CUORE TSONGA

La vittoria contro Fish è un altro passo avanti per il francese. Jo ha infatti capito gli errori del passato ed ora sta lavorando su se stesso per mettere a segno tutte le sue potenzialità

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New York (Stati Uniti) -Sarà di nuovo Federer vs Tsonga, sarà nuovamente uno scontro da Grande Slam.

Molti hanno ancora negli occhi il match di Wimbledon, dove il francese – con un gioco che ha lasciato molti a bocca aperta – è riuscito a togliere la corona al Re. Forse il primo a stupirsi è stato proprio Jo, con quello sguardo che non tradisce tentennamenti, neanche di fronte agli impegni più difficili.

Una sicurezza che sta dando i suoi risultati, come nel match di ieri contro Fish, in cui è stato capace di recuperare un risultato decisamente in bilico: “Non ho dubbi – ha confidato Tsonga all’Equipe – che fino a qualche mese fa avrei perso un match come quello di ieri. L’unica strategia possibile era quella di rimanere calmi, di non lasciare nulla d’intentato nonostante le condizioni difficili. Non sono stato perfetto per tutto la durata dell’incontro, è chiaro, ma sono certo che almeno in due set sono riuscito a far girare le cose come volevo io. Il lavoro che ho fatto fino ad oggi mi ha aiutato a gestire la situazione, senza lasciarmi andare alla fretta”.

Un lavoro fatto di calma e pazienza, perché il mutamento caratteriale è quello più difficile, che può richiedere tempo, molto tempo: “Non è una cosa che accade naturalmente. Era da tanto che riflettevo sui miei errori, ma oggi posso dire di aver trovato la chiave per analizzarli. E’ stata una presa di coscienza da parte mia e del mio team. Quando giochi sviluppi delle abitudini, come è normale che sia, ma il problema è che io ne avevo prese di cattive. Quindi il lavoro prevede di abbandonare la vecchia via per acquisirne una nuova, decisamente più positiva”.

Andando a fondo e nel concreto, Jo ha analizzato così il suo match contro Fish: “Sapevo che non sarebbe stato un match semplice, in testa mi ripetevo che dovevo farlo muovere il più possibile. Lui ha giocato molto a rete, usando il serve and volley, ed è una tattica che comunque richiede più energie. Ho cercato quindi di sfruttare la situazione a mio favore: quando lui era a fondo campo io cercavo di colpire il più possibile la palla in slice, distribuendo gli attacchi per tutto il campo. Alla fine io ero più fresco di lui. Dopo il time out medico ha iniziato a perdere colpi e ad essere meno reattivo a rete”.

Uno Slam si sa richiede energie supplementari nella lotta e ad ogni match la resistenza fisica fa segnare un passo decisamente diverso al tennista che ha maggiori risorse: “Quando giochiamo su cinque set il fisico ha un peso specifico diverso. Sarebbe bello poter avere match esaltanti anche in quelle occasioni, ma diventa davvero difficile. Alla fine è la volontà e il fisico che portano avanti uno dei due contendenti. Su due set giochi punto su punto, mentre su tre ci sono più calcoli. E’ facile dire, ok perdo questo punto, ma lo faccio correre di più.. e alla fine questo lo paghi. Oggi posso dire che sono finalmente felice”.

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