TIPSAREVIC FA FUORI RODDICK

Il serbo trova l’ispirazione e sbatte fuori Roddick. Il pubblico americano si consola con la facile vittoria di Isner. Monfils, Youzhny e Kohlschreiber avanti, mentre Sela elimina Malisse

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New York (USA) 2 Settembre 2010 – Si spengono le luci sul campo Artur Ashe, e con esse muoiono i sogni di Andy Roddick. Reduce da una fastidiosa mononucleosi, Andy aveva ritrovato la speranza a Cincinnati, dove era giunto ad un passo dalla finale, mancata solo per un suicidio sportivo contro Mardy Fish. Comunque un’iniezione di fiducia alla vigilia dello Slam newyorkese. Ma, purtroppo per il ventottenne di Omaha, le speranze si sono infrante già al secondo turno per mano di Janko Tipsarevic. La sconfitta di Andy è stata parzialmente compensata dalla vittoria in tre set di John Isner contro Frederico Gil. In condizioni normali non crediamo che John avrebbe esultato particolarmente per una vittoria sul portoghese, ma le cose vanno messe nella giusta prospettiva. E la prospettiva di Isner era certamente dominata dall’infortunio alla caviglia che lo aveva costretto al ritiro a Cincinnati.

Andy trema, Janko no. L’ultimo incontro sul campo Arthur Ashe ha messo in scena uno spettacolo tipico degli incontri serali americani, in cui il tennis, la psicologia e lo show si sono intrecciati per creare la seconda eliminazione shock della giornata dopo quella di Berdych.  L’incontro è iniziato secondo il percorso più prevedibile. Il primo set si è infatti deciso su un unico break concesso da Tipsarevic grazie ad un blackout improvviso. 6-3 per Roddick e si va al secondo set. Nel secondo set Janko riesce a strappare per la prima volta il servizio avversario sul 2-1, ma il controbreak immediato sembra confermare che l’inerzia del match sia in favore di Andy.

La svolta. Il match cambia completamente nel dodicesimo game del secondo set. Tipsarevic avanti 6-5, serve Roddick. Si inizia con un doppio fallo che si insinua nella testa dello statunitense, che si rifugia in un gioco eccessivamente prudente concedendo il secondo punto al serbo. Roddick cambia ancora strategia e passa ad una strategia di attacco, ma viene punito, consegnando il set al primo set point. Un game che cambia tutta la psicologia del match, e con essa il gioco. Tipsarevic mette di sbagliare, e Roddick si rifugia in un tennis difensivo e sterile. Il terzo set gira intorno al break serbo sul 3-2, ma regala un finale gladiatorio.

I nervi di Andy. Sotto 2-5, Roddick trova infatti il tempo per una plateale contestazione al giudice di sedia dopo un fallo di piede correttamente segnalato dall’assistente. Un minuto di inutilmente contestazioni non deconcentra completamente l’americano, che riesce a portarsi sul 3-5 annullando molti set points, prima di capitolare nel game successivo al termine di un punto straordinario. Il quarto set non ha invece visto alcun break ed è stato deciso da un tie-break in cui Roddick ha richiesto platealmente l’aiuto del pubblico fino ai limiti della scorrettezza. Il serbo non ha tremato ed ha chiuso il match per 3-6 7-5 6-3 7-6(4), qualificandosi per un terzo turno contro Gael Monfils.

Il “miracolo” di Isner. Se Andy Roddick non riesce a riprendersi completamente dalla mononucleosi, John Isner mostra delle qualità di recupero straordinarie. A metà agosto il lungagnone era stato costretto ad un doloroso ritiro contro Nalbandian a Cincinnati, e le sue chance di recupero sembravano modeste. Lo stesso John aveva dichiarato di avere bisogno di un miracolo per essere presente a Flushing Meadows. Il primo miracolo si è in effetti realizzato: Isner è sceso regolarmente in campo, ma soprattutto ha rifilato un netto 6-4 6-3 6-3 a Frederico Gil, realizzando 19 ace e 46 vincenti. Nessuna palla break per il portoghese. Nessuna traccia dell’infortunio, quindi? Fondamentalmente no, esclusa una condizione un po’ approssimativa dovuta all’impossibilità di allenarsi a sufficienza. Nel secondo turno il miracolo di Isner potrà proseguire contro Marco Chiudinelli, che ieri ha eliminato per 6-1 6-4 1-6 6-1 il diciassettenne Jack Sock.

Monfils e Youzhny avanti senza paura. Giornata tranquilla per Gael Monfils e Mikhail Youzhny. Il francese, numero 19 del tabellone, ha festeggiato il ventiquattresimo compleanno con una vittoria per 6-3 6-4 6-3 su Igor Andreev. Dopo un primo turno decisamente deludente, Gael ha messo a posto il proprio tennis e soprattutto il servizio, impendendo all’avversario di conquistare alcun break durante l’intero match grazie anche ad 11 ace. Come anticipato, ora Gael dovrà vedersela con Tipsarevic.  Ancora più semplice il successo del russo, numero 12 del tabellone. 6-2 6-3 6-3 il punteggio con cui ha estromesso il kazako Golubev, apparso in balia del talentuoso semi connazionale nei propri turni di servizio (ben sei i break a favore di Youzhny).

Xavier opaco, Sela avanza. Sfuma la sfida tra due giocatori proverbialmente estrosi come Youzhny e Malisse. Il belga manca infatti l’appuntamento cedendo in tre set a Dudi Sela, ripetendo il risultato di Los Angeles. Xavier non conferma le sensazioni lasciate a Washington, probabilmente risentendo ancora dell’infortunio che lo ha costretto al ritiro nel primo turno di New Haven. Nonostante le giustificazioni, non si può evitare di pensare che ogni slam che finisce in questo modo sia l’ennesimo treno passato per il belga e che, purtroppo, non ce ne saranno molti altri. Vittoria anche per Kohlschreiber, che in quattro set ha fatto suo il derby contro Kamke.

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