ENTRERO’ FRA LE PRIME 10

Sicura di sé e dei propri mezzi Sloane Stephens non conosce l’umiltà e la gratitudine: “Non devo nulla ai miei genitori, tutt’al più qualche gene. Mia madre per aiutarmi fa quello che può”. Vista così sembra proprio antipatica

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Tennis – Flushing Meadoes. La teenager Sloane Stephens è emersa come una delle migliori giovani americane nel tennis ed è, inoltre, la più giovane tra le top 50 della classifica Wta. Benché battuta agli US Open in tre set da Ana Ivanovic, con il risultato di 6-7, 6-4, 6-2, ha la piena consapevolezza della sua forza in campo e del suo potenziale in crescita esplosiva. Questo sembra averle fatto dimenticare una delle qualità principali dei grandi campioni: l’umiltà.

La famiglia. Sloane nasce da Sybil Smith nuotatrice della Boston University (che nel 1988 è divenuta la prima afro-americana della storia a far parte della squadra All-American di prima divisione) e da John Stephens, un giocatore di football professionistico.

Sloane Stephens non ha avuto alcun legame con il padre fino all’età di 13 anni, quando ha cominciato con lui un primo ravvicinamento telefonico. John Stephens è poi morto in un incidente stradale il 1 ° settembre 2009, poco prima l’inizio della US Open. Sloane ha partecipato al funerale di suo padre in Louisiana, ma poi ha disputato ugualmente gli US Open.

Stile di gioco. Sloane Stephens ha una potenza fisica notevole, è aggressiva ed è dotata di un servizio al fulmicotone capace di raggiungere i 190 chilometri l’ora. Possiede un solido rovescio a due mani ed uno dei più potenti dritti del tennis femminile. Una sua caratteristica decisiva, unita alla forza che imprime ai colpi, è la capacità di difendere, trasformando le risposte in micidiali colpi offensivi.

Gli esami non finiscono mai. Sul cemento di Flushing Meadows l’ex numero 1 del mondo Ana Ivanovic, per il secondo anno di fila nello stesso turno, ha dato una lezione di tennis a Sloane Stephens, spiegandole con la pratica come un solo momento di esitazione o una lieve, ma inopportuna, indisposizione fisica possano costare estromissione dagli US Open.

D. Hai perso nello stesso turno dello scorso anno.
Sloane Stephens:  “Ho giocato abbastanza bene. Voglio dire, abbiamo giocato una buona partita. C’è sta un po’ di sfortuna in quello che è accaduto. Ma a parte questo è stata una buona partita. Sono contenta di come sto giocando. Sto migliorando in continuazione e penso che sia la cosa più importante. Rispetto a come sono andata l’anno scorso, penso che sia un grande miglioramento”.

D. Qual è stato il momento più frustrante, se dovessi scegliere uno?
Sloane Stephens: “Non essere stata in grado di tenere il servizio. Ho avuto alcuni problemi e non ce l’ho fatta. Solo un po’ di iella e le cose non hanno girato bene”.

D. Ha qualcosa a che fare con l’ambiente o …
Sloane Stephens:  “No, solo motivi personali. Ho avuto qualche problema a livello fisico e questo ha avuto effetti sul mio servizio, buttandomi un po’ giù. Cose che succedono. Non è una cosa che si può controllare”.

D. Cosa ti ha scombussolata?
Sloane Stephens:  “Questa mattina mi sono svegliata con un po’ di gonfiore. E’ stato un peccato. Ho provato a non pensarci, ma a una cosa del genere non la puoi controllare. Puoi solo provare a giocare e tenertela a bada. Sono scesa in campo ed ho provato a dare il massimo, ma non è bastato per giocare come avrei voluto. Penso comunque di aver dato tutto quello che avevo, veramente tutto”.

D. Raccontaci come hai trovato il livello di gioco di Ana Ivanovic. E’ andata in maniera diversa da come ti aspettavi e c’è stata qualche differenza con l’ultima volta che avete giocato?
Sloane Stephens:  “No, penso che lei abbia giocato più o meno nello stesso modo. Ti bombarda con un sacco di dritti e colpisce duro con palle davvero difficili. Ha tirato alcuni colpi davvero grandi. Ecco come gioca. E’ appariscente poi urla sempre C’mons e A-days (fonetico). E’ una grande giocatrice, capace di cambiare il gioco a secondo delle necessità. Ha giocato un’ottima  partita”.

D. Hai giocato tante grandi partite finora. Sei scesa in campo per dimostrare che sei decisamente in crescita?
Sloane Stephens: “Ho sempre pensato che sul campo posso competere con chiunque. Ogni avversario è lo stesso. Stai giocando con qualcuno che sta cercando di batterti. Ho fatto tanti passi in avanti quest’anno. Sono davvero orgogliosa di me. E’ un peccato che i miei US Open finiscano in questo modo. Ma avrei anche potuto perdere al primo turno con Francesca Schiavone e tutto sarebbe svanito lo stesso. Ho dato tutto quello che avevo per questo torneo. Ho perso la partita stasera. Forse l’anno prossimo tornerò a giocare con Ana Ivanovic nel terzo turno di nuovo. Ho dato tutto quello che avevo, e questo è davvero tutto quello che posso chiedere”.

D. Hai faticato molto in questo ultimo set?
Sloane Stephens: “No, per niente. Lei ha giocato un grande tennis, intensificando il suo gioco. Ha gareggiato molto bene. Voglio dire non ho perso per colpa mia, ho dato tutto ciò che avevo”.

D. Serena Williams ha raccontato di averti parlato, dandoti qualche consiglio. Cosa pensi che ti dirà dopo questa partita?
Sloane Stephens:  “Non voglio nemmeno pensarci. Beh, spero che giochi nei quarti in modo da poterla guardare. Questo è tutto quello che so. Non credo che lei abbia visto la partita. Era trasmessa su Tennis Channel, un canale che non c’è nelle camere dell’albergo di New York”.

D. Forse era nel salone giocatori a guardarlo.
Sloane Stephens: “Ho i miei dubbi. In ogni caso, lei probabilmente mi dirà qualcosa di veramente positivo. Sei uscita a testa alta. Una cosa del genere”.

D. Avere un atleta professionista per padre e una All-American per madre ti ha aiutato?
Sloane Stephens: “No, non proprio. Perché la mia mamma è la mia mamma e il mio papà è il mio papà. Voglio dire, mio padre giocava a football americano e non aveva niente a che fare con il tennis. Mia madre è una nuotatrice, anche in questo caso niente a che vedere con il tennis. Ho ottenuto alcuni buoni geni, ma questo è tutto quello con cui mi hanno aiutato”.

D. Tua mamma ti ha dato qualche consiglio sulle avversità di essere un atleta?
Sloane Stephens: “No, mia mamma è la mia mamma. Prova ad aiutarmi nel modo migliore che le è possibile”.

D. I quattro Slam sono cosa passata, come è andato il tuo anno?
Sloane Stephens:   Abbastanza bene. Ho iniziato a giocare quando nei tornei giravano i soldi veri. Non male, no? All’inizio dell’anno, ero ferma dagli US Open, sono andata in Australia. La prima partita è andata abbastanza bene e sono rimasta davvero sorpresa di me stessa. Ho perso con la Kuznetsova, che è un grande giocatrice. Poi gli Open di Francia e Wimbledon, ho giocato bene e questo è tutto quello che mi si può davvero chiedere. Mi piace essere in campo e mi piace competere. La mia classifica è in costante crescita e sto imparando molto da quanto sta succedendo. Ho solo 19 anni, quindi ho una lunga strada da fare, credo. Serena sta ancora giocando, e lei di anni ne ha 31. Ho molta strada da fare”.

D. Ora dove andrai?
Sloane Stephens: “Seoul, Tokyo, Pechino, e poi Lussemburgo”.

D. La folla sembra averti sostenuta molto di più rispetto al 2011. Pensi che ora la gente ti riconosca e che il tifo aumenterà col tempo?
Sloane Stephens: “Sì, assolutamente. Ci sono un sacco di giocatori americani, ma mi è appena capitato di ritrovare una mia foto del sito degli US Open che ha tappezzato la metropolitana. Man mano che il tuo tennis cresce, aumenta il numero dei tuoi fan. La gente ti ama di più e ti viene riservata un mucchio di attenzione. Mi fa piacere. Mi piace vedere i bambini piccoli che ti dicono: “Oh, mio Dio, ho visto la tua foto ovunque”. Mi piace essere ovunque. Oh, questo è impressionante. Meglio giochi, più ti amano, ma devi vincere”.

D. Hai avuto dei buoni risultati di quest’anno. Ti senti ancora una agli inizi?
Sloane Stephens: “Mi sento come se ci fossi abbastanza abituata. Mi ricordo quando stavo giocando tra gli juniores e roba del genere, mentre oggi sono in ascensore e mi dico cosa ci fa questa ragazzina qui? Oh, cavolo, mi ricordo quando ero piccola, è stato terribile. Probabilmente era così fastidioso. Mi sento come se fossi in giro per il Tour da molto tempo, mentre questo è solo il mio secondo anno. Mi sento come se fosse passato più tempo. Ma odio pensarci, ho intenzione di pensare che sono ancora giovane”.

D. Un anno fa avresti previsto di migliorare tanto il tuo gioco e poi dove ti vedi tra un anno?
Sloane Stephens: “Sì, assolutamente. Io amo il miglioramento e mi piace fare sempre meglio. Mi piace andare in campo e essere in grado di fare cose diverse. Voglio mantenere questa mentalità e voglio continuare ad andare avanti senza indietreggiare. Forse l’anno prossimo sarò nella top 10 o qualcosa del genere”.

D. Vuoi essere una testa di serie agli Australian Open?
Sloane Stephens: “Sì, sarebbe bello. Sarebbe davvero bello”.

D. Quale sarà la tua prossima mossa?
Sloane Stephens: “Vado a casa e ho intenzione di andare a vedere i Bruins il prossimo fine settimana”.

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