NOLE RINGRAZIA ROGER E VA IN FINALE

La prima semifinale dello US Open è una battaglia in cui a Federer non sono bastati due set di vantaggio e due match point. Djokovic ne approfitta e vola in finale

Be Sociable, Share!

Novak Djokovic ha raggiunto la finale dello US Open dopo quasi quattro ore di battaglia, non sempre accompagnata da un tennis straordinario. Ma soprattutto ha sfruttato la collaborazione di Roger Federer che ha avuto a disposizione due match point ed ha dissipato un vantaggio di due set prima di arrendersi per 7-6(7) 6-4 3-6 2-6 5-7 al numero uno del mondo, che raggiunge la terza finale di Slam del 2011. Roger Federer deve invece dire addio alle speranze di vincere un titolo dello Slam in questa stagione, spezzando una serie che durava dal 2003.

La giornata dedicata alle quattro semifinali, una nuova versione del Super Saturday dello US Open inizia con un intervento di Giove Pluvio che vuole ricordare a tutti chi è il vero protagonista del torneo. Scendono così in campo con un’oretta di ritardo i protagonisti della prima semifinale.

Anche i due tennisti promettono lampi e fulmini, ma riservano al pubblico uno spettacolo meno pirotecnico di quanto ci si potesse attendere. Il primo set rimane ancorato saldamente al servizio, senza che nessuno dei due avversari tiri fuori dal cilindro particolari sorprese. Una fase di studio, potremmo dire, anche se ventitre sfide dirette dovrebbero essere bastate a fare le conoscenze reciproche. Fatto sta che si arriva al tie-break senza essersi divertiti troppo, e di certo senza avere visto alcuna palla break.

Il tie-break è più vivace del resto del set, anche se zeppo di errori da una parte e dall’altra. E’ comunque Federer a condurre le danze, prima 2-0, poi 4-2 (passando per il 2-2). Il 5-2 per Roger arriva grazie ad un doppio fallo serbo, che Roger educatamente restituisce. Sfruttando il secondo dei suoi due turni di servizio Federer arriva a tre set point. Qui Djokovic si sveglia e ritorna aggressivo annullando le tre chance grazie anche ad un nastro. La serie di set point sfumati per Federer prosegue sul 7-6, ma la quinta chance è quella buona, ed il numero 3 del mondo incamera un set meritato.

Nel secondo set Federer appare rinfrancato dal vantaggio e lascia andare maggiormente i colpi a cospetto di un Djokovic che non si avvicina ai suoi standard di inizio anno, soprattutto con il dritto. Il primo break del match arriva sull’1-1. Anche in questo caso Djokovic vende cara la pelle prima di cedere: Roger sale in cattedra col rovescio ed arpiona il 15-40. Il serbo prima annulla le due palle break, ma poi sparacchia in rete un rovescio regalando la decisiva palla break a Federer, che chiude col dritto. Nel game successivo Djokovic arriva per la prima volta ai vantaggi, ma non riesce a recuperare.

Il controbreak arriva invece nel sesto game, ed è un regalo elvetico, concluso da due errori gratuiti. Ma la defaillance è momentanea, ed anzi Federer reagisce giocando il suo miglior game. Imperiale il punto che porta allo 0-40, preludio al break a zero che finisce per decidere il set. Il resto del set infatti torna a rispettare la regola dei servizi, regalando così a Federer un vantaggio di due set a zero.

Il terzo set è un passaggio obbligato per il numero uno del mondo, e Djokovic lo sa bene e parte nel migliore dei modi. Nel secondo game arriva infatti il break, propiziato da un approccio più offensivo del serbo, che riesce a concretizzare la terza palla break, dopo che le prime due sono sfumate per due risposte persino troppo volenterose. Djokovic sale così 3-0, ed il set in pratica finisce lì, quando i servizi tornano a farla da padroni e ratificano la rimonta, finora parziale, del numero uno del mondo.

La rimonta inizia a farsi minacciosa nelle prime battute del quarto set, quando un Federer tremebondo cede il servizio a 15 regalando un vantaggio importantissimo all’avversario, e l’idea del quinto set inizia a farsi strada. Il prosieguo del set conferma che il vento è cambiato, e Novak Djokovic ha in mano il timone del gioco. Con i punti torna anche il vigore, ed il serbo saltella su ogni palla con nuovo entusiasmo, mentre Federer appare appesantito nelle sue movenze eleganti. Fatto sta che il servizio dell’elvetico è destinato a cadere nuovamente sul 3-1, e a sfiorare il tracollo nel settimo game, quando solo un lampo di orgoglio salva Roger dal 6-1. Nel game successivo Nole sale 40-0, viene rimontato fino al 40-40, ma poi chiude al quarto set point. Il computo dei set torna in parità, ed il serbo diventa il favorito, anche se le ultime battute del set han visto un Federer tornato a livelli quanto meno accettabili.

La sensazione che l’elvetico fosse tornato in partita viene confermata dalle prime fasi del quinto set. Djokovic sbaglia parecchio nel primo game e permette a Federer di respirare. Lo svizzero ne approfitta e mette pressione al numero uno del mondo, anche se la sua leggera supremazia non sfocia in opportunità concrete nei primi game. Chi beneficia del recupero di Federer è certamente lo spettacolo, ed il quinto set è probabilmente il migliore a livello estetico e tecnico, nonostante la stanchezza, comunque contenuta, che affiora dopo oltre tre ore di gioco.

Il punteggio segue il servizio senza palle break fino al 4-3 quando le fatiche dello svizzero vengono finalmente premiate. Roger strappa infatti il servizio a zero, chiudendo di dritto il primo punto prima di ricevere tre regali, incluso un doppio fallo, del numero uno del mondo. Federer vola così 5-3 fino e serve per il match.

Djokovic continua a sbagliare ed il numero 3 del mondo vola 40-15, che significa doppio match point. Sul primo il serbo sfodera una micidiale risposta, sul secondo il nastro manda fuori un dritto di Federer, che finisce per innervosirsi e concedere al serbo la palla del controbreak. La prima svanisce grazie ad un ace, ma sulla seconda serve un doppio fallo ed il match è ufficialmente riaperto.

Anche un giocatore abituato a tutto come Roger Federer non può dimenticare facilmente le chance sprecate, ed il suo tennis ne risente. Il 5-5 è questione di pochi minuti, ma soprattutto Roger si lascia ingabbiare nel successivo turno di servizio, che cede a 15 commettendo diversi errori, ma soprattutto lasciando in mano il pallino a Djokovic. Ed ora è il serbo a servire per il match.

L’ultimo game è nervoso, Djokovic ha il match in mano ma sa che non è ancora finita, in un match simile. I punti sono quasi tutti errori, ma soprattutto quasi tutti del serbo, che chiude a 15 e raggiunge una finale che pochi minuti prima sembrava sfumata. Federer può solo scuotere la testa e ripensare alle chance sprecate, ed a quel nastro maledetto che gli ha tolto il secondo match point. Ma i rimpianti valgono poco, e Federer deve archiviare la prima stagione senza titoli dello Slam a partire dal lontano 2002.

Be Sociable, Share!
Be Sociable, Share!

I Commenti sono chiusi