FOGNINI D’AUTORITA’

Con estrema facilità il tennista ligure archivia la pratica Garcia-Lopez e si qualifica per il terzo turno degli US Open 2012

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New York (Stati Uniti) – Con meno difficoltà del previsto Fabio Fognini supera Guillermo Garcia-Lopez e si qualifica per il terzo turno degli U.S. Open 2012.

Il tennista ligure, numero 59 del mondo e reduce da una estate abbastanza positiva, nella quale ha raggiunto la qualificazione al tabellone principale dei Masters 1000 di Toronto e Cincinnati, superando anche un turno nella prima occasione, ha infatti eliminato il rivale con un netto 6-4 6-4 6-2, senza mai rischiare di compromettere l’esito finale della sfida.

Successo molto importante per l’azzurro, considerando anche il fatto che lo spagnolo era un avversario molto ostico per il nostro giocatore. L’ultimo precedente tra i due risaliva infatti al torneo di Casablanca di quest’anno, e in quella occasione era stato proprio l’iberico ad imporsi al termine di una partita molto equilibrata.

Fabio ha preso in mano la situazione nel settimo gioco della prima frazione, quando ha operato il break decisivo che gli ha consegnato il parziale. Nel secondo set un break per parte ha invece portato il punteggio sul 4-3 Garcia-Lopez, quando una serie di sei games consecutivi ha permesso all’italiano di conquistare la seconda e allungare nella terza frazione sul 3-0 e servizio, per poi chiudere la contesa in proprio favore, nonostante il tentativo di rimonta del rivale, rientrato dallo 0-3 al 2-3.

Fognini si qualifica quindi per la quinta volta in carriera per il terzo turno di un torneo Major, la prima agli U.S. Open. Il suo prossimo avversario sarà il vincente del match tra Bernard Tomic e Andy Roddick, entrambi affrontati a Eastbourne: contro l’australiano Fabio si impose per 7-5 al terzo set, stesso epilogo con il quale si arrese all’americano.

Chiunque sia il prossimo rivale, quindi, Fabio potrà giocarsela alla pari, nel tentativo di conquistare un ottavo di finale che alla vigilia sembrava davvero difficile da raggiungere.

Articolo di Marco Di Nardo

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