FEDERER COL VENTO IN POPPA

Nuova vittoria in tre parziali dell’elvetico, che raggiunge al meglio gli ottavi di finale. Avanti anche Fish, Soderling e Gasquet

Be Sociable, Share!

New York (U.S.A.) – Così come accaduto nel 2005, nel 2006 e nel 2008 Roger Federer si qualifica per gli ottavi di finale degli U.S. Open senza concedere alcun set, dando nuovamente l’impressione, come contro Brian Dabul e Andreas Beck, di attraversare un buono stato di forma. Un messaggio chiaro per tutti i suoi avversari, anche se, già il dato statistico che lo vuole vincitore delle ultime 44 partite sulle 45 giocate a New York, dovrebbe suggerire molto sulla competitività del 29enne svizzero su questi campi. Come se fosse poi necessario snocciolare numeri.

Mathieu, resa senza sussulti. Presentatosi alla sfida senza grandi pretese – si dava un 5% di probabilità – e già soddisfatto degli scalpi di Lleyton Hewitt e Guillaume Rufin, Paul Henri Mathieu non ha creato grandissime difficoltà al secondo giocatore al mondo, e il canovaccio della partita aveva un che di deja vu. Nel senso che i primi giochi, tra i due, si susseguivano in maniera piuttosto regolare, col servizio a farla da padrone: quando il francese, avanti per 4-3, conquistava la prima palla break assoluta dell’intera sfida, Federer, annullata senza patemi col servizio, cambiava immediatamente marcia, quasi a voler spegnere sul nascere ogni velleità di Paulo. Grazie al facile break colto al nono gioco, Roger trovava la via per archiviare la prima partita in suo favore (6-4), che chiudeva ogni remoto discorso qualificazione. Il secondo set veniva deciso da un break in apertura e uno in chiusura del cinque volte trionfatore a Flushing Meadows (6-3), mentre nel terzo parziale Federer cominciava a scendere a rete con insistenza, confermando il sentore che ogni spirito agonistico avesse da tempo abbandonato l’Arthur Ashe. A quel punto si attendeva solo il nuovo allungo di Federer, che giungeva sul 3-2 in proprio favore. Da lì passavano pochi minuti al nuovo 6-3, che portava Roger in pompa magna agli ottavi di finale, dove nuovamente non dovrebbe trovare difficoltà (Melzer o Ferrero). Impressiona la solidità dell’elvetico alla battuta (18 i punti concessi in 14 turni e 13 aces), così come la facilità con cui si è imposto in queste prime tre partite: di sicuro il non aver faticato troppo gli tornerà utile quando il torneo enterà nel vivo. A Mathieu resta la consolazione che con questo terzo turno potrà rientrare nei 100, dopo che ne era uscito tre settimane fa per la prima volta in oltre 5 anni.

Fish sopravvive. Se il torneo di Cincinnati, ultima manifestazione di un certo livello prima dello U.S. Open, fosse stato considerato come un attendibile pronostico sui protagonisti e gli outisiders dello Slam statunitense, il francese Arnaud Clement, dopo aver eliminato l’allora semifinalista Marcos Baghdatis, è arrivato davvero vicino dal togliere ogni credenziale a quelle possibili previsioni, avendo quasi estromesso il finalista del Masters 1000 dell’Ohio, Mardy Fish. Il quale, dopo l’assenza dello scorso anno, è ben intenzionato a migliorare la migliore performance fornita a New York e risalente al 2008, quando riuscì a raggiungere i quarti di finale. Da questo punto di vista, il ragazzo nato nel Minnesota, ma ormai residente da tempo in Florida, può considerarsi a ¾ del percorso, ma quanta fatica per superare l’ultimo ostacolo! Infatti se proverbialmente il buongiorno per i supporters americani assiepati sulle tribune del Louis Armstrong si sarebbe dovuto vedere dal mattino, il 3-0 e servizio su cui si portava in partenza Clement non era assolutamente un buon auspicio. Tuttavia, pur compromessa la prima frazione, Fish cominciava ad ingranare con la propria battuta, elemento fondamentale per essere competitivo a questi livelli. Perso il primo set per 6-3, Fish invertiva la rotta e grazie a due allunghi nelle prime battute di secondo e terzo parziale pareggiava e superava nel computo set il proprio rivale (6-3 6-4). Ormai la ruota sembrava girata e ci si attendeva una conclusione agevole in favore della diciannovesima testa di serie: bizzarro quindi appariva l’andamento del quarto parziale, in cui Clement tornava a dominare e chiudeva con irrisoria facilità (6-1). Essendo entrambi reduci già da una vittoria al quinto set in questo torneo – al primo turno – l’esito della sfida diveniva automaticamente impronosticabile: dopo un inizio regolae nel set decisivo, una serie di tre break consecutivi conduceva Fish dal 2-1 al 4-2 e servizio. Il francese, recuperato il primo gap, non si ripeteva e assisteva alla vittoria dell’avversario per 6-3. In attesa di conoscere il nome del futuro avversario – probabilmente Novak Djokovic, in alternativa a James Blake – Fish si qualifica agli ottavi di finale, e può gioire, più che per la prestazione in toto, per non essersi lasciato sfuggire un match complicatosi a più riprese: anche questo è un segnale della nuova vita tennistica del 28enne nativo di Edina.

Finalmente Albert. Al suo trentaseiesimo Slam in tabellone principale, Albert Montanes centra per la prima volta la seconda settimana del torneo. Un traguardo inatteso per un giocatore che ha saputo davvero migliorarsi di stagione in stagione: attualmente un suo approdo tra i primi 20 giocatori al mondo è tutt’altro che chimera. Al di là di ogni discorso retorico concernente il tennista lavoratore che ottiene risultati difficilmente pronosticabili, resta comunque particolare il fatto che il primo ottavo di finale Slam Montanes lo abbia ottenuto sul cemento di New York, e non sulla terra battuta dove al momento vanta i cinque titoli Atp conquistati fino ad oggi. Deve comunque ringraziare in parte la fortuna il tennista catalano, perché il suo incontro di terzo turno è durato poco meno di un’ora, causa il ritiro di un esausto Kei Nishikori, non ancora ripresosi dal grande sforzo profuso per eliminare, in oltre 5 ore, il croato Marin Cilic nella giornata di giovedì. Sin dalle prime battute era piuttosto evidente come il giapponese non avesse una condizione ottimale per contrastare il vigoroso iberico, che strappava il primo break in apertura e si produceva in un bis già al quinto game, dopo non aver sfruttato anche una palla break nel terzo. Solo sul punteggio di 5-1, Nishikori riusciva a mantenere un proprio turno di battuta senza affanni, ma dimostrava di non essere mai in grado di mettere in difficoltà l’avversario in risposta. Così, dopo un nuovo break subito, sul punteggio di 2-6 1-1, il nipponico capiva che non aveva alcuna possibilità per invertire la tendenza in queste condizioni, per cui preferiva alzare bandiera bianca. Continua invece il torneo di Montanes, che ora se la vedrà con Robin Soderling

Robin, no problem.
Chi invece dovrà ancora attendere per fare il proprio esordio tra i “best 16” di una delle manifestazioni major è Thiemo De Bakker, il ventiduenne olandese, numero 48 delle recenti classifiche mondiali, che dalla sua ha però la scarsa esperienza nel circuito maggiore: a New York era alla sua prima presenza nel main draw, la quinta in assoluto in uno Slam. A spegnere tutte le sue velleità di proseguire la corsa nel torneo di Flushing Meadows ci ha pensato Robin Soderling, quinta testa di serie in terra statunitense, che dopo le fatiche del turno inaugurale, contro l’austriaco Andreas Haider-Maurer, pare aver messo la marcia giusta per superare tutti gli ostacoli che gli si frappongono lungo il percorso che dovrebbe condurlo a sfidare, nei quarti di finale – come lo scorso anno – Roger Federer. Il tema tattico della partita tra Soderling e De Bakker era contraddistinto da due tennisti che possedevano un gioco molto simile – gran servizio e dritto a condurre gli scambi – che ha finito col favorire il giocatore attualmente più forte e completo, ovvero lo svedese. La riprova di questo si aveva già nel primo set, dove Soderling partiva subito forte, mostrando anche di saper gestire meglio le problematiche legate al vento che spirava sul Louis Armstrong, tenendo così a bada l’olandese. Sufficienti, per sancire il gap nel corso della prima partita, erano i due break colti da Robin al secondo e all’ottavo gioco, che portavano al 6-2 in poco meno di 30 minuti. Un macigno sulle aspettative di De Bakker, che sperava di poter impensierire di più lo scandinavo: ma quando al secondo gioco del successivo parziale Soderling trovava un altro break, per salire sul 2-0, si cominciava a temere che per il povero olandese potesse essere in arrivo una tremenda lezione. In realtà, da quel momento, Robin appariva un po’ meno sicuro e saltuariamente si lasciava andare a qualche errore di troppo: grazie ad uno di questi passaggi a vuoto – comunque limitati – De Bakker recuperava lo svantaggio e provava a rientrare in partita: missione compiuta fino al 3-3, quando si assisteva ad un nuovo allungo di Soderling, che chiudeva per 6-3. Come nel set precedente, De Bakker accusava in apertura il colpo – cedendo il servizio sul punteggio di 1-1 – e non riusciva a colmare più il gap di svantaggio, nemmeno quando, nell’ottavo gioco, Soderling gli concedeva addirittura tre palle break – tra l’altro con punti in cui Thiemo aveva le sue belle chances. Perso l’ultimo treno, De Bakker non teneva il sesto servizio dell’incontro, che garantiva il 6-2 6-3 6-3 con cui lo svedese si qualificava agli ottavi di finale.


Derby di Francia.
Dopo la maratona di primo turno contro Robert Kendrick, Gael Monfils si è prodotto in un’altra prestazione positiva sulla lunga distanza, necessaria per raggiungere gli ottavi di finale, superando il serbo Janko Tipsarevic. Partito meglio, il transalpino, che vantava un miglior apporto dal proprio servizio, doveva però aspettare l’undicesimo gioco (5-5) per conquistare la prima palla break, che tra l’altro concretizzava. Il set sembrava ormai volgere ad una ovvia conclusione, perché Janko, fino a quel gioco aveva ottenuto tre punti in risposta: invece, con un guizzo insospettabile, il serbo pareggiava i conti, ma nonostante ciò finiva col soccombere al tie break per 7-4. Dopo oltre un’ora di gioco, i due si ritrovavano nuovamente al tie break, visto che Tipsarevic, che aveva colto un break in apertura di secondo set, si era fatto raggiungere proprio in dirittura d’arrivo (sul 5-4 e servizio); questa volta nel gioco decisivo era lui ad uscire vincitore, ancora col punteggio di 7 punti a 4. Dopo quasi due ore e mezza di gioco sviluppatesi lungo un sostanziale equilibrio, Monfils piazzava il primo vero allungo dell’incontro, che dal 2-2 gli permetteva di andare a condurre di un set (6-2). E a nulla serviva il break con cui Tipsarevic pensava di poter pareggiare nuovamente l’incontro, perché sulla situazione di 1-3, Gael recuperava subito lo svantaggio e si mostrava più pronto dell’avversario a sfruttare i nuovi regali altrui. Infatti, sul 4-4, Tipsarevic sbagliava una comoda volèe alta di dritto che lanciava Monfils verso il 6-4 finale. Gael potrà così, giunto per il terzo anno consecutivo agli ottavi di finale dello slam americano, migliorare il proprio record contro il connazionale Richard Gasquet, anche lui intenzionato ad ottenere lo stesso risultato. Si prevede una sfida interessante, non solo per i francesi, dato che i due coetanei si giocano molto in questo torneo: al momento i precedenti sono fermi sul 2-2, con Richard ad essersi aggiudicato l’unico incontro in uno Slam (Australian Open 2007, tutti gli altri si erano disputati nel torneo indoor di Metz). E, a supporto dell’attendibilità dell’esito di quell’incontro di tre anni fa, a guardare i curriculum dei due giocatori in questo torneo, si nota come Gasquet arrivi al match di lunedì in uno stato di forma migliore, o quantomeno più riposato del suo rivale, grazie agli zero set ceduti fino ad ora: anche contro Kevin Anderson, infatti, non ha dovuto allungare la contesa. Dopo un primo set vinto in tranquillità (6-4), nel secondo e nel terzo il transalpino si è in realtà complicato un po’ la vita, chiudendo comunque per 7-6(3) 7-5 – nel secondo era avanti di un break, nel terzo il sudafricano ha servito per accorciare le distanze sul 5-4. Ed ora uno dei due potrà migliorare il proprio record a New York.

Be Sociable, Share!
Be Sociable, Share!

Lascia un Commento