RAFA, SENZA SBAVATURE

Positivo e rasserenato, Nadal si appresta ad affrontare la semifinale contro Murray con uno spirito nuovo, indice del gioco ritrovato in corso d’opera

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New York (Stati Uniti) – Non è stato un periodo semplice quello vissuto da Rafael Nadal negli ultimo mesi. Al di là della vittoria di Parigi, comunque sudata più del dovuto, lo spagnolo ha pagato durante la stagione una carenza dal punto di vista mentale, come una sorta di black out che gli ha impedito di brillare come al suo solito.

Ad ogni nuovo torneo Rafa si è trovato quasi a ricominciare da zero, cercando quella continuità fisica e mentale che sembrava latitare. A New York invece il numero due del ranking mondiale è riuscito ad ingranare in anticipo tattiche e movimenti, segnando prestazioni convincenti in diverse situazioni lungo il cammino, che lasciano ben presagire per la difesa del titolo.

Sei stato aggressivo oggi, volevi cercare di rendere il match il più breve possibile?

No ho solamente cercato di fare del mio meglio, non pensi a questo tipo di cose quando giochi un quarto di finale in uno Slam. Ho solo tentato di concentrarmi sulla vittoria: in avvio mi sono comportato davvero bene, mettendo a segno passanti e vincenti. Penso però che lui abbia risentito del match contro Ferrer: gli incontri contro David sono sempre molto faticosi.

Pensi di essere migliorato nel corso del torneo?

Penso di essere migliorato dopo il secondo turno: ad esempio contro Mahut ho fatto un’ottima partita, come contro Nalbandian o Muller. Sto giocando meglio, sono davvero contento di come stanno andando gli Us Open e non importa il resto, farò del mio meglio fino alla fine. Non è stata un’estate semplice per me, ma ora sto disputando incontri migliori rispetto a qualche settimana fa. Vincere è importante, ma sentirmi competitivo e vincente lo è ancora di più, perché anche se non dovesse accadere questa settimana, magari potrebbe succedere la prossima.

Quanto conta per te la difesa del titolo?

Sono già contento di essere in semifinale e ovvio contro Andy farò del mio meglio. Non penso al titolo, ma semplicemente al match che dovrò affrontare.

Pensi che con i problemi riscontrati in questi giorni possa nascere veramente un’associazione che riesca tutelare meglio i vostri diritti o pensi che una volta spenti i riflettori tutto rimarrà come prima?

Spero di no, al contrario, mi piacerebbe vedere i giocatori insieme per evitare in futuro problemi del genere. Se lottiamo tutti insieme sono sicuro che le cose cambieranno, è il momento adatto per dare il via al cambiamento.

Andy ha detto che sul cemento uno scontro tra voi due è più equilibrato rispetto a quello che può accadere sulla terra o sull’erba. Tu cosa ne pensi?

Credo che se lui pensa di essere più vicino al mio livello sul cemento è anche probabile che riesca a battermi. Già sulla terra o sull’erba si è dimostrato più che all’altezza. Lui era in vantaggio di un set ricordo, però in avvio del secondo parziale ha commesso alcuni errori che poi ha pagato, ma siamo stati comunque sempre molto vicini come livello. Penso che lui sia un ottimo giocatore su tutte le superfici e contro di lui sarà un match davvero difficile.

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