PICCOLA GRANDE FLAVIA

Ha accusato un malore proprio in uno dei momenti più importanti della partita. Ma la Pennetta non si è arresa, è rimasta in campo, ha lottato ed ha vinto, conquistando i quarti agli Us Open per la terza volta

Be Sociable, Share!

Poteva diventare un incubo: stai per vincere, poi improvvisamente ti senti mali e lasci la partita all’avversaria. Sarebbe stato un vero peccato. Invece Flavia Pennetta, che nonostante il malore accusato in campo non ha mai mollato, ha recuperato lo svantaggio e ha sconfitto la cinese Shuai Peng in due set. “Fossimo andate al terzo non so come sarebbe andata. Avrei cercato di lottare, ma sarebbe stata molto dura” ha ammesso in conferenza stampa dopo il match. Per fortuna il terzo set non è mai arrivato e la tennista brindisina ha così conquistato un posto nei quarti di finale degli Us Open, per la terza volta in carriera (dopo il 2008 e il 2009). Ora ad attenderla c’è la tedesca Kerber, avversaria sicuramente abbordabile per la Pennetta. Ma adesso, godiamoci la vittoria.

Come sei uscita dai momenti di difficoltà?

Beh, ci ho creduto fino alla fine, ho tentato di giocare ogni punto. E’ andata bene.

Ti sei sentita male?

Sì.

Nel secondo set?

Sì, mi sono sentita malissimo, credo sia stato per via della forte umidità di oggi. Fa molto caldo. In più le emozioni sul campo erano molte. Il mio corpo aveva bisogno di riprendersi. Ho avuto dei conati di vomito.

Pensi che saresti riuscita a giocare un terzo set?

Beh, non possiamo saperlo. Comunque credo di sì, avrei giocato e combattuto anche nel terzo set. Ma sarebbe stata molto dura. E’ stato un match molto lungo, due ore e mezza per due soli set.

Questa è l’unica prova dello Slam dove sei riuscita a raggiungere i quarti. Cosa c’è qui che ti permette di esprimerti al meglio?

Sì, mi sento bene qui, mi piace. Mi diverto molto a New York, il Centrale è bellissimo, gli altri campi sono molto carini e la gente mi supporta sempre molto. E’ fantastico avere il tifo del pubblico dalla tua parte.

Credi di aver corso troppo nelle partite giocate finora? Preferiresti chiudere i punti più rapidamente?

Ho corso molto oggi perché lei si trovava al centro e mi spostava da un lato all’altro del campo. Per questo è stata una partita dura per me. Lei colpiva molto forte, io ero pronta a correre.

Infortuni a parte, ti sei mai sentita così male in campo come oggi?

No, oggi è una delle volte peggiori.

Negli ultimi quarti di finale che hai giocato qui hai affrontato la Safina, poi Serena Williams. Ora giocherai con la Kerber e si suppone tu sia più forte di lei.

Sì, è così.

Come la vedi?

Serena era n.2 o 3 del mondo, Safina era la n.1 quando ci ho giocato qui. La Kerber è una buona giocatrice. E’ nei quarti di finale, deve giocare bene, non si arriva qui solo perché lo si vuole. Si devono battere molte giocatrici forti. Quindi credo sarà dura, sia per me che per lei. Abbiamo una bella opportunità e dovremo entrambe focalizzarci sul nostro gioco, restare calme, non pensare troppo alle aspettative della gente e cercare di divertirci.

Sei probabilmente l’unica ancora in gara nel singolare e nel doppio. E’ difficile per te essere impegnata in entrambi i tornei?

Riesco a farlo. Amo il doppio. Mi hanno chiesto ieri se avessi preferito giocare oggi anche il doppio, ma ho detto di no perché sapevo che sarebbe stata dura giocare due partite. Domani sarò pronta per il match di doppio e dopodomani per il singolare.

Cosa significherebbe per te raggiungere le semifinali?

Beh, per ora sono nei quarti. Ne parliamo nel caso vincessi il prossimo match.

Sei una delle tre giocatrici più anziane rimaste in tabellone. Lo sapevi?

No.

Cosa ne pensi?

So di essere un po’ vecchia, per il tennis. Per la vita sono ancora giovane. Ma in questi anni ci sono state belle emozioni: Francesca ha vinto il Roland Garros a 30 anni e ha raggiunto la finale quest’anno a 31 anni. Na Li, che ha vinto a Parigi, ne ha 29. Alcune giocatrici maturano presto, altre hanno bisogno di più tempo. Io sono una di quelle.

Quanto ti aiuta avere una come Francesca (Schiavone, ndr) accanto, con un ranking simile al tuo, che vince un torneo importantissimo e tu puoi dire “Io gioco con lei, posso batterla, lei ha vinto un Grande Slam, perché io non dovrei farcela”?

Sicuramente è positivo avere Francesca Schiavone davanti a me. Lei è la n.1, poi c’è Roberta Vinci n.2 ed io. Non pensiamo troppo alla classifica italiana, ma teniamo molto alla nostra carriera. Cerchiamo di dare il meglio.

Dopo il match contro la Sharapova hai detto che quando lei ha commesso due doppi falli nei primi due punti della partita eri molto felice. Quindi quando la Peng oggi ha messo in rete il dritto sul match point eri felice?

Sì, ero felice.

Quanto felice?

Troppo, credo. Non riesco a spiegarlo, ero davvero molto felice.

Be Sociable, Share!
Be Sociable, Share!

I Commenti sono chiusi