“Ecco perché salto anche gli US Open”. Rafa Nadal ha spiegato le ragioni della sua lunga assenza svelando di soffrire della malattia di Hoffa, una infiammazione invalidante del grasso buccale dietro al tendine rotuleo. “Per ora prima la salute, poi il rientro”. Video intervista

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Tennis – Maiorca. Prosegue l’assenza forzata del 26enne Rafael Nadal, a causa della tendinite cronica che affligge le sue ginocchia. Niente US Open dunque, a comunicarlo è stato lui in prima persona in uno stringato messaggio twitter postato in inglese e spagnolo.

Sono molto triste nell’annunciare che io non sono pronto per giocare gli US Open a New York. Grazie ai miei fans per il loro sostegno e soprattutto a quelli newyorkesi”.

La conferma arriva a batti tamburo dall’organizzazione del torneo di Flushing Meadows: “Rafa Nadal ci ha informato che non sarà in grado di competere agli US Open di quest’anno e si è ritirato dal torneo” – così il direttore del torneo David Brewer, che ha proseguito –  “Speriamo di rivederlo in campo presto e poterlo ospitare al suo ritorno a New York il prossimo anno“.

L’assenza di Nadal lascia il campo aperto a un terzetto di favoriti per l’ultimo evento del Grande Slam dell’anno: il campione uscente Novak Djokovic; il cinque volte vincitore degli US Open e attuale top-ranked Roger Federer ed il fresco vincitore della medaglia d’oro olimpica Andy Murray, che in finale ha battuto Roger Federer. Rimangono, inoltre, da seguire con attenzione le possibili performance di  Jo – Wilfried Tsonga e Juan Martin Del Potro.

Il ritiro di Nadal solleva interrogativi sul suo futuro. Rafa detiene 11 titoli del Grande Slam, tra cui sette sulla terra rossa degli Open di Francia, ma il suo stile di gioco molto fisico e perfino troppo incisivo, richiede un pedaggio oneroso al suo suo corpo, in particolare alle ginocchia. E non è pensabile che possa modificare in modo radicale il suo modo di stare in campo per alleggerire il carico sugli arti inferiori.

Nel 2009 Nadal ha perso Wimbledon proprio a causa delle ginocchia doloranti, ora il suo calvario è iniziato di nuovo per lo stesso problema ancora una volta a Wimbledon e gli ha fatto saltare le Olimpiadi di Londra 2012, dove avrebbe dovuto difendere la sua medaglia d’oro conquistata a Pechino 2008.

Forse non è il solito acciacco. Gli interrogativi sulla ripresa di Nadal si infittiscono in ragione di una dichiarazione dello stesso giocatore: “L’infortunio non è lo stesso subito gli altri anni”. Insomma potrebbe esserci qualche altra seria magagna aggiuntiva alla “solita” tendinite cronica al ginocchio sinistro. Staremo a vedere.

Tutto e il contrario di tutto. Il giallo dell’estate legato alla partecipazione di Rafa Nadal, prima al torneo di Cincinnati poi agli US Open, apre un capitolo doloroso legato al mondo dell’informazione italiana su internet, quello dell’autorevolezza e credibilità delle fonti che rilasciano notizie.

C’è stato chi ha annunciato il tennista spagnolo in partenza per gli States, praticamente già in aeroporto, mentre nello stesso tempo, invece, Nadal inviava alle redazioni dei principali quotidiani la sua foto al mare con la famiglia, con tanto di orario di scatto. Ve la proponiamo in calce all’articolo.

Questa ricerca affannata del sensazionalismo a tutti i costi, nuoce all’intera categoria dei giornali che operano con serietà e vivono di sola internet. Realtà solide, anche decennali o più, realizzate da giornalisti o praticanti che verificano le notizie senza spararle grosse. Senza dopare l’informazione e senza taroccare il numero dei lettori.

Per fortuna il tempo è galantuomo e rimette a posto le cose, punendo o premiando. Ma questa occasione, seppur in un periodo di vacanza, fornisce il modo al lettore di ragionare.


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