OCCHI PUNTATI SU TSONGA-VERDASCO

Scontro fra pesi massimi al terzo turno di Flushing Meadows. Appuntamento sul Grandstand, quarto match a partire dalle 17 ora italiana

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New York (USA). Grande sfida allo US Open con in campo due giovanotti grandi e grossi, belli e soprattutto molto molto forti, entrambi con un recente passato da top-10: Fernando Verdasco, 19 delle ultime classifiche mondiali e del seeding, e Jo-Wilfried Tsonga, numero 11. Difficile pretendere di più da un terzo turno.

Tsonga, fisico di cristallo. Il possente ventiseienne transalpino, spesso alle prese con acciacchi fisici di vario tipo, pare in buona condizione e i suoi primi due incontri (non impossibili…) con Lu e Bubka sono andati lisci come l’olio, ma in quello odierno dovrà certamente dare di più. Negli appuntamenti di preparazione, Tsonga aveva prima illuso poi fatto preoccupare i suoi tifosi: a Montreal, infatti, aveva prima superato Federer e si era issato fino in semifinale, poi però, contro Djokovic, si era dovuto ritirare e, nel successivo appuntamento di Cincinnati aveva ceduto al secondo match contro Bogomolov jr, facendo dubitare del suo stato di forma. Tsonga, tra l’altro, non ha mai avuto un buon rapporto con lo Slam americano: solo alla sua quarta apparizione a New York, il francese vanta come miglior risultato il 4° turno del 2009, mentre lo scorso anno non ha nemmeno giocato per i soliti guai di salute…

Altalena Verdasco. Il madrileno, dopo una stagione particolare, in cui ha guadagnato due finali in tornei piccoli ma è spesso stato prematuramente eliminato nei grandi appuntamenti, sta faticosamente provando a ritrovare la quadratura del cerchio. A New York, dove gioca per la nona volta consecutiva, ha superato bene un esordio complicato contro Nieminen, poi imposto la sua maggiore forza al turco Ihlan, ma già negli appuntamenti che precedono lo Slam americano aveva abbastanza ben figurato: ottenuti i quarti a Washinghton e uscito prematuramente in Canada per mano di Tipsarevic, Fernando ha disputato un grande match contro Nadal nei quarti di Cincinnati, uscendo sconfitto solo per 7-6 al terzo parziale. Verdasco deve difendere i quarti dello scorso anno che, insieme a quelli ottenuti nel 2009, costituiscono il suo miglior risultato nel quarto Major dell’anno.

Sfida (incerta) tra titani. Colpi fondamentali devastanti, ottimo servizio (soprattutto Tsonga), ricerca costante di tenere il gioco in mano: con queste caratteristiche è lecito attendersi un incontro dai contenuti tecnici piuttosto elevati, un match da pesi massimi fatto di tanti scambi, tanti colpi vincenti (e, ovviamente, anche tanti errori…). Verdasco, che si è anche aggiudicato in quattro set l’unico precedente tra i due, disputato nei quarti di finale di quel fantastico Australian Open 2009 quando il madrileno fece quasi il colpaccio contro Nadal in una splendida semifinale, potrebbe anche riuscire a rovesciare il pronostico che vede partire Tsonga leggermente favorito. Dovrà servire bene, lo spagnolo, ed essere “focus” dall’inizio alla fine: il suo diritto mancino e il suo servizio ad uscire da sinistra potrebbero creare più di qualche difficoltà al francese che sul lato sinistro presenta i maggiori limiti e che tende a spostarsi spesso sul diritto anche da quella parte.

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