IL CUORE DI MARIA

La russa conquista per la terza volta in carriera la semifinale allo Us Open, dopo aver recuperato un set di svantaggio ad una straordinaria Marion Bartoli. Ora affronterà la numero uno del mondo Victoria Azarenka, per un posto in finale

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New York (USA) – C’è voluta la migliore Maria Sharapova per superare il quarto di finale dello Us Open, che la vedeva opposta all’ottima Marion Bartoli. In una partita spalmata su due giorni a causa della pioggia, la siberiana, numero tre del tabellone, si è imposta con grandissima fatica, in rimonta, dopo due ore e 29 minuti per 3-6 6-3 6-4 e si è conquistata la semifinale contro la numero uno del mondo Victoria Azarenka (5-4 per la bielorussa gli H2H)

Precedenti senza storia. Quella spezzettata tra ieri e oggi, è stata la quinta sfida tra Bartoli e Sharapova. La russa ha sempre vinto nelle precedenti quattro occasioni,  sempre in due soli set, con un unico parziale lottato e chiuso 7-5. Nei quattro precedenti la giocatrice francese non ha mai racimolato più di cinque games e alla luce di questi trascorsi, anche questo quarto di finale sembrava segnato.

Avvio shock. Dopo i primi scambi però, si capiva che il match era molto diverso rispetto alle precedenti sfide tra le due quarto finaliste. La Bartoli iniziava a spron battuto, spingendo come un’ossessa su tutte le palle e badando bene a mantenere una posizione in campo molto avanzata, per togliere il tempo alla Sharapova. La russa veniva travolta dal veemente avvio della finalista di Wimbledon 2007, che strappava subito il servizio a Maria e in battuta concedeva uno solo(con un doppio fallo), dei primi nove punti. “Masha” accusava il colpo e nel quarto gioco scivolava subito 0-40 anche per colpa di un doppio fallo. Con grande tenacia, “tirando” tutto, la russa riusciva a salvare le tre palle break consecutive, ma capitolava alla quarta occasione, ancora per colpa di un doppio errore al servizio, scivolando sullo 0-4, quando sono passati appena 20 minuti dall’inizio del match.

La pioggia ed il rinvio. Come già era accaduto nell’ottavo di finale contro la Petrova, la pioggia correva in aiuto della Sharapova nel momento di massima difficoltà, causando il rinvio della partita (già iniziata in ritardo) ad oggi e soprattutto fermando l’incontenibile furia della Bartoli.Questa volta però, la lunghissima pausa non giovava alla Sharapova come nel precedente impegno: la russa infatti, pur recuperando un break e salvando un set point sul 2 a 5, era costretta a cedere il parziale al nono gioco, di fronte ad una Bartoli, che confermava anche oggi, l’ottima impressione destata nella giornata di ieri.

Il nervosismo ed il ruggito di Maria. Il secondo set iniziava all’insegna della tensione. “Masha” cedeva subito il servizio con tre doppi falli, ma la Bartoli restituiva immediatamente il favore, commettendone a sua volta due e subendo il contro break. Nel terzo gioco, la russa ritrovava finalmente l’ausilio della battuta, ma era comunque costretta a salvare, da vera campionessa, tre palle break consecutive, che la francese si era conquistato con delle grandissime risposte. Il parziale seguiva l’ordine dei servizi fino al 3-3, con la Bartoli brava ad annullare l’unica palla break con lo schema servizio-diritto. Con il passare dei game e dei minuti, la Sharapova saliva di livello e dava l’impressione di poter scrollarsi di dosso la sua avversaria da un momento all’altro. La crescente importanza dei punti era sottolineata anche dall’intensità delle urla della russa, che gradualmente aumentava i decibel. La Bartoli riusciva a reggere l’urto delle bordate sempre più forti della sua avversaria fino all’ottavo gioco, quando la russa, con un gran game di risposta, piazzava un importantissimo break, concretizzato immediatamente con un game di servizio tenuto a zero ed impreziosito dall’ace sulla palla set.

La classe non è acqua. Agli albori del terzo parziale, la Sharapova sembrava aver compiuto la parte più importante della sua rimonta e il proseguo del match appariva decisamente in discesa per la bella siberiana. L’avvio confermava questo pronostico, con la Bartoli meno decisa e subito costretta a cedere la battuta nel terzo gioco. Quando sembrava essere tutto pronto per un veloce epilogo favorevole alla Sharapova, quest’ultima accusava un pesantissimo passaggio a vuoto, che le costava il contro break immediato e la trascinava ad un passo dal baratro sul 2-3, 15-40. “Masha” riusciva a salvarsi grazie alla sua grande classe e ad una Bartoli che, specie sulla prima palla break,  era troppo frettolosa e sbagliava una risposta più che fattibile per una ribattitrice abile come lei. Scampato il pericolo, la Sharapova era pronta per allungare finalmente le sue mani sulla partita: sul 4-4, la russa si trovava a sua volta sul 15-40, ma al contrario della sua avversaria non si lasciava sfuggire l’occasione e trovava il break che valeva la terza semifinale a New York della carriera, la prima dal 2006, anno dell’unico successo della Sharapova nella Grande Mela.

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