RAFA CERCA RISCATTO

Che l’uragano porti via nubi e incertezze. Nadal si appresta a difendere il titolo dello Slam americano nella speranza di riportare una doppia vittoria che scacci le ombre della crisi

New York (Stati Uniti) – Non c’è scampo per Rafael Nadal, né dall’uragano, né da Novak Djokovic, due “fenomeni” che in qualche modo assumono la stessa forza, capace di trascina via tutto. L’ordine del giorno è sempre lo stesso per il maiorchino, il quale è chiamato a New York a riconfermare il titolo e a spezzare in qualche modo l’egemonia di Nole, in un confronto che lo vede oramai nel ruolo dell’inseguitore.

Innanzi tutto, cosa pensi di questo uragano, cosa farai nelle prossime ore?

Non so cosa succederà, ma come il resto della popolazione. Tutto sarà chiuso, quindi non ci sarà molto da fare. Rimarremo in hotel, magari guardando qualche film. Vedremo cosa succederà. Non mi sono mia trovato in mezzo ad un uragano, penso che sia un evento davvero negativo per la città, ma almeno sappiamo cos’è e cosa dobbiamo fare.

Come vanno le dita? Hai qualche benda?

Molto meglio, non ho nessun problema negli allenamenti, tengo giusto le bende perché la pelle è ancora molto delicata, ma è tutto ok.

Ma cosa ti è successo esattamente? Ti sei scottato in un ristorante a Cincinnati..

Si mi sono ustionato in un ristorante giapponese, con il Teppanyaki grill. Il piatto era lì sul tavolo,non pensavo fosse ancora caldo, ho cercato di avvicinarmelo e mi sono scottato due dita.

Ci puoi dire qualcosa di più su questo libro e sull’importanza che ha per te…

E’ qualcosa che abbiamo deciso di fare perché ci era capitata l’opportunità, è stata una fortuna poter lavorare con John Carlin, ci siamo trovati subito a nostro agio. Lui parla anche spagnolo e questo mi ha facilitato naturalmente. E’ stato come un viaggio nel passato, ritornando indietro sui miei passi, le prime vittorie, i momenti vissuti da bambino… è stato divertente.

Come ti senti a tornare a New York da campione uscente?

Certamente le emozioni sono un po’ più forti, è stato l’ultimo Gran Slam che ho vinto, quello che mi ha permesso di completare il quadro. E’ stato uno dei momenti più emozionanti della mia carriera, quindi tornare qui ha un sapore particolare. A livello di gioco però non è cambiato nulla, perché si inizia di nuovo da zero, per arrivare in fondo. Non sento una pressione particolare, sono felice di quello che ho realizzato: è vero che durante l’estate non ho giocato molto bene, ma qui le cose stanno andando meglio. Quindi nulla è detto.

Hai 25 anni, non ti fa strano che sia già uscito un libro sulla tua vita? In secondo luogo tu solitamente sei una persona molto riservata, cosa volevi trasmettere al tuo pubblico?

Si è vero sono fortunato, ho solo 25 anni ma ho tanta esperienza alle spalle. Non so se pubblicherò mai un secondo libro in futuro, ma ho sentito che questo era il momento giusto per far uscire questo, raccontando così parte della mia vita. E’ stato un po’ come raccontare la persona che sono oggi partendo dal passato. A differenza di quel che accade di solito, sono riuscito a raccontare un po’ più di me stesso ai miei fan ed in generale agli appassionati di tennis. Diciamo che anche questo è un cammino, prima mi sono avvicinato a loro tramite i social network, ora con questo libro. Sto cercando un contatto più stretto con coloro che mi seguono e forse sono sulla buona strada.

E Djokovic?

E’ ancora troppo presto per parlarne. Davanti a noi ci sono due settimane e tanti match prima del nostro eventuale scontro. Tutto dipenderà da come giocherò io e da come scenderà lui in campo, quindi per ora nulla da dichiarare.

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