KERBER BATTE ANCORA VENUS

Allo Us Open, per la terza volta nella stagione, la top ten tedesca batte Venus Williams. Questa volta l’americana è andata davvero ad un passo dal successo, con una prestazione straordinaria, in quella che per il momento è stata la partita più bella e combattuta del torneo

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New York (USA) – È mezzanotte inoltrata quando Angelique Kerber alza le braccia al cielo, dopo che l’ultimo diritto di Venus Williams si è appena infranto in mezzo alla rete. Ancora una volta, la tedesca ha battuto la più “anziana” delle sorellone americane. Quest’anno, era già successo al torneo di Madrid e soprattutto alle Olimpiadi, al terzo turno: quella volta la 24enne di Brema ebbe la meglio in due set tiratissimi, risolti da altrettanti tiebreak. Questa notte invece sono, serviti tre parziali, due dei quali tiratissimi, ma dopo 2 ore e 45 minuti di gioco, con il punteggio di 6-2 5-7 7-5, è stata ancora la tedesca ad uscire con il sorriso sulle labbra e la vittoria in tasca.
Partenza a senso unico. Per come era cominciata la partita, tutto lasciava presagire una rapida conclusione, favorevole alla Kerber. Nonostante Venus tentasse di giocare aggressiva e di togliere il tempo alla sua avversaria, i suoi attacchi finivano soltanto per esaltare le straordinarie doti difensive della tedesca, che aveva buon gioco a mettere a segno diversi passanti ed a impallinare l’americana con la risposta. Nel primo set, Venus raccoglieva due miseri punti con la seconda ed appena il 50% con la prima e come logica conseguenza non teneva nemmeno un servizio, perdendo quattro giochi consecutivi, dopo l’inizio caratterizzato da due break per parte.
La reazione di Venere. Persa ancora la battuta in avvio di secondo set, Venus tirava finalmente fuori gli “attributi” e con una veemente reazione si ribellava a quello che sembrava un destino segnato, infilando tre giochi di seguito e mettendo la testa avanti per la prima volta nel match. La Kerber non è però una che si lascia facilmente impressionare o che si disunisce nelle difficoltà, così dopo una breve pausa per uno strano medical time out, la tedesca riprendeva il discorso interrotto e rompeva ancora il servizio di “Venere”. Supportata dal pubblico la Williams riusciva a salvarsi per due volte, a due punti dalla sconfitta e sorprendentemente, con tre giochi di fila dal 4-5 portava a casa un set, durato ben 76 minuti.
La battaglia finale. Il centrale diventava una bolgia, ogni punto della Williams veniva accolto dall’ovazione del pubblico, anche quando causato dagli errori della tedesca, in barba alla sportività. Trascinata dai suoi sostenitori, Venus provava a mettere le mani sulla partita e saliva 4-2. Ad un passo dal baratro però, la Kerber mostrava ancora la sua grande tenacia e recuperava ancora il break, grazie soprattutto ad una super volee smorzata messa a segno sul 30-30. La Williams provava a tenere botta dopo l’ennesimo colpo subito, ma pur portandosi sul 5-4, cedeva anche alla stanchezza e si arrendeva con il sessantesimo errore non forzato (tra cui 16 doppi falli) della sua comunque splendida partita.
Due belle conferme. Quella che è stata finora la partita più bella del torneo ci lascia la certezza di aver ritrovato una grande campionessa come Venus Williams, che magari non è ancora al livello degli anni migliori, ma che comunque è in grado di competere con le top player attuali, tra le quali va sicuramente annoverata Angelique Kerber, una lottatrice indomita, che con il suo tennis muscolare e solido può dar fastidio a tante e può soprattutto recitare un ruolo importante in questo Us Open (terzo turno contro Olga Govortsova), dove difende la semifinale raggiunta a sorpresa lo scorso anno.

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