FEDERER DOMA ROBIN, DJOKO IL VENTO

In una giornata dominata dal vento Djokovic supera Monfils in un match surreale, mentre Federer tiene a bada Soderling grazie al servizio

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New York 9 Settembre 201o – Una serata sgradevole dal punto di vista meteorologico non lascia troppi strascichi sul torneo maschile dello US Open. I due quarti di finale della parte bassa del tabellone finiscono infatti per qualificare in tre set i due favoriti Novak Djokovic e Roger Federer. Il serbo in particolare ha dovuto giocare in condizioni quasi impossibili contro Gael Monfils, mentre la rivincita dei quarti di finale del Roland Garros tra Roger e Robin Soderling ha potuto riservare un minimo di spettacolo in più, ma è stata dominata dalla solidità mentale (e del servizio) di Federer.

Vento-Tennis 3-0. Bastava guardare l’atteggiamento disgustato di Djokovic e l’espressione di incomprensione sul volto di Monfils per capire quanto fosse difficile giocare sull’Arthur Ashe ieri pomeriggio. Terrificante lo spettacolo del tennis già sgraziato di Monfils reso ulteriormente scombinato dalle folate di vento. Anche il serbo ha fatto una fatica pazzesca ad esprimere il suo tennis, ma ha saputo almeno mantenere la concentrazione, elemento necessario per una partita così atipica. In particolare il primo set ha fornito uno spettacolo sconcertante, con Monfils alla ricerca di “coups de theatre” a tratti dall’esito comico per uscire dal caos tecnico-tattico. A tratti questa tattica disperata ha portato alla frustrazione Djokovic, ma alla fine il serbo è riuscito a fare suo il primo set al tie-break con il punteggio di 7-2.

Nole naviga a vista. Dopo il primo set, la maggiore lucidità del serbo prende finalmente il controllo del punteggio. Forse per accelerare gli scambi, forse per risparmiarsi lo spettacolo delle “invenzioni” di Monfils, Nole si presenta spesso a rete, cogliendo una buona percentuale di punti. Comunque tra episodi, frustrazione, rarissimi lampi di tennis, il secondo e terzo set rimangono saldamente nelle mani del serbo, che finisce per chiudere per 7-6(2) 6-1 6-2 una partita decisamente più stancante di quanto il punteggio possa rivelare. Per il serbo è la quarta semifinale consecutiva all’Open degli Stati Uniti. In tutte e quattro le occasioni la sua corsa è stata fermata dallo stesso giocatore, guarda caso il protagonista del prossimo quarto di finale.

Roger lucido. In condizioni leggermente migliori del pomeriggio, ma pur sempre sgradevoli, Roger Federer ha colto la rivincita della sconfitta del Roland Garros eliminando Robin Soderling in tre set con il punteggio di 6-4 6-4 7-5. Concentrato e consapevole di dovere adattare il suo tennis alla situazione meteorologica, lo svizzero ha messo da parte lo spettacolo e si è concentrato sul servizio, un colpo che può essere decisivo quando il vento si fa sentire. L’inizio del match non è stato così positivo per Federer, che ha dovuto fronteggiare quattro palle break nel suo primo turno di servizio ed una quinta sul 3-2 Soderling. Fedele al suo ruolo di campione, ha poi immediatamente concretizzato la prima palla break sul 3-3, per poi trasformarsi in una macchina da servizio, senza lasciare più un quindici fino alla fine del set.

Qualche emozione. Preso il controllo del punteggio ed un grande vantaggio psicologico grazie alla ritrovata solidità del servizio, Roger conquista un vantaggio importantissimo sull’1-1 del secondo set, in cui aggredisce con il rovescio il servizio dello svedese portandosi 0-40. Esasperato, Soderling piazza un doppio fallo e concede per la seconda volta il suo servizio. Il match sembra dirigersi verso lo svizzero, ma prima regala un momento di emozioni contrastanti. Robin non molla e conquista il controbreak immediato, portandosi 40-0 sulla scia. Lì piazza un parziale sconcertante di quattro errori gratuiti: è palla break. Roger, sentitamente, ringrazia e torna il vantaggio grazie al suo tipico dritto ad uscire. Il set riprende uno sviluppo normale, che porta lo svizzero a chiudere nuovamente per 6-4.

E ora la risposta. Dopo avere controllato i primi due set grazie al servzio (alla fine del match conteremo 18 ace e un totale di 43 vincenti diretti con il servizio) Roger mostra nelle fasi finali cosa sa fare alla risposta. A queste fasi finali si era arrivati con un Soderling finalmente solido e bravo a portarsi sul 5-3. Ma al momento di chiudere, lo svedese si è sciolto per lo shock di vedere tornare indietro la palla dopo due servizi ben oltre i 200 km/h, concedendo due inopinati break consecutivi che regalano a Federer il 7-5 finale, e che mantengono immacolato il conto dei set persi dal numero due del mondo. Arriva anche la sedicesima vittoria, senza sconfitte, in incontri serali sull’Artur Ashe.

Una semifinale senza sorprese. La parte bassa del tabellone regala quindi la più prevista delle semifinali, non solo alla luce del ranking, ma anche del recente passato. La sfida tra Federer e Djokovic è ormai un classico dello US Open, andato in scena nelle ultime tre edizioni, due volte in semifinale ed una in finale. Tre vittorie per Federer, in un computo totale che parla di un 10-5 per lo svizzero.

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