PASSA SOLO LA SCHIAVONE

Match da incorniciare per Francesca, che liquida la Bondarenko 6-1 7-5. Finisce invece l’avventura di Sara Errani, fermata 6-2 6-3 dalla Stosur, e di Flavia Pennetta, estromessa dalla Peer con un doppio 6/4.

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New York – Possiamo dirlo, Francesca è tornata. L’azzura sconfigge per la 5° volta in 8 sfide  Alona Bondarenko, n 33 del mondo, volando verso gli ottavi di finale.  La Schiavone, n 6 del torneo, domina nel  primo set, subisce il break ad inizio del secondo per poi rimotare alla grande, permettendosi  anche di far concorrenza a Federer nell’ormai famoso colpo sotto le gambe. Terza sfida e terza sconfitta invece per Sara Errani contro l’australiana Stosur. La bolognese lascia lo slam americano dopo una prova sufficente, dove grinta e tenacia servono solo in parte. La costanza di rendimento della Stosur in tutto il match  lascia poche speranze a Sara, che dopo 1 ora e 20 minuti si arrende per 6-2 6-3. E si conclude nel più amaro dei modi questa quinta giornata degli Us Open. Le speranze di vedere Flavia Pennetta di nuovo fra le migliori 8 di Flushing Meadows si infrangono di fronte al muro Shahar Peer, che nella notte italiana ha sconfitto la brindisina con un doppio 6/4, in 1h e 31′ di gioco.

Impeccabile. Concentrazione massima per la milanese, che inizia alla grande il match, sin dal primo punto. Francesca lotta nei primi game,dimostrando comunque carisma e grande senso tattico, meritandosi ampiamente il 4-0 pesante, annullando prima 3 palle break nel 3° gioco e  poi strappando per la seconda volta il servizio alla Bondarenko alla prima occasione. Francesca amministra ampiamente il suo predominio, agevolata da un’ucraina poco incisiva al servizio, che si lascia sopraffare dall’azzurra che riesce a prendere in mano il pallino del gioco già dal primo scambio. Il 6-1 finale è la logica conseguenza di un set in cui la Bondarako ha bisogno di ben 4 vantaggi prima di portare a casa il primo game.

Alla Federer. Nel secondo set  gli equilibri del match virano verso la Bondarenko, che trova finalmente assistenza sia dal suo servizio, che dal suo dritto. Francesca tira un po’ la spina, rimanendo fin troppo attendista e lasciando l’iniziativa alla sua avversaria. L’ucraina, ormai in piena confidenza con il dritto, strappa agevolmente il break all’azzurra nel 4° gioco e annulla 2 palle break nel 5°, meritandosi il 4-1 al cambio campo. Francesca porta allora il match sul piano della lotta cambiando decisamente marcia. Un servizio autoritario e un game di risposta in puro stile Nadal, portano la leonessa su 4-4. L’ucraina prova a fermare l’emorragia, riportando il muso avanti sul 5-4 ignara di cio che sarebbe successo poco dopo. Francesca, da vera campionessa può permettersi il lusso di emulare sia Nadal che Federer, e allora sul 30-0, un lob della Bondarenko  è l’occasione giusta per piazzare un colpo sotto le gambe che le regala, con un passate a seguire,  il punto che manda in estasi il pubblico del “grandstand” e che taglia le gambe all’ucraina. Il break del 6-5 diventa una pura formalità, mentre 2 volèe fantastiche chiudono a 0 l’ultimo game, regalando a Francesca gli ottavi contro la Pavlyuchenkova.

Sara ci prova. Inizio di match abbastanza equilibrato,  con Sara brava a tenere lontana dal campo la sua avversaria, sempre in difficoltà quando è costretta a giocare in movimento. Un paio di break per parte mantengono il confronto sul 2-2, ma è un fuoco di paglia, visto che la Stosur con un nuovo break al 6° game allunga decisamente le mani verso il primo parziale.  “Sam” domina a rete e limita al minimo gli errori, lasciando poco spazio alle idee dell’ azzurra. La Errani  può far ben poco e nonostante un ottima percentuale al servizio, si lascia brekkare per la 3° volta, consegnado il set alla n 6 del mondo  per 6-2.

Ma non ripete. Il confronto di 15 giorni fa a New Haven, vinto sa “Sam” solo 7-6 al 3°, lascia  sperare in un ritorno di Sara, sopratutto quando l’azzurra sul 2-2 strappa di prepotenza il break alla Stosur. Al cambio di campo invece arriva subito il controbreak dell’australiana,  che prima spreca un vantaggio di 0-40 e poi mette a segno 3 vinceti di fila,  pareggiando i conti sul 3-3. Sara sembra accusre un pò il colpo, limitandosi ad un palleggio, si regolare, ma non più profondo e angolato come in precedenza, mettendo in risalto le migliori qualita della Stosur, che grazie ad una maggior pesantezza di palla trova terreno fertile per prendere in pugno le redini del match e piazzare un nuovo break all’ 8° gioco. Il match si chiude sul 6-3, con ben 37 vinceti dell’australiana, contro i soli 10 dell’azzurra,  che comunque non lesina carattere e grinta a cospetto di una avversaria alla fine superiore.

Infausta nottata. L’ultima delle italiane a scendere in campo quest’oggi era Flavia Pennetta (n.19), che si giocava le sue chance di approdare agli ottavi contro Shahar Peer (n.16). L’incontro poteva presentare qualche insidia, ma tutto sommato era abbordabile per la brindisina, che aveva più di un motivo per fare bene nell’ultimo incontro odierno sul Campo 11 di Flushing Meadows. Intanto c’erano gli head to head ad arridere all’azzurra, vincente in 3 dei 4 precedenti scontri con l’israeliana (la Peer aveva però trionfato nell’ultimo match disputato quest’anno ad Indian Wells). C’era poi una tradizione da mantenere viva, e cioè quella che vedeva la “Penna” nei quarti degli Us Open da due anni consecutivi. C’era poi da riscattare la sconfitta di Wimbledon contro la Zakopalova (uscita al primo round contro la Razzano), in quella che ad oggi è ancora considerata una delle più incredibili occasioni sciupate da un tennista italiano per arrivare parecchio lontano nello Slam verde (aveva un tabellone potenzialmente spianato fino ai quarti, con buone probabilità di semifinale). Infine c’era lo stimolo che Flavia dovrebbe ricevere indirettamente da Francesca Schiavone, anche oggi protagonista di una prova di grande solidità in un match che stava diventando davvero complicato. E invece niente da fare, perché al termine di una performance sottotono la Pennetta si è arresa ad una buona (ma niente di più) Shahar Peer, in 1h e 31′ vincente con il punteggio di 6/4 6/4.

Il servizio, il solito punto debole. Le due tenniste cominciano il loro match con concentrazione, ma già dai primi game si denota una differenza che si marcherà sempre più col passare dei game. Mentre la Peer tiene i suoi turni al servizio con autorità, concedendo molto poco, Flavia è in affanno con la prima palla, e subisce spesso la risposta d’anticipo dell’avversaria. Nonostante qualche patema di troppo per la brindisina, le due si trascinano fino al 5-4 senza break. Ma lo scippo è dietro l’angolo, e sulla palla break del decimo game le due giocano un punto infinito e faticosissimo, dal quale esce vincitrice la Peer. In un sol boccone la 23enne di Gerusalemme si pappa game e set, senza contare lo smacco psicologico sferrato a Flavia. La quale accusa il colpo maledettamente, tanto da finire sotto 4 a 0 nel secondo parziale. Il match sembra a questo punto sulla via di un triste tramonto. Ma la Pennetta ha un sussulto d’orgoglio, e aggredisce l’avversaria con una palla finalmente pesante e angolata, trovando l’insperato 4 pari. Purtroppo la partita finisce qui, un’altra volta, perché pur non gradendo la rimonta, la Peer rimane la più viva in campo. Il suo braccio e la sua gamba corrono più veloci. E anche se così non fosse, c’è una spenta e fallosissima Pennetta che regala con corsa impacciata e dritti-camomilla ampie fette di campo alla rivale. Sul punteggio di 4-5 l’azzurra è costretta ancora a servire per restare in partita, ma la sua battuta è il sintomo più vistoso del suo generale malessere (4 doppi falli, 53% di prime in campo, 57% di punti con la prima e 1 ace il magro bottino con cui chiude il match). Il quarto doppiofallo concede l’allungo alla rivale, e sul vantaggio esterno una debole seconda fa urlare di gioia Shahar Peer, prossima avversaria di Venus Williams negli ottavi di finale degli Us Open.

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