MURRAY RIDE ULTIMO

Andy Murray raggiunge il terzo turno dello US Open recuperando due set di svantaggio contro Haase. Young elimina Wawrinka dopo oltre quattro ore. Vincono Del Potro e Simon

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Flushing Meadows 2 Settembre – Venerdì dedicato alla parte bassa del tabellone ed al suo secondo turno. Ripercorriamo le storie che hanno visto protagonisti Andy Murray, Juan Martin Del Potro, Stanislas Wawrinka, Ernests Gulbis, Gilles Simon e John Isner, solo per fare i nomi più altisonanti.

Fin dal sorteggio era apparso evidente che Robin Haase, numero 41 del mondo ma giocatore in grande ascesa dopo anni tribolati da infortuni, avrebbe rappresentato uno dei principali ostacoli tra Andy Murray e le fasi finali del torneo. Il campo ha confermato che la fiducia nel ventiquattrenne olandese era assolutamente ben riposta, nonostante una fase centrale di match poco esaltante. Murray è infatti riuscito a rimontare uno svantaggio di due set per poi dilagare nelle ultime tre partite con il punteggio di 6-7(5) 2-6 6-2 6-0 6-4 passando anche per un finale travagliato.

Fin dal primo set Haase ha fatto capire che il pomeriggio di Andy Murray non sarebbe stato facile. L’olandese ha infatti fatto partita pari fin dalle prime battute ed è stato il primo a strappare il servizio dell’avversario, nel settimo game. Proprio al momento di chiudere, sul 5-4 in proprio favore, il ventiquattrenne de L’Aja ha avuto la sua prima piccola crisi ed ha permesso a Murray di impattare sul 5-5, aprendo la strada ad un tie-break ricco di saliscendi. Murray è infatti salito 4-1 solo per subire cinque punti consevutivi e ritrovarsi a difendere due set points. Annullato il primo sul servizio di Haase, lo scozzese ha finito per fallire l’aggangio nel dodicesimo punto, cedendo così il set e molta della propria serenità.

Galvanizzato dal successo parziale, Haase lascia sempre più libero il braccio e prende il controllo del gioco di fronte ad un Murray sempre più frustrato. L’olandese picchia da fondo ma non disdegna qulche chiusura a rete, ma soprattutto sale 3-0 con un break di vantaggio. Il controbreak di Murray sul 3-1 potrebbe significare un importante aggancio, ma fa solo da preludio ad un parziale di quattro game a zero per il tennista olandese che chiude così la seconda partita per 6-2.

Murray si trova sotto di due set, e deve dare molta della colpa alla propria seconda palla di servizio, con la quale ha realizzato un imbarazzante 20% dei punti giocati. Un dato mortificante, che deriva anche dalla tensione che attanaglia lo scozzese.

Nel terzo set il numero quattro del mondo riesce a riorganizzare il suo tennis ed a frenare la rabbia. Arriva così il break sull’1-1, rinforzato da un secondo break sul 4-2 che avvicina Murray ad un parziale recupero. Sul 5-2 Haase richiede l’assistenza medica per problemi apparentemente alla schiena, ma finisce per cedere la terza partita per 6-2.

Haase non appare vistosamente menomato ma tende ad abbreviare gli scambi anche in modo eccessivo e finisce per cedere il servizio anche nel game di apertura del quarto set. Nel secondo game Murray concede tre palle break non consecutive commettendo un paio di sciocchezze imperdonabili, ma l’olandese decide di graziarlo. Ora è Robin a prendersela platealmente con se’ stesso mentre Murray sale prima 2-0 e poi 3-0 con Haase che spreca dal 40-15 in suo favore. Per l’olandese diventa buio pesto, ed il set scivola verso un 6-0 che lascia poco spazio alle analisi.

Tutto sembra cospirare a favore di un quinto set per Andy Murray, e Haase fa’ di tutto per confermare il pronostico. Ormai fuori dal campo, l’olandese continua a regalare un game dopo l’altro ed il quinto set sembra solo uno stillicidio. Murray sale 4-0 e sembra lanciato verso il terzo turno sulla scia di dodici game vinti consecutivamente. Ma Murray non è in giornata e commette l’errore di riammettere uno spento Haase in partita concedendo un controbreak apparentemente innocuo sul 4-1 in suo favore. L’olandese tiene il servizio e ritrova la vivacità, e con essa tre palle del 4-4, tra cui la terza sarà quella buona grazie ad una risposta vincente di rovescio. Incredibilmente il match torna in parità.

Tutto fa rifare? Haase torna favorito? Niente di tutto questo, l’olandese torna a sbagliare e regala a Murray un nuovo break e la chance di chiudere il match sul proprio servizio.

Anche l’ultimo game regala emozioni: si parte 0-30 con un doppio fallo, Murray recupera sul 30-30 e raggiunge il match point quando il nastro devia un suo passante disperato dopo uno scambio dominato da Haase. Il match point vola via con un errore di dritto, ed un’ingenuità tattica di Murray concede ad Haase una palla break, anch’essa malamente sprecata.Uno strano serve and volley regala il secondo match point al britannico, ma il successivo tracciante di Haase coglie un pizzico di riga. Il terzo match point, propiziato da un servizio vincente e concretizzato da una risposta lunga, è quello buono e Murray può saltare, felice per lo scampato pericolo. Per lui il prossimo ostacolo sarà Feliciano Lopez.

Quasi nessuno crede più che Donald Young sia l’erede di Sampras, ne’ che possa caricarsi sulle spalle il tennis americano. Forse liberato dalla pressione il ventiduenne di Chicago tira finalmente fuori una prestazione maiuscola, che mette insieme un risultato prestigioso per il nome dell’avversario, Stanislas Wawrinka ed un punteggio particolarmente significativo ed emozionante. Il numero 84 del mondo si è infatti imposto per 7-6(7) 3-6 2-6 6-3 7-6(1) in 4 ore e 20 minuti contro la testa di serie numero 14 al termine di una battaglia senza esclusione di colpi e ricca di capovolgimenti di scena. Ora un terzo turno contro Juan Ignacio Chela, un’opportunità da cogliere per volare tra i primi sedici ed avvicinare l’elite.

Non ha mai dovuto lottare troppo, se non contro un suo calo nelle fasi finali, Juan Martin Del Potro. Impegnato in un derby non particolarmente preoccupante contro il concittadino Diego Junqueira, onesto trentenne attualmente numero 104 del mondo, il numero 18 del torneo ha infatticontrollato il punteggio e il gioco in lungo e in largo fino al 6-2 6-1 3-1 in suo favore. Al momento di chiudere il campione 2009 di Flushing ha accusato un calo abbastanza vistoso che ha riportato Junqueira in scia. Le conseguenze non sono state gravi, visto che JMDP è riuscito a chiudere il terzo set per 7-5, ma il finale della partita ha sollevato qualche dubbio sulle chance di Del Potro nel prosieguo del torneo.

Un test più probante per Juan Martin sarà certamente Gilles Simon, testa di serie numero 12, che ha raggiunto il terzo turno regolando in quattro set Guillermo Garcia-Lopez con il punteggio di 6-4 6-7(4) 7-5 6-3.

Ancora una volta Ernests Gulbis tradisce gli appassionati che si ostinano a dargli credito. Dopo avere eliminato Youzhny il lettone si è lasciato sorprendere da Gilles Muller che ha ventott’anni ha smesso ormai i panni della promessa, ma occupa un’onesta sessantottesima posizione nel ranking ATP. Il lussemburghese ha prevalso per 3-6 7-6(4) 6-4 7-6(5) grazie soprattutto ad una maggiore concretezza nei punti più importanti, come testimoniato dai due tie-break vinti e dal miglior score sulle palle break.

John Isner rispetta il pronostico e vince con il minimo dello sforzo contro Robbie Ginepri, semifinalista nel 2005 ma sprofondato al numero 363 del mondo per un infortunio al gomito. L’altissimo giocatore di Greensboro ha vinto per 6-4 6-3 6-4 grazie ad un singolo break per ogni set concedendo due sole palle break grazie al suo solito servizio, che oggi gli ha portato niente meno che 20 ace in 15 turni di servizio.

Conferma il suo buon momento Julien Benneteau che supera con un periodico 6-4 Denis Istomin grazie ad una maggiore solidità ed abitudine al successo.

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