafael Nadal e Andy Murray, i più veloci a completare il loro turno di qualificazione nella giornata di ieri: “Capisco le posizioni degli organizzatori, è chiaro che sono molti gli interessi in ballo e che quindi devono rispettare i tempi. Ma noi giocatori siamo in una situazione difficile, specie coloro che giocheranno la finale. Ma anche le semifinali sono a rischio, perché giocare due giorni consecutivi su 5 set rende tutto più difficile. Se non riposi abbastanza tra un match e l’altro rischi di non arrivare al meglio a quello successivo”.

“Il problema – ha proseguito Rafa – è che in questo tipo di tornei non siamo rappresentati in modo adeguato, altrimenti queste cose non accadrebbero, ma spero  che le cose spero cambino al più presto”.

“Non è la situazione ideale quella che stiamo vivendo – ha affermato Murray da parte sua – ma non possiamo fare altrimenti. Dobbiamo cercare di adattarci alla situazione e in caso anche giocare quattro match in quattro giorni”.

Murray anche si è mostrato positivo verso un’associazione dei giocatori che possa tutelarli: “Penso che in molti sarebbero d’accordo, i tennisti dovrebbero avere più voce in certe questioni, e l’unico modo per farlo è trovare una rappresentanza che possa poi cercare un accordo con il torneo e con l’Itf, altrimenti la situazione non si sbloccherà mai”.

A lui ha fatto eco anche Andy Roddick, protagonista delle “bolle d’acqua sull’Armstrong”: “Se avremo una voce unica loro non potranno non tenerla in considerazione, altrimenti non avremo gli strumenti utili per fare una negoziazione. Penso che in quest’ottica sarebbe utile avere nel gruppo anche una persona che possa capirne il lato economico. Arrivato a questo punto della mia carriera mi piacerebbe fare qualcosa di utile anche per le generazioni future”.

Lamentele sono arrivate anche da Roger Federer, non proprio ottimista in vista del Super Saturday: “Credo che i primi tre turni e poi il Super Sunday nel loro insieme non possano essere accettabili. In tutti i Grandi Slam nessun giocatore ha un vero vantaggio su un altro e non credo che questo debba succedere in vista di una finale così importante. Sono contento che abbiano spostato la finale a lunedì, ma in generale credo che con queste difficoltà meteorologici –  e senza un tetto –  non sia possibile proseguire con il Super Saturday”.

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