SERENA DEMOLISCE CAROLINE

Troppo ampio il divario fra la Wozniacki e la Williams, che con lo score di 62 64 stacca il pass per la finalissima

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New York (Usa) – Serena Williams torna in finale agli Us Open dopo la fortunata edizione del 2008, che le consegnò il terzo titolo dello Slam americano. La quasi trentenne statunitense (compirà gli anni il 26 settembre) ha raggiunto l’ultimo round, dove incontrerà Samantha Stosur, demolendo Caroline Wozniacki, n.1 del ranking, con lo score di 62 64 in 1h e 19′.

E’ stato un massacro sportivo il terzo match in carriera fra l’ex regina della classifica e la leader Wta, mai vincente contro la Williams. Almeno fino a tutto il mese di settembre la Wozniacki resterà la prima del mondo, ma la lezione subita è davvero molto dura. Di positivo, dopo una prestazione del genere, c’è la consapevolezza che la vittoria di uno Slam, sfumata anche questa volta, non si può pretendere solo per l’effetto di un predominio aritmetico, ma la si deve conquistare battendo una ad una le avversarie. E quando ci si trova di fronte una Williams, l’affare diventa molto complicato.

Assente dal Major di casa dalla semifinale 2009, Serena è tornata a New York con poche certezze e tante speranze. Dopo l’annus horribilis trascorso, non si poteva pretendere un ritmo partita accettabile, nè concrete chance di vittoria. E per completare l’impresa, c’è ancora una rivale da superare. Ma Serena Williams alla finale ci arriva da strafavorita, perché ci arriva dopo aver battuto nell’ordine Victoria Azarenka (n.4 del tabellone), Ana Ivanovic (n.16 ed ex n.1 del mondo) e proprio Caroline Wozniacki, senza perdere un set e proponendo un tennis di livello superiore.

Serena ha dominato. Nella battuta, con la quale ha infilato 11 ace e il 78% di punti vinti con la prima di servizio. Negli scambi prolungati, dove non ha quasi mai subito la costanza e la regolarità di “Wallziacki”. Nelle variazioni tattiche, pecca questa su cui la danese ha ancora molto da imparare. Rovescio a parte, la bionda di Odense non ha fatto mai male alla rivale, e ne è riprova la miseria di 5 vincenti segnati nell’arco dell’incontro. La chance poteva venire solo se lo scambio si fosse protratto il più a lungo possibile, e se Serena fosse calata nella lunga distanza. Ma niente di tutto questo è avvenuto, e la poche alternative di Caroline si sono infrante al cospetto dell’americana dalla palla dura come il granito.

L’unica scossa al match la n.1 del mondo l’ha data solo a partita ormai finita, e cioè quando ha firmato una piccola rimonta, dal 2-5 al 4-5, che ha avuto solo il merito di rendere meno imbarazzante lo score rifilato dalla n.28 del seeding alla testa di serie più alta della manifestazione.

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