PROGRAMMATA PER VINCERE

la Schiavone non si ferma. Demolisce la Pavlyuchenkova 6-3 6-0 e vola per la 2° volta nei quarti agli Us open. Vita facile anche per la Clijesters, che travolge 6-2 6-1 la Ivanovic. C’è anche Venus.

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New York – Vincere aiuta a vincere, e la Schiavone lo sa benissimo. Altro match perfetto per l’azzurra, che vola per la 5° volta nei quarti in uno slam. L’azzurra lascia le briciole alla Pavlyuchenkova, mostrando per l’ennesima volta grande concentrazione e ottime trame di gioco, dominando il match dalla prima all’ultima palla. Quasi un allenamento invece per la campionessa in carica Kim Clijsters, a cui bastano 58 minuti per travolgere Ana Ivanovic 6-2 6-1 e volare verso i quarti di finale. La serba, ben lontana dai fasti di un tempo, rimane impotente di fronte alla potenza e alla solidità della belga, che mette a segno la terza vittoria su 3 confronti diretti.

Impeccabile. Da oggi fino a sabato ci sono ancora 6 giorni, ma vedere una Francesca Schiavone cosi attenta e solerte, autorizza quanto meno a sognare. E se i sogni per il momento rimangono tali, la vittoria sulla russa Anastasia Pavlyuchenkova è tanto bella quanto reale. La milanese, sa benissimo dell’ importanza di partire bene, per mettere subito una certa pressione all’avversaria. L’occasione arriva propizia al 4° gioco, quando l’aggressività di Francesca viene premiata dal break, che porta l’azzurra sul 3-1 e servizio. Le contromosse della Pavlyuchenkova si limitano a qualche dritto di potenza, ma la varietà di colpi e la sagacia tattica della Schiavone, sporcano il gioco della russa, costretta quasi a giocar male. Un turno di servizio a 0 regala il 5-2 all’azzurra, bravissima trasformare l’ 88% di prime in punti, meritandosi il 6-3 dopo 34 minuti di gioco.

Formalità. Chi si attende una reazione dalla russa rimane deluso. Francesca tiene benissimo ad inizio secondo set, piazzando il break dopo un game lottassimo, in cui la Pavlyuchenkova spreca parecchio. La schiavone è brava ad aver pazienza, ottenendo spesso punti grazie ad una solida difesa, che manda in crisi un’avversaria troppo statica e spesso in ritardo sul colpo. Il secondo break consecutivo mette la parola fine al match, con la russa limitata anche da un problema alla mano,che sul 3-0 la costringe ad un consulto medico. I restanti 3 game allargano ancor di più la forbice tra gli errori (29), e i vincenti (5), della Pavlyuchenkova, che diventa creta nella mani della Schiavone, perfetta e precisa su ogni palla. L’azzurra chiude 6-0 dopo poco più di un’ora, vendicando cosi la sconfitta subita dalla russa a Miami nel marzo scorso e portandosi avanti 2-1 nei precedenti. Il sogno dunque continua e, indipendentemente dalla prossima avversaria,( V. Williams), Francesca non vuole svegliarsi….e neanche noi.

La sfida che non c’è. Il confronto tra le ex numero 1 del mondo regala ben poche emozioni, consegnandoci una Kim Clijesters stellare ed una Ivanovic tanto bella quanto opaca nelle sue prestazioni. La serba, dopo un paio di primi turni di buon livello, si squaglia in meno di un’ora finendo per soccombere 6-2 6-1 sotto i colpi della belga. L’inizio comunque è promettente, con molti scambi da fondo e con game risolti spesso ai vantaggi. La superiorità della belga però è netta e si manifesta nella solidità dei colpi, che costringe la Ivanovic a giocare sempre un colpo in più, senza cedere mai un centimetro di campo. Questo fa si, che nel primo set, anche un mediocre 48% di prime palle diventi ininfluente per la Clijsters, al cospetto dell’unico punto realizzato dalla serba sulla seconda di servizio. I 3 break consecutivi mettono in cassaforte il primo parziale per 6-2 , che lancia la belga verso un secondo set molto più tranquillo.

Autorità belga. Nel secondo la musica non cambia, anzi aumenta il volume. Sale il rendimento al servizio della n°2 del mondo, mentre aumentano i non forzati della serba, propiziando altri 2 break di fila che lanciano la Clijesters sul 4-0 e servizio. Un break della serba al 5° gioco risveglia l’animo del pubblico dell’ Arthur Ashe, che si attendeva forse un match quantomeno più combattuto. Di combattuto però, c’è solo il game seguente, il cui la Ivanovic non sfrutta 3 palle game, prima di cedere l’ennesimo break, calando definitivamente il sipario sul un match, che la Clijesters chiude d’autorità sul 6-1

Eclissi di Venere. Nei quarti c’è anche Venes Williams che soffre un set prima di imporsi 7-6 6-3 sulla Peer.  Dopo un primo set oscuro, la Venere torna a splendere,  andando ad interporsi tra la nostra Schiavone e la semifinale agli US open. La prova odierna contro l’israeliana mette a dura prova il carattere di Venus, constretta a recuperare  1 break nel primo set, lottando su ogni palla. L’israeliana dimostra di non essere arrivata li per caso, (chiedre alla Pennetta), giocando un match giudizioso, condito anche da una buona tenuta al servizio, che le consente di annulare ben 8 palle break su 10. La Williams trova l’allungo sul 4-3 prima di perdere nuovamente il servizio, permettendo alla Peer di giocarsi tutte le sue carte al tiè -break . Qui però è l’americana a trovare lo spunto giusto per allugare in avvio,  chiudendo il primo set per 7 punti a 3 dopo 68 minuti.

Ritorna la luce. Le cose fortunatamente  per lei cambiano nel secondo set, dove la resisetnza della Peer va man man scemando, lasciando spazio alla superiorità di palla dell ‘americana.  Dopo un avvio in equilibrio, Venus stacca definitivamete la sua avversaria portandosi avanti sul 5-2 pesante, prima di subire  un controbreak che rende comunque inoffensiva la Peer e permette alla n 4 del mondo di imporsi per la 6° volta su sei contro la mediorentale, con il punteggio di  6-3.

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