MIRACOLI E RECUPERI ALLA CORTE DI RAFA

Mentre Nadal (accompagnato da cinque connazionali) e Murray raggiungono in tre set il terzo turno dello US Open, spiccano i risultati di alcuni giocatori reduci da infortuni come Isner e Llodra. Stakhovsky spezza il sogno di Ryan Harrison

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New York (USA) 4 Settembre 2010 – Il venerdì dedicato al secondo turno della parte alta del tabellone porta alla ribalta non solo i nomi più attesi come Rafael Nadal ed Andy Murray, ma anche alcuni tennisti che erano annunciati in condizioni fisiche precarie, tanto da rischiare addirittura di non partecipare al torneo. E’ il caso di John Isner, malamente infortunato durante il torneo di Cincinnati, e di Michael Llodra, reduce da un’infezione al piede che ha limitato i suoi allenamenti nelle ultime settimane. Oltre ad Isner, avanza anche il gemello Querrey, ma il pubblico americano rimane attonito per l’eliminazione sul filo del rasoio di Ryan Harrison. Ridono invece gli spagnoli, che affiancano aNadal altri cinque giocatori.

Il miracolato a stelle e strisce. Fino a pochi giorni fa John Isner rispondeva “ci vuole un miracolo” a chi gli chiedesse quale fosse la probabilità di vederlo in campo a Flushing Meadows. L’altissimo americano si era infatti storto malamente una caviglia durante un incontro con Nalbandian a Cincinnati, e le sue condizioni non sembravano le migliori. Solo la voglia di ben figurare nello slam di casa dopo una stagione per lui splendida è riuscita a portare John in campo. Per sua fortuna il sorteggio non è stato dei peggiori, regalandogli un primo turno contro Frederico Gil ed un secondo contro Marco Chiudinelli. Superato il primo senza troppe difficoltà, ieri l’americano ha dovuto faticare maggiormente per eliminare il ticinese. La principale conseguenza dell’infortunio rimane una condizione atletica precaria, figlia della mancanza di allenamento, particolarmente grave per un fisico imponente come quello di John. Di conseguenza il numero 18 del tabellone ha giocato un match ancora più offensivo dei suoi standard, essenzialmente tentando di chiudere ogni punto alla prima occasione. Una strategia spesso autodistruttiva che però il ragazzo di Greensboro è riuscito a portare a compimento fino al 6-3 3-6 7-6(7) 6-4 finale. I primi due set sono stati decisi da un singolo break per entrambi i giocatori. Una pausa per pioggia sul 2-2 del terzo set ha concesso un momento di pausa ad Isner in una fase di appannamento, concedendogli di raggiungere il tie-break portato a casa per 9-7. Il break decisivo del quarto set e dell’intero incontro è avvenuto invece nel nono game. Nel terzo turno Isner dovrà vedersela con Mikhail Youzhny che, senza troppa attenzione da parte dei media, sta recuperando il suo tennis e i risultati che ne conseguono. Ieri il russo ha superato Dudi Sela per 6-1 6-3 4-6 6-3.

Il miracolato transalpino. Ed ora il quesito sorge spontaneo: e se fosse arrivato in piena forma? Infatti, le prestazioni finora fornite da Michael Llodra, trentenne tennista parigino, nell’attuale U.S. Open sono a tal punto positive che pare quasi incredibile che, nei 10 giorni che hanno preceduto l’ultimo torneo dello Slam dell’anno, abbia potuto allenarsi col contagocce in virtù di un’infezione al piede causata da una scarpa di recente acquisizione. Dopo essersi sbarazzato del settimo favorito della competizione, il ceco Tomas Berdych, Llodra ha riservato il medesimo trattamento al meno temibile rumeno Victor Hanescu, in un incontro caratterizzato da un’animosità tutt’altro che accesa, che ha così permesso al francese di imporsi in poco più di due ore.. Curioso che l’incontro abbia avuto uno svolgimento simile al precedente impegno concluso vittoriosamente da Michael: un primo set in cui non si concretizzavano break trovava la sua soluzione nel tie break, in cui però mancava equilibrio, poiché Llodra scattava subito sul 4-0, subiva un parziale recupero di Hanescu fino al 4-2 e poi chiudeva con un altro parziale sul 7-2. Come la volta scorsa, poi, il francese centrava il break in avvio della successiva frazione, per la precisione sul punteggio di 1-1, divenendo sempre più ingiocabile alla battuta (13 i punti concessi negli ultimi due set) e spingendo alla frustrazione il rumeno; il quale, quasi per ripicca, sul punteggio di 2-4, si permetteva di prendere in giro l’avversario, eseguendo un colpo da giocoliere – un comodo smash al rimbalzo veniva fintamente “lisciato” per poi essere colpito poco prima che la palla toccasse il terreno – che non distoglieva però il francese dal suo compito. Chiuso il secondo parziale per 6-4, proprio come contro Berdych, nel terzo Llodra lasciava Hanescu in vita fino al 2-2, per poi infilargli un 4-0 finale che sanciva il suo passaggio ai sedicesimi. E dopo due partite in cui è riuscito a non concedere mai il proprio turno di battuta, il transalpino può decisamente guardare con fiducia al prosieguo del torneo, sebbene il problema al piede di cui abbiamo parlato in apertura sembra non lasciarlo completamente in pace, almeno stando alle smorfie eseguite durante il match odierno. Certo, se riesce comunque a giocare così, non crediamo che l’attuale Tommy Robredo – che ha oggi vinto sfruttando il ritiro di Julien Benneteau durante il tie break del secondo set per un infortunio al polso – possa essere un avversario insormontabile. E allora Llodra diventa davvero un serio candidato per il titolo di outsider di questa manifestazione.

Nadal nei momenti che contano. Nell’incontro serale il numero uno Rafael Nadal era opposto a Denis Istomin, una sfida insidiosa contro un giocatore reduce dalla finale di New Haven (raggiunta da convalescente, un po’ come Isner e Llodra) e in continua ascesa non solo nei ranking. Il match ha confermato la buona condizione dell’uzbeko, ma ha seguito uno dei più tipici copioni dello sport, in cui un incontro equilibrato viene deciso, nei momenti chiave, dalla maggiore esperienza e abitudine al successo. L’incontro è iniziato in modo molto tranquillo per lo spagnolo, bravo a strappare due volte il servizio ad un avversario inizialmente intimorito. Dopo il 6-2 iniziale Istomin è entrato in partita, ed il secondo set è stato decisamente combattuto. Lo spagnolo ha dovuto affrontare le prime palle break del match sul 3-3, ed il set è volato al tie-break. Tie-break che ha regalato momenti di gran tennis e di alta intensità. Il numero uno del mondo si è infatti trovato sotto 5-1 grazie ad alcuni errori e ad una giocata straordinaria dell’uzbeko, ma ha piazzato sei punti consecutivi, aiutato anche da un nastro molto fortunato. Il terzo set è proseguito sulla falsariga del secondo, ma l’equilibrio si è rotto nel dodicesimo game in cui Istomin per la prima volta dopo il primo set ha subito un calo psicologico, consegnando a Nadal il successo per 6-2 7-6(5) 7-5. Superato il significativo test di ieri sera, Rafa dovrà vedersela contro un altro francese reduce da infortuni, sia pure meno recenti di quello di Llodra. Parliamo di Gilles Simon, che ha eliminato in cinque set Philipp Kohlschreiber. Quelli di Llodra e Simon rappresentano però gli unici due sorrisi per il tennis francese, che ha invece dovuto sopportare le eliminazioni di Florent Serra, Adrien Mannarino, Jeremy Chardy, Benoit Paire e Julien Benneteau. Nessuna particolarmente dolorosa tranne quella di Chardy, che ha ceduto a Daniel Gimeno-Traver per 4-6 6-2 6-0 7-6(2). Proprio Gimeno Traver è il meno atteso dei cinque spagnoli che hanno accompagnato nel terzo turno Rafa Nadal.

La Armada invade New York. Lo spagnolo è una lingua che si parla comunemente a New York e negli stati uniti. Ma fa comunque impressione assistere allo sbarco in forze dei tennisti spagnoli nella parte alta del tabellone. La presenza di Nadal ovviamente non stupisce nessuno, e di certo non è sorprendente che Fernando Verdasco superi per 6-1 6-2 6-2 Adrian Mannarino (andando a comporre un terzo turno che promette molto contro David Nalbandian, vincitore per 7-5 6-4 6-2 su Florent Serra). Non sconcertano neanche i successi di David Ferrer su Benjamin Becker, o di Feliciano Lopez su Benoit Paire (6-4 6-7(4) 5-7 7-6(3) 6-2). Robredo vince grazie al ritiro di Benneteau dopo aver vinto il primo set, Almagro supera in un derby iberico Guillermo Garcia-Lopez per 6-3 7-6(5) 4-6 7-6(4). In fondo solo la vittoria di Gimeno-Traver è una vera sorpresa. Forse è il caso di capire che ormai il tennis spagnolo non eccelle solo sulla terra rossa, vista anche la profonda uniformità del gioco su tutte le superfici.

Harrison, manca solo il finale. Nonostante le vittorie di Isner e di Querrey (un semplice 6-2 6-3 6-4 a Granollers), la giornata di ieri lascia un sapore amaro in bocca al pubblico americano. Il diciottenne Ryan Harrison è andato ad un passo dalla vittoria nel tie-break del quinto set che lo opponeva a Sergyi Stakhovsky. Giunti al game decisivo sul punteggio di 6-3 5-7 3-6 6-3 6-6, l’enfant du pays ed il fresco vincitore di New Haven si sono fronteggiati in un arena colma di 6000 spettatori, tutti (tranne qualche bastian contrario o ucraino di passaggio) intenti a scandire il nome del giovanotto americano. Grazie alla spinta del pubblico si arrivava al 6-3 per Harrison, un punteggio che invece di fare da preludio ad una vittoria importantissima, apriva la via a cinque punti consecutivi dell’ucraino e alla sua settima vittoria consecutiva. Quattro ore e tredici minuti di gioco, in cui Stakhovsky ha chiesto ripetutamente l’aiuto del medico per dolori alla schiena, ma è riuscito a strappare la vittoria all’inesperto avversario. E’ la prima volta che l’ucraino giunge nel terzo turno di uno slam. Parliamo di un giocatore che ogni volta che ha supeato i quarti di finale in un torneo ATP ha finito per vincere il titolo. Chissà cosa ne pensa Feliciano Lopez, il suo prossimo avversario.

Andy fatica solo all’inizio. Il numero quattro del mondo e del tabellone, Andy Murray, si è qualificato in tre set per il terzo turno. L’inzio del match è stato sorprendentemente difficile per lo scozzese, palesemente sconcertato e contrariato per il gioco spumeggiante dell’avversario, il giamaicano Dustin Brown. Ci ha messo un po’, Andy, per capire il gioco di un tennista di cui evidentemente sapeva ben poco. Il punteggio, 7-5 6-2 6-0 testimonia come le prime complicate fasi del match abbiano lasciato posto ad una fase centrale e finale priva di difficoltà. Per Murray il terzo turno avrà il nome di Stanislas Wawrinka, vincitore per 7-5 6-3 6-4 su Juan-Ignacio Chela.

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