CIPOLLA SCONFITTO DI MISURA

L’azzurro rimonta da due set di svantaggio e un break al terzo, e poi due break al quarto, contro Alexandr Dolgopolov, prima di arrendersi 6-4 al quinto set nonostante un vantaggio di 4-1

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New York (Stati Uniti). Probabilmente nessuno, dopo lo 0-6 del primo set (maturato in appena 18 minuti), avrebbe scommesso più un misero euro su Flavio Cipolla, opposto ad Alexander Dolgopolov (22) nel secondo turno degli Us Open. Il tennista romano, invece, non ha mai smesso di crederci, e punto dopo punto è riuscito per due volte a rimettere in piedi un match ormai praticamente perso, arrivando ad un passo da un clamoroso successo. Alla fine ha vinto comunque l’ucraino, a segno – dopo 3 ore e 20 minuti di gioco – con il punteggio di 6-0 7-5 2-6 5-7 6-4, e bravo – a sua volta – a non darsi per vinto.

Dopo aver ceduto anche la seconda frazione (che l’ha visto condurre per 4-1 e mancare un set-point), l’azzurro ha saputo rifarsi al terzo, recuperando un iniziale break di svantaggio e infilando un parziale di quattro giochi a zero che, dal 2-2, gli ha permesso di allungare la sfida al quarto set. E non si può certo dire che l’abbia fatto inutilmente, in quanto dall’1-4 (con due break di svantaggio) ha riservato al rivale il medesimo trattamento a lui rivolto nel secondo parziale, beffandolo nel dodicesimo game, al quarto set-point. E con una partenza bruciante, che l’ha visto portarsi sul 3-0, Flavio ha subito spostato dalla propria parte l’inerzia del set decisivo, comandato sino al 4-1. Anche in quest’occasione, però, quel punteggio si è rivelato sfortunato per chi conduceva, e ha dato il la alla rimonta dell’avversario.

Nella fattispecie Dolgopolov ha infilato un parziale di 5-0, con Flavio che, sia sul 4-2 che sul 4-4, ha perso il servizio da 30-0 (e con una palla game), arrivando veramente vicino al successo. Un successo che, oltre ad assicurargli il best ranking (che probabilmente otterrà comunque), avrebbe significato molto. Regalandogli per la seconda volta il terzo turno di un Major, e giungendo a coronamento di una stagione nella quale ha scalato 140 posizioni nel ranking mondiale, riuscendo a tornare su livelli che la grossa crisi accusata nel 2010 gli aveva fatto perder di vista. Peccato.

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