DJOKOVIC-RODDICK: PACE FATTA

Tempo fa ne diceva peste e corna, poi un atto di gentilezza di Roddick ha fatto cambiare atteggiamento a Novak Djokovic che, criticato dai media e dalla mamma, promette di farsi la barba prima di scendere in campo

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Tennis – Flushing Meadows. Nella notte newyorkese Novak Djokovic si è sbarazzato in quattro e quattr’otto di Julien Benneteau con lo score 6-3, 6-2, 6-2. Forte di un’eccellente condizione atletica, il campione in carica agli US Open ha concesso al francese solo 7 game nei primi 2 match, dimostrando una grande profondità nei colpi oltre alla solita straordinaria capacità difensiva. Ottimi anche i numeri a fine partita con l’82% di punti sulla prima di servizio e addirittura il 74% sulla seconda, 41 vincenti e 13 ace.

Per questo motivo Nole arriva sorridente e particolarmente sornione all’intervista nella quale, oltre a parlarci dei rapporti orami distesi con Andy Roddick dopo le frizioni dei primi tempi e raccontarci un particolare divertente della sua vita da figlio, ci svela i segreti della sua mirabolante capacità nel rispondere ai bombardieri del servizio, trasformando il suo colpo in un’arma vincente.

D. Sei da un po’ di tempo uno dei primi giocatori, probabilmente più abituati a giocare di notte. Raccontaci come ti prepari per una partita alle 23 della sera, anche perché a guardarti sembra che tu non abbia avuto tempo per raderti.
Novak Djokovic: “Beh, in realtà mi sono fatto la barba la notte scorsa (ride). Grazie per questo. Di solito sono abituo ad essere criticato da mia madre per non essermi completamente rasato, ma grazie per avermelo ricordato. La prossima volta che scenderò in campo farò in modo di essere bello e rasato. Era tanto che non giocavo così tardi, quindi non è stato così facile. Non sono sempre la stessa persona della mattina, ad essere onesti. Di solito provo ad andare a letto presto per cercare di svegliarmi presto e mettermi subito in moto. Giocare di notte è un’altra cosa e così (per fare presto ndr.) ho voluto iniziare molto forte dal primo punto e l’ho fatto”.

D. Stai vincendo così facilmente, entri in campo ed esci subito vittorioso in due set. Procedono anche Andy Roddick e Roger Federer ma tu sei al centro dell’attenzione, non ti sembra strano?
Novak Djokovic: “Beh, ho avuto situazioni e periodi della mia carriera in cui sono stato sotto i riflettori. Io cerco di farmi notare troppo. L’attenzione su di te va e viene, è normale. Questo è lo sport. Ovviamente Andy con il suo ritiro ha attirato molta attenzione, ora tutti sono entusiasti nel vederlo giocare per capire quanto possa andare lontano. Ho giocato molto bene agli US Open negli ultimi cinque anni. Così dopo Cincinnati mi sono preso sette otto giorni per provare davvero a recuperare, ricaricare le batterie, lavorare su alcune cose del mio gioco e uscire forte fin dall’inizio. Questo è quello che ho fatto. Mi sento benissimo in campo. Sto davvero cercando di continuare così”.

D. Cosa ne pensi di Dolgopolov, un ragazzo che viene da un paese che non ha troppa storia nel tennis?
Novak Djokovic: “Beh, lui è un giocatore poco ortodosso. Se ne esce con alcuni colpi inaspettati, ma credo che ci sia qualcosa che lo rende buon giocatore, molto pericoloso su qualsiasi superficie. Perché lui può servire molto bene, ha un movimento molto rapido e veloce, è probabilmente uno dei più dinamici giocatori di tennis che ci sono in questo momento. E’ molto veloce sul campo, ha un buon dritto bene, scende a rete ed ha uno slice molto buono. Può essere un giocatore pericoloso, soprattutto sul cemento”.

D. Hai un grande risposta al servizio. Molti dicono che sia la migliore in circolazione. Qual è la sua chiave?
Novak Djokovic: Ci sono un paio di cose che sono molto importanti in quella fase di gioco. Ovviamente la reazione, l’agilità, la posizione. Quindi il mio gioco è basato sulla linea, in effetti ho risposto molto bene in tutta la mia carriera. Così cerco di usarlo sempre come arma. Oggi i tennisti sono più bravi a rispondere che non a servire; non era così 15 anni fa, quando c’erano specialisti del serve and volley. Mentre oggi a rete non viene più nessuno e questo fa della risposta un’ottima arma”.  Guarda in fondo all’articolo la video collezione di sue risposte al servizio.

D. Qual è il giocatore che possiede il servizio più difficile da rispondere?
Novak Djokovic: “Beh, per primo c’è Isner, seguito da Karlovic. Sono due ragazzi che servono la prima palla ad una velocità molto elevata, con un tiro molto forte e preciso. L’angolo che creano è semplicemente incredibile. Quindi è sempre molto difficile rispondergli”.

D. Sai prevedere dove cadrà la palla del servizio o devi tirare a indovinare?
Novak Djokovic: “A volte occorre affidarsi alla fortuna; devi azzeccare il punto d’impatto. Dipende dalla superficie. Isner ha dimostrato nel corso degli ultimi due anni che può giocare indifferentemente sulla terra o sul duro. Ha battuto alcuni dei giocatori migliori, con quella potente arma mette un sacco di pressione sull’avversario”.

D. Viviamo in un piccolo mondo. Hai avuto detto alcune cose davvero belle su Andy Roddick, eppure alcuni anni fa dicevi peste e corna di lui. Come avete fatto pace?
Novak Djokovic: Beh, sì. C’è stato un po’ di attrito tra noi. Penso che sia nato nel 2008 agli US Open, dove ci furono alcuni malintesi. E’ poi stato molto emozionante per tutti e due, giocare contro ai quarti in un torneo molto importante. Si impara da quelle esperienze e da allora abbiamo un buon rapporto. In realtà Roddick è stato uno dei pochi best player ad essere stato molto gentile con me quando ho iniziato la carriera da professionista. Ha tutto il mio rispetto”.

D. Quando sei arrivato in questo sport, ti aspettavi di essere in così buoni rapporti con i tuoi avversari? Deve essere molto difficile perché siete veramente in competizione tra voi.
Novak Djokovic: “Beh, questo è vero. Il tennis rappresenta qualcosa di molto buono per lo sport. Penso che, in generale, se si guardano gli altri sport, non in molti casi si può affermare che i grandi rivali si rispettino così tanto e manifestino apprezzamento per gli altri. Questo è un messaggio molto forte che stiamo inviando dal tennis maschile. E’ molto importante. E’ davvero una cosa buona.

Ho imparato molto dai miei più grandi rivali, dentro e fuori dal campo. Rafel Nadal e Roger Federer sono grandi campioni. Abbiamo sempre avuto un sacco di rispetto gli uni per gli altri. Naturalmente siamo rivali e vogliamo vincere uno sull’altro e ci combattiamo in un sacco di partite per guadagnare i titoli più importanti, ma alla fine è solo uno sport. E’ solo un gioco. Tu devi sempre apprezzare il tuo avversario”.

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