PROVACI ANCORA VERA

Agli Us open, la Zvonareva fa fuori Caroline Wozniacki, testa di serie n1, con il punteggio di 6-4 6-3, raggiungendo la sua seconda finale slam consecutiva.

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New York – La prima delle 2 semifinali femminili agli Us open, regala a Vera Zvonareva la seconda finale slam consecutiva dopo  quella persa contro Serena Williams  a Wimbledon lo scorso luglio. Nel 5° confronto diretto, la russa s’impone sulla Wozniacki per 6-4 6-3 , portandosi avanti 3-2 negli scontri diretti. In una pomeriggio in cui il dio Eolo placa finalmente le sue ire su New York, é secca  la rivincita per la Zvonareva, che nell’occasione più importate, si rifà con gli interessi della sonora sconfitta di 3 settimana fa a Montreal. Molto più dinamica e varia la russa, supportata bene dal servizio, al contrario delle sue racchette (ben 4 corde saltate nel match!). Si sbriciola  invece il muro difensivo della N1 del torneo, che tanto bene aveva tenuto nei giorni scorsi,concedendo tantissimo, soprattutto di dritto.

Una nuova Vera. Esultanza abbastanza contenuta alla fine del match  per Vera Zvonareva,quasi da veterana, da una abituata a disputare tante finali di cosi alto prestigio, invece è solo la seconda. Molto è cambiato rispetto a 365 giorni fa, quando la crisi di pianto che la colse contro la nostra Flavia Pennetta, sembrava l’ennesima ricaduta di una carriera mai esplosa definitivamente, fatta di molti “vorrei ma non posso”. Il 2010 invece segna per lei una vera svolta, con la capacità di trovare quella sorta  di“Karma interiore” mai dimostrato in passato, riuscendo finalmente a mettere in pratica quel tennis  e quel gioco che troppe volte non si è visto.

Vento dell’est. La leggera brezza che solca l’Arthur Ashe stadium,  scompiglia di parecchio i piani della bella Caroline, che già nel game d’apertura deve ribaltare un gioco da 15-40. La danese non riesce a tessere le sue trame di gioco, mentre la Zvonzreva è brava a respingere ogni attacco, costringendo la sua avversaria a prendere più rischi. Il primo e unico break del set arriva nel 3° gioco, quando la danese spara via due comodi dritti, lasciando via libera alla russa che gira avanti 2-1. Il game successivo è quello che in pratica  decide il primo set, visto che al 4° gioco la danese vola 15-40, procurandosi le uniche 2 palla break di tutto il parziale, ma la russa è brava ad annullare, prendendosi  anche paio di rischi. I restanti game vanno via rapidi e per la Wozniacki diventa sempre più dura fare breccia tra la solidità della russa, che nonostante un mediocre 54% di prime non lascia alcuna opportunità per strada. Sul 5-4 e sevizio c’è tutta l’essenza del match, in cui la Zvonareva decide di fare gioco e di andarsi a prendere il punto a rete, senza essere troppo attendista, meritandosi il 6-4 dopo 45 minuti.

Vera finale. Il secondo ricalca in pieno l’ andamento del primo. Ancora un game recuperato dalla Wozniacki da 15-40 in apertura e nuovo break russo al 3° gioco. Stavolta pero la danese trova subito il controbreak rimettendosi in scia sul 2-2. Il saldo vincenti/errori, in equilibrio nel primo parziale, si sposta positivamente verso la russa nel secondo, che  trova un nuovo break grazie ad  altri 2 dritti sparati via dalla danese, che sotto 3-2 va man mano spegnendosi. La Zvonareva, che nel frattempo raddoppia le sua percentuali al servizio, trova cosi vita facile, amministrando fino al 5-3. Nulla sembra intromettersi tra lei e la finale, tranne le sue racchette, che con una serie incredibili di 4 corde saltate, lasciano la russa per qualche istante senza attrezzo, costringendola a farsene lanciare uno dal suo coach in tribuna. Risolto il curioso inconveniente, ci pensa la danese  a spingere la russa verso la finale, con un game in puro stile Zvonareva “vecchio modello”,  regalando il 4° break del match che chiude i conti sul  6-3 dopo 1 ora e 25 minuti.

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