L’IMPRESA DI RAFA

Un estratto della conferenza stampa di Nadal dopo la vittoria agli Us Open, che gli ha permesso, a soli 24 anni, di diventare uno dei sette giocatori ad aver centrato il “career slam”

Be Sociable, Share!

New York. Fresco di titolo agli Us Open, unico major che ancora gli mancava (e che ha portato a quota nove il suo bottino), un Rafael Nadal chiaramente raggiante e soddisfatto si è sottoposto alle domande dei giornalisti. Ne è uscita una bella conferenza stampa, della quale vi proponiamo un lungo estratto.

Q. Congratulazioni. Questa sera hai compiuto un’ altra grande impresa, vincendo il torneo con grande intensità e giocate spettacolari. Ora hai il “career slam”. Cosa significa per te il successo di stasera e il trofeo conquistato?

RAFAEL NADAL: Per prima cosa ci tengo a ringraziare anche tutti voi. E’ una sensazione favolosa. Penso che giocare con Djokovic sia sempre molto difficile e i risultati lo dimostrano in quanto ci ho perso talvolta. Penso di aver giocato per la prima volta nella mia carriera un match davvero ottimo in questo torneo. Ho giocato il mio miglior tennis nel momento più importante, e questo mi da tanta soddisfazione.

Q. Il “career slam” è arrivato. Le tue sensazioni?

RAFAEL NADAL: So che per voi questo è molto importante, e lo è anche per me (ride, ndr). Ogni giocatore sogna di potercela fare, ma la cosa che desideravo ancor di più era vincere finalmente a New York. In questi momenti si provano sensazioni incredibili. Ho lavorato tutta la vita per essere qua, tenendo duro nei momenti difficili, ma non avrei mai pensato di vincere tutte le prove del Grande Slam.

Q. Ci puoi parlare di come hai fatto a rendere così efficace il tuo gioco sul cemento? Hai iniziato sulla terra, poi sei riuscito a dare il meglio anche sull’erba. Cosa hai fatto per diventare un campione anche sul duro?

RAFAEL NADAL: Già nel 2009 ce l’ho fatta, vincendo agli Australian Open.

Q. Ma ora sei migliorato ancora molto…

RAFAEL NADAL: Forse, o forse no. Non lo so (ride, ndr). E’ merito anche della fiducia. Spesso quando stai giocando bene ti senti più forte e migliorato, e quando invece fai fatica perdi delle partite che ti buttano giù di morale, ma non è che di colpo hai disimparato a giocare. Io non credo sia così. Il mio tennis è cresciuto ulteriormente, ma non credo ci sia stato un cambiamento radicale, no? Sicuramente per vincere questo torneo, che per le mie caratteristiche di gioco reputo il più difficile in quanto fatico ad adattarmi a palle, superficie e quant’altro, ho dovuto lavorare molto, ma il lavoro ha dato i suoi frutti. Ritengo che il cemento sia per me molto più arduo dell’erba, in quanto a Wimbledon conta tanto la capacità di muoversi e in quella non ho problemi, ed in più riesco a fare buone cose col servizio. Qua invece fatico di più e il servizio è più importante.

Q. A mio parere sei mentalmente pronto per centrare il Grand Slam. Come sei riuscito a renderti così abile e consistente sul piano mentale?

RAFAEL NADAL: Non lo so. Sicuramente è un aspetto al quale do molta importanza da tempo, sin da quando ero bambino, e questo ora mi aiuta. Sono cresciuto con la giusta mentalità e ora per me è più facile riuscire a rimanere sempre tranquillo e prendere la decisione giusta.

Q. Cosa pensi ti manchi ancora per convincerti di essere più forte di Roger, probabilmente il più forte di sempre?

RAFAEL NADAL: Devo vincere ancora un sacco di titoli e penso che la parola spetti a quelli, non a me. Sarebbe stupido se fossi io a dire che è il più forte. Sicuramente Roger rimarrà un esempio per la mia vita e la mia carriera. Negli anni è sempre riuscito a migliorarsi, e questa è una cosa che copierei volentieri. Ci proverò, nonostante abbiamo due stili completamente diversi. Non è l’ora di dire se son meglio di lui, anche perchè sono il primo a non pensarlo.

Q. Come pensi evolverà la rivalità con lui? Quanto credi possa durare ancora?

RAFAEL NADAL: Non lo so. Novak ora è ad un livello altissimo, ma deve difendere numerosi punti entro la fine della stagione. Entrambi potrebbero finire l’anno da numero due del mondo. Ogni anno arrivano nuovi giocatori in gamba, ed è sempre più dura. Io e Roger abbiamo dominato gli ultimi sei anni e non so come procederà in futuro. Non sono un genio.

Q. Ci puoi spiegare cosa hai fatto durante l’interruzione per pioggia?

RAFAEL NADAL: Sicuramente non è arrivata nel momento giusto per me. Comunque sono rientrato negli spogliatoi, mi sono fatto una doccia e ho ripetuto tutte le mie “procedure”. Nient’altro.

Q. Cosa ti sei detto del match sino a quel punto?

RAFAEL NADAL: Niente di speciale. Sapevo prima del match che sarebbe stato molto difficile per me, in quanto soffro il tennis di Nole. Lui gioca aggressivo, spesso con i piedi dentro al campo, e ha ottimi colpi da fondo, sia col diritto che col rovescio. Ho iniziato bene il match, riuscendo subito a “sentire” la palla e trovare i miei colpi. Di conseguenza mi sono detto “se ce l’ho fatta una volta lo posso fare ancora”, e così è stato. Sapevo che, sulla distanza, sarei potuto essere un po’ avvantaggiato, poichè lui ha giocato più di me nei giorni precedenti, e questo mi ha dato un po’ di fiducia. Ho cercato di mettere tutta l’intensità possibile in ogni punto, ho lottato, e ho vinto.

Q. Ora che hai vinto tutto, qual’è il tuo obiettivo? I 16 Slam di Roger?

RAFAEL NADAL: Sedici sono molto lontani, molto lontani anche per pensarci.

Q. Quindi? Cos’altro?

RAFAEL NADAL: Il mio obiettivo, che rimarrà tale per tutta la carriera, è quello di migliorare sempre. Migliorare non significa vincere di più, perchè quello dipende anche da altri fattori, ma crescere in ogni aspetto. L’unico grande torneo che non ho mai vinto è la Master Cup. Si gioca indoor sul veloce e per me, se le cose non cambiano, sarà molto molto difficile. L’obiettivo è quindi quello di crescere su quella superficie per provare a vincere anche li. Negli ultimi anni ho sempre giocato male a fine anno, e quest’anno sono convinto e motivato per poter far meglio. Il primo tassello, diciamo, l’ho messo.

Q. Ti saresti aspettato un Novak così incisivo nel secondo set?

RAFAEL NADAL: Da Novak Djokovic, il numero due del mondo, mi aspetto di tutto. Sa esprimere un grande tennis e penso potrà vincere presto questo torneo. Ne ha le caratteristiche, come le ha per vincere ovunque. Glielo auguro, in quanto oltre a essere un grande giocatore è anche una grande, grandissima persona; un esempio per tutti, sia nelle vittorie che nelle sconfitte.

Q. E’ stato molto bravo nel cancellare le palle break. Questo ti ha un po’ innervosito?

RAFAEL NADAL: Sicuramente. Nel secondo set ho avuto opportunità di fare un secondo break e chiudere la frazione, ma lui è stato molto bravo. Sul 5-4 mi sono trovato 15-30, ed è stato per me un momento durissimo. Fortunatamente però sono riuscito a fare una cosa che non mi era mai successa. Tre servizi: un ace e due vincenti. Credetemi, è fantastico. Un’esperienza che non avevo mai provato.

Q. Ci hai fatto capire che non ti piace paragonare questo, quello o quell’altro, ma concedici una domanda. Ti abbiamo visto quest’estate festeggiare come un pazzo il titolo mondiale di calcio della tua Spagna. Qual’è l’emozione più importante della tua vita, quella che ti ha lasciato qualcosa più delle altre, quella che non dimenticherai mai?

RAFAEL NADAL: Ogni sentimento è diverso, ma sono tutti favolosi. Questo al momento uno dei più importanti, anche perchè essendo l’ultimo è quello che rimane più “fresco” nella memoria. Però anche il mondiale è stato uno spettacolo, e ho pianto, proprio come oggi.

Be Sociable, Share!
Be Sociable, Share!

Lascia un Commento

Moderazione dei commenti attiva. Il tuo commento non apparirà immediatamente.