NADAL SENZA PIETA’ CON RODDICK

Il numero 2 del mondo completa il quadro delle semifinali dello US Open lasciando solo sei game ad Andy Roddick. Per lui ora l’altro Andy, Murray

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Rafael Nadal è l’ultimo dei cosiddetti “Fab four” a raggiungere le semifinali dello US Open, ma fa tutto per recuperare il ritardo a cui il programma lo ha costretto.  Lo spagnolo, opposto ad un  Andy Roddick scivolato al numero 21 del mondo, ha lasciato le briciole all’avversario, eliminato per 6-2 6-1 6-3 al termine di un incontro che ha avuto ben poca storia. Il mancino di Manacor ha dominato dal primo all’ultimo minuto, controllando il gioco non solo nei propri turni di servizio, ma anche in quelli di un Roddick apparso totalmente impotente, sia fa fondo che a rete.

Nadal affronterà nella semifinale, programmata per domani come secondo match, Andy Murray, sua vittima allo stesso livello sia al Roland Garros che a Wimbledon, nonche’ in 12 dei 16 precedenti. I due completeranno domani una tre giorni di incontri prima di potere finalmente riposare in attesa della finale che domenica attenderà il vincitore. Rafa non può che essere il favorito, ma un giorno o l’altro Murray dovrà pur piazzare la zampata in uno slam.

Il match ha preso una fisionomia chiara fin dalle prime battute, con un Nadal finalmente propositivo e centrato che maltratta Roddick, costretto a cedere i suoi due primi turni di servizio, chiusi entrambi dal dritto mancino del numero 2 del mondo. Il 4-0 iniziale è un’ipoteca più che sufficiente sul primo set, che infatti termina per 6-2 non senza un altro momento di difficolta per A-Rod al servizio. Nonostante una seconda di servizio non troppo efficace lo spagnolo incamera il primo set da dominatore, mentre Roddick appare in balia dell’avversario e privo di piani di riserva per invertire il corso del match.

La seconda partita è teatro di un dominio se possibile ancora superiore dello spagnolo, che questa volta domina anche con il servizio, concedendo un solo 15 in tre turni di servizio, e conquista il 64% dei punti serviti dall’americano. Il 6-1 è una fotografia quasi generosa di un set impietoso per lo statunitense.

Terzo set, ed arriva un piccolo spiraglio per Roddick. Nadal si distrae e scivola 0-40, ma neanche questo basta all’americano che si vede rintuzzare le tre palle break, ed una quarta giunta poco dopo. Sprecata la chance di tornare in partita e difendere almeno l’onore, Roddick cede per l’ennesima volta il servizio e scivola 0-3. Prima di arrendersi definitivamente per 6-3 L’americano chiede l’aiuto del medico, ma tutto sembra uno stanco rituale prima della conclusione che arriva in un’ora e 54 minuti in cui Nadal ha dovuto sudare veramente il minimo.

Per Roddick una bocciatura che suggerisce che i quarti di finale di Slam siano forse un risultato superiore alle attuali potenzialità del ragazzone di Omaha, di certo in ripresa rispetto ad una stagione disastrosa, ma lontanissimo dal suo miglior tennis anche a causa di un fisico troppo spesso malandato. Solo il tempo ci dirà se a ventinove anni Roddick riuscirà a tornare in alto, almeno nei tornei che più ama.

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