MARIA, CHE RECORD!

Paura e sollievo per Maria Sharapova, che ha rischiato di lasciare gli Us Open per mano dell’inglese Watson, ma si è poi ripresa vincendo il terzo set. In tutto il 2011 la russa non ha mai perso la frazione decisiva. “Un bel record” ha ammesso

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Potevano iniziare meglio, per Maria Sharapova, questi Us Open 2011. La bella russa ha rischiato di essere spazzata via al primo turno dello Slam americano dalla giovane inglese Heather Watson. Ma, confermando di avere un certo talento per i “terzi set” (nel 2011 non ha mai perso una frazione decisiva), la siberiana ha poi ripreso le redini del gioco battendo la britannica con il punteggio di 3/6 7/5 6/3. Ma rischiare di perdere al primo turno di un torneo così importante non è una cosa da poco. E Maria lo sa. “Devo lavorare ancora molto” ammette, e intanto si prepara al prossimo turno contro la bulgara Anastasiya Yakimova.

Un primo turno parecchio duro…

Sì, è stato uno dei più difficili che ho dovuto affrontare. Non la conoscevo, non l’avevo mai affrontata prima. Lei ha giocato in modo molto intelligente e io non ho saputo dare il meglio di me. Mi faceva giocare molto e io commettevo molti errori.  Dovevo cercare di essere consistente e vincere non solo uno o due, ma tre punti di fila.

Psicologicamente è più difficile giocare con avversarie molto basse nel ranking?

Penso che dipenda dalla giornata. Sarebbe andata in un altro modo se non avessi commesso tutti quegli errori.

Cosa sapevi di lei prima della partita?

L’avevo vista giocare a Wimbledon, credo. Giocava con la Date al primo turno. Ma non sapevo molto del suo gioco.

Perché pensi di aver commesso così tanti errori?

Uhm, non saprei. Mi ero allenata molto bene. Gli ultimi giorni sono stati difficili per i giocatori. Ovviamente nessuno di noi si è potuto allenare ieri. Il giorno prima aveva piovuto. Ognuno cercava di ottenere trenta minuti per allenarsi in un campo coperto, che è sempre un po’ duro. Non ho avuto il tempo di trovare il mio gioco.

C’è stato qualcosa di positivo in questo primo match?

Sì, ho continuato a combattere. Sapevo che non stavo giocando il mio miglior tennis. Sono davvero molto realistica. Sapevo di avere ancora la possibilità di vincere la partita.

Sono anni che lavori sul gioco di volo.  In alcuni match vai a rete e rischi molto, oggi hai esitato. C’è un motivo o è dipeso solo dalla giornata negativa?

Lei era davvero veloce, prevedeva bene le palle. Però sì, penso di dover essere più aggressiva.

E per quanto riguarda il record sui tre set di quest’anno?

E’ fantastico. Si tratta di un buon numero, credo.

Ti avrà dato molta fiducia, arrivare a giocare il terzo set sapendo di avere un record del genere…

Sì, ma penso sia soprattutto una questione di fiducia, indipendentemente dai record. Non importa quanto bene o male stia giocando, o quanto bene stia giocando il mio avversario, so che posso farcela. A volte, invece, nonostante la fiducia, si perde. Puoi giocare il miglior tennis della tua vita, poi andare al terzo set e perdere.

Come giudichi il tuo servizio?

Avrei potuto fare di meglio, senza dubbio. Ho iniziato parecchio male, nel primo set. E questo ha dato a lei molta fiducia. E’ sempre molto bello avere un break di vantaggio all’inizio del primo set, specialmente nel primo turno degli US Open. Nel terzo set ho messo a segno qualche aces. Devo ancora lavorarci su.

Qual è la più grande differenza tra giocare agli US Open e alle altre prove dello Slam?

Uhm, penso che ogni Grande Slam sia unico. Sono tutti così diversi. Ovviamente niente è come giocare a New York City. Qui tutti sono così appassionati di questo sport. I fans sono ansiosi di vedere del buon tennis. E c’è lo stadio più grande di tutti. Quindi, sì, è un evento incredibile.

Quanto sono stanchi i giocatori a questo punto della stagione? Tu quanto sei stanca dopo aver giocato tutto l’anno?

Non è che quest’anno sia diverso da ogni altro anno. E’ molto importante trovare un equilibrio tra mente e corpo. Ovviamente è fondamentale essere in buona salute. Questo è il dono più grande che si può chiedere.

Cosa hai fatto durante l’uragano?

Sono andata in palestra, ho fatto un po’ di allenamento, ho giocato con il mio cane, ho avuto il servizio in camera. Era tutto chiuso. C’era un negozio di antiquariato aperto lungo la strada, sarà stato il giorno più bello della loro vita, con tutta la gente in giro. Non avrebbero mai pensato di vendere quella vecchia giraffa che stava lì da un centinaio di anni (risate, ndr).

Una domanda di moda: indossavi un bel completino, ma non saprei come descriverne i colori…

Un lavanda con sfumature grigie e un rosa fluorescente.

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