IL SOGNO DI SERENA WILLIAMS

Serena Williams arriva agli Us Open 2011 carica di grinta dopo il lungo stop per problemi fisici. E tra una domanda e l’altra, racconta alla stampa un sogno un po’ particolare…

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Tra poco meno di un mese, il 26 settembre prossimo, compirà 30 anni. E nonostante i numerosi problemi fisici, Serena Williams è tornata sui campi, sempre molto agguerrita e grintosa. “Ho passato un’ottima estate, mi sento solida” ripete ai microfoni della stampa nella conferenza stampa nel giorno precedente al suo primo turno, nel quale sarà impegnata contro la serba Bojana Jovanovski, nell’ultimo match in programma sull’Arthur Ashe Stadium. E tra un discorso e l’altro spunta fuori un sogno nel quale Venus…

Ci puoi parlare del ranking? Pensi che ci siano delle modifiche da apportare o pensi che vada bene così?

Penso che vada bene. Sono la n.29 del mondo, credo, non so, non vedo in quale altra posizione dovrei essere. Le regole sono cambiate. Prima esistevano alcune norme particolari per gli infortuni.

Ti piacerebbe che quelle norme fossero ancora applicate?

Beh, non sarebbe male, più che altro per essere certa di entrare nei tabelloni dei tornei. Ma sto facendo un buon lavoro, quindi è ok.

Che cosa hai fatto durante l’uragano?

Ho giocato un po’sotto la pioggia. Sono andata a Park Avenue, perché era vuoto ed ho ballato un po’ per le strade. E’ stato divertente.

Hai molti familiari e amici. Soprattutto agli Us Open immagino che avrai moltissime persone che chiedono di essere ospiti nel tuo box… Che cosa fai se non ci sono abbastanza posti?

E’ vero, ci sono sempre molti amici, ma la Usta (United States Tennis Association, ndr) è grande. Sai, mi ha veramente aiutato con alcuni dei miei amici.

Hai mai dovuto dire a una celebrità “mi dispiace, ma non c’è spazio nel mio box”?

No, è in questi casi che la Usta aiuta veramente. Trovano dei posti per loro, non abbiamo mai detto di no a qualcuno.

Come ti senti fisicamente dopo Cincinnati?

Mi sento bene. Veramente bene. Ho passato un’ottima estate, quindi mi sento solida.

Ti aspettavi di andare così veloce? Dopo essere tornata a giocare a Eastbourne, hai raggiunto il n.29 del ranking e hai vinto due tornei.

Sai, io non ci penso. Io non ci pensavo. Aspettavo il momento per tornare a fare bene. Ho sempre molti obiettivi.

A Cincinnati hai avuto qualche gonfiore all’alluce del piede. Cosa hai fatto per farti passare il fastidio?

Ghiaccio e un paio di giorni ferma. Non troppo, però. È andata piuttosto bene. Sai, per essere appena tornata ho giocato molte partite e ha funzionato.

Molto probabilmente sfiderai Victoria Azarenka al terzo turno. Pensi che sia troppo presto, o pensi che sarà una buona preparazione per la seconda settimana?

Uhm, sai, prima devo arrivare al terzo turno, quindi vedremo. E anche lei dovrà arrivarci. Ovviamente potrebbe essere una buona occasione, ma io sono solo concentrata su questo momento.

Hai avuto la possibilità di parlare con Caroline Wozniacki di recente? Come vedi le sue possibilità di arrivare in fondo?

Beh, Caroline sta giocando bene. Non ho parlato con lei da quando ha vinto il torneo un paio di giorni fa. Sta passando un buon momento e questo è un bene per lei. E’ sicuramente una delle favorite del torneo.

Questo torneo segna anche il decimo anniversario del tragico attentato delle Torri Gemelle. Dove ti trovavi l’11 settembre 2001?

Ero a Washington. C’erano camion dell’esercito dappertutto. E’ stato davvero spaventoso. Ed è difficile credere che siano già passati dieci anni. E’ un po’ strano.

Io non sono un americano e sono rimasto scioccato. Qual era il tuo stato d’animo, se posso chiedere?

Penso che tutti fossero più o meno allarmati e sconvolti. Credo che la paura sia una buona parola per descrivere come mi sentivo. Ero davvero spaventata.

Quei tragici eventi hanno cambiato il tuo modo di vedere il mondo?

Penso che sia cambiato il punto di vista di tutti. La sicurezza è aumentata, le persone che abbiamo perso l’11 settembre non saranno mai dimenticate.

Quando eri più giovane pensavi di poter arrivare a giocare ancora da professionista a trenta anni? Come ti spieghi il fatto che sei ancora qui a vincere i tornei?

Non ho mai pensato a quando mi sarei fermata. Non pensavo a queste cose. Ancora adesso non ci penso. Finché starò bene, andrò avanti.

Quando hai battuto Venus nel 2002, hai detto che entro dieci anni avresti mostrato quello che avevi fatto ai tuoi figli. Questo suggerirebbe che non pensavi di giocare fino ai trenta anni…

Oh, mio Dio. Davvero ho detto questo? La notte scorsa ho sognato Venus incinta…

L’hai detto a Venus?

Non ancora.

Pensi che il fatto di essere due sorelle incida nella vostra longevità da professioniste?

Non direi. Il tennis piace a entrambe. Se Venus dovesse smettere probabilmente io continuerei. Mi diverto ancora molto a giocare.

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