TSONGA RIMONTA FISH, FEDERER PASSEGGIA

Il francese raggiunge i quarti allo US Open recuperando uno svantaggio di due set ad uno contro Fish. Incontrerà Federer che impiega 82 minuti ad eliminare Monaco

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Jo-Wilfried Tsonga si qualifica per i quarti di finale dello US Open raggiungendo Djokovic e Tipsarevic. Il transalpino ha rimontato il numero uno americano Mardy Fish, superato in cinque set con il punteggio di 6-4 6-7(5) 3-6 6-4 6-2 dopo essere stato in vantaggio per due set ad uno.

Per Tsonga è il primo quarto di finale in carriera a Flushing Meadows, il quinto complessivo a livello di slam. L’ostacolo tra il venticinquenne di Le Mans e la semifinale sarà Roger Federer, facile vincitore su Juan Monaco in un match iniziato molto tardi, ma terminato in soli 82 minuti.

Le sfide tra grandi servitori sono spesso sfide di nervi che girano sui pochissimi punti in cui si aprono spiragli per i giocatori che rispondono. Sfruttare una di queste rarissime chance fa la differenza tra un successo ed una sconfitta. Il match tra Tsonga e Fish non ha fatto eccezione, regalando un andamento difficilmente prevedibile e molti colpi di scena, anche se i due non hanno fornito prestazioni sfavillanti al servizio. In particolare Fish è parso affaticato ed ha messo a segno appena 3 ace (12 per Tsonga), salvandosi con buone percentuali.

Nel primo set, nonostante nessuno dei due servizi faccia sfracelli (si conteranno solo 3 ace complessivamente), il punteggio rimane fedele al servizio fino al 4-4, anche se Fish si era visto annullare tre palle break con consecutive sul 3-2 in suo favore. Nel nono game l’americano ha un passaggio a vuoto letale, prima sprecando la palla del 5-4 con un doppio fallo e poi sbagliando un dritto sulla prima palla break a favore di Tsonga. Il francese non lascia troppe speranze al pubblico americano e chiude prontamente il set nel game successivo.

Nella seconda partita i servizi dominano il punteggio, anche se le statistiche non sono particolarmente esaltanti per nessuno dei due protagonisti. Si arriva comunque al tie-break senza nessuna palla break. Nello spareggio di fine set Fish riesce a prevalere per 7-5 portando il match in parità.

Il terzo set rimane in equilibrio ed ancorato ai servizi fino al 3-3, nonostante le tre palle break a disposizione di Fish, annullate da tre vincenti di Tsonga. Nel settimo game l’equilibrio si rompe con l’americano che strappa per la prima volta il servizio del transalpino che può rimproverarsi due gravi errori consecutivi con il rovescio. Fatto proprio il successivo game di servizio, il numero 8 del ranking dilaga sul 5-3, strappando nuovamente il servizio di Tsonga ottenendo sia il vantaggio di due set ad uno che la possibilità di servire per primo nel quarto set.

Neanche il vantaggio di due set ad uno sblocca il servizio di Fish, che rimane decisamente meno efficiente del solito. Tsonga inizia la quarta partita con un atteggiamento scoraggiato, ma non commette passi falsi e, sul 4-4 coglie un break che inverte la direzione della partita. Come nel primo set il francese chiude rapidamente la pratica nel decimo game e porta il match al set decisivo.

L’ultimo set inizia sulla scia del finale del precedente. Tsonga strappa infatti nuovamente il servizio di Fish e si invola verso il successo finale. Fish invece appare fisicamente provato e perde il contatto con l’avversario che ottiene il secondo break sul 3-1. Ormai il match è saldamente nelle mani del francese che conquista un nuovo break e chiude sul 6-2.

Roger Federer è sceso in campo con tutte le intenzioni di concludere rapidamente la pratica Monaco, iniziata molto tardi a causa della lunghezza del match tra Wozniacki e Kuznetsova. Il numero 3 del mondo ha infatti annichilito l’argentino con un 6-1 6-2 6-0 che lascia poco spazio alle analisi. Roger ha vinto più del doppio dei punti dell’avversario (85 a 42) ed ha conquistato sette break senza lasciare nessuna palla break all’argentino grazie anche a 14 ace. I soli 82 minuti di fatica, se così possiamo chiamarla, possono dare un piccolo vantaggio a Federer nella sfida contro Tsonga, che ricordiamo vincitore sull’elvetico sia a Wimbledon che a Montreal.

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