U.S. OPEN: I NUMERI

Presto al via la 130esima edizione dell’Open degli Stati Uniti: di seguito i numeri da non dimenticare

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VINCITORI MASCHILI

Record Vittorie Singolare

Pre Era Open (fino al 1967): 7
Richard Sears (consecutive: 1881-1887)
Bill Larner (1901-2, 1907-1911)
Bill Tilden (1920-25, 1929)
Era Open (dal 1968): 5
Jimmy Connors (1974, 1976, 1978, 1982-83)
Pete Sampras (1990, 1993, 1995-6, 2002)
Roger Federer (consecutive: 2004-2008)

Record Vittorie Doppio

Pre Era Open: 6
Richard Sears, James Dwight

Era Open: 4

Bob Lutz, Stan Smith, John McEnroe

Record Vittorie Doppio Misto

Pre Era Open: 4
Bill Tilden, Bill Talbert

Era Open: 3

Todd Woodbridge, Bob Bryan

Vincitore più Giovane: Pete Sampras, 19 anni e 1 mese (1990)

VINCITRICI FEMMINILI


Record Vittorie Singolare

Pre Era Open: 8

Molla Bjurstedt Mallory
(1915-1918, 1920-22, 1926)
Era Open: 6
Chris Evert
(1975-1978, 1980, 1982)

Record Vittorie Doppio

Pre Era Open: 13
Margaret Osborne Dupont
Era Open: 9
Martina Navratilova


Record Vittorie Doppio Misto

Pre Era Open: 8

Margaret Osborne Dupont

A Cavallo delle due Ere: 8

Margaret Court

Era Open: 3

Margaret Court, Billie Jean King, Martina Navratilova


Vincitrice più Giovane:
Tracy Austin, 16 anni e 8 mesi (1979)

CAMBI AL VERTICE MASCHILI DOPO GLI U.S. OPEN

1982 da McEnroe a Connors → U.S. Open amaro per Mac, che oltre a dover cedere il titolo al rivale Jimmy Connors, dopo essere stato eliminato in semifinale da Ivan Lendl, vede Jimbo togliergli anche lo scettro di primo giocatore al mondo, suo da ben 58 settimane

1985 da McEnroe a Lendl → Sarà anche lo Slam di casa, ma continuano le sorprese negative a New York per il vecchio John. Dopo aver tolto il numero 1 alla vigilia della 104esima edizione degli Open degli Stati Uniti a Ivan Lendl, la sconfitta in finale costa a McEnroe sia la perdita della corona che il primo posto in classifica, che come tre anni prima vengono acquisiti dallo stesso giocatore, Lendl.

1988 da Lendl a Wilander → Sono passati 3 anni in cui il dominio del ceco, almeno a livello di prima posizione del ranking ATP, è stato ininterrotto. A sovvertire l’equilibrio ci pensa Mats Wilander, tennista svedese che a New York conquista il terzo titolo Slam dell’anno, ottenendo così il tanto agognato posto al numero 1.

1991 da Becker a Edberg → La prima di Stefan Edberg, altro svedese, a Flushing Meadows è ricca di vera gloria. La sconfitta prematura di Boris Becker, allora primo giocatore al mondo, contro l’olandese Paul Haarhuis, giunta al terzo turno, permette al talento scandinavo di accaparrarsi la prima posizione in classifica

1992 da Courier a Edberg → 12 mesi dopo il copione è lo stesso. A beneficiare del sorpasso è ancora una volta Stefan Edberg, al sesto titolo Slam in assoluto (curiosamente ripartiti in maniera eguale tra i tre major sul veloce), a patirlo è invece, questa volta, Jim Courier, re per buona parte di quella stagione, che dopo la finale dell’anno precedente si ferma in semifinale, bloccato da Pete Sampras.

1993 da Courier a Sampras → New York diventa una tappa consolidata per i cambi al vertice nei primi anni ‘90. Dopo aver regnato per 4 mesi tra primavera ed estate, Pete Sampras coglie il secondo successo newyorchese, facendo bis con quello di Wimbledon di quell’anno, e scavalca il connazionale Jim Courier – grazie al successo sul sorprendente Cedric Pioline – che negli ottavi aveva contribuito a far imboccare la parabola discendente al prode Big Jim.

1999 da Sampras a Agassi → dopo la vittoria a Wimbledon, Sampras è costretto a saltare l’ultimo Slam stagionale e ad approfittare della situazione è Andre Agassi, bravo a reggere per cinque set alla forza d’urto di Todd Martin e a tornare sulla vetta del mondo dopo 3 anni in cui il kid di Las Vegas aveva  toccato il fondo. E non per modo di dire.

2003 da Agassi a Ferrero → Nel successivo quadriennio Andre Agassi, nonostante l’età, resta lungamente un giocatore d’elite, ma proprio a New York, nell’anno 2003, è costretto a cedere lo scettro per l’ultima volta. A sottrarglielo un ottimo Juan Carlos Ferrero, che pur perdendo in finale contro Andy Roddick sale sul gradino più alto della classifica mondiale dopo aver ottenuto lo scalpo di Andre in semifinale.

CAMBI AL VERTICE FEMMINILI DOPO GLI U.S. OPEN

1979 da Evert a Navratilova→ quell’anno vinse Tracy Austin e la Evert, pur finalista, perse i punti dell’edizione vinta nel 1978 e fu superata dalla Navratilova, peraltro sconfitta in semi dalla sorprendente Austin.

1991 da Graf a Seles → la croata, non ancora diciottenne, si riprende la leadership ai danni della tedesca, conquistando  il suo quarto titolo Slam ai danni della decana Navratilova, che aveva costretto ad abdicare, nel turno precedente, proprio l’ex primatista Graf

2004 da Henin a Mauresmo → la seconda finale tutta russa nella storia degli Slam – Kuznetsova vincente su Dementieva, già sconfitta a Parigi da Myskina – comporta l’addio alla poltrona di regina mondiale da parte di Justine Henin, costretta a lasciarla alla francese Amelie Mauresmo, nonostante quest’ultima si fosse arresa ai quarti di finale. La belga paga infatti l’eliminazione al quarto turno, patita per mano di Nadia Petrova, nell’anno in cui era campionessa uscente.

2005 da Davenport a Sharapova → scambio di cortesie a breve distanza tra la californiana e la siberiana: dopo che Lindsay le aveva tolto la corona alla vigilia della kermesse newyorchese, a Maria è sufficiente restare in gara un turno in più rispetto alla rivale a Flushing Meadows (semifinale per lei), dove cede la mano alla futura campionessa Kim Clijsters, al primo titolo Slam in carriera.

2008 da Ivanovic a Williams → dopo aver regnato per poco più di un anno tra l’estate del 2002 e quella successiva, la più giovane delle figlie tenniste di Richard e Oracene Williams, trova la via del successo superando in finale Jelena Jankovic e ponendo così fine al breve interregno (12 settimane) di un’altra giocatrice serba, Ana Ivanovic, peraltro sconfitta al secondo turno dalla francese Julie Coin.

VITTORIE PIU’ SOPRENDENTI PER CLASSIFICA.

Gli U.S. Open sono, come ogni titolo dello Slam, e storicamente in maniera ancora più accentuata, un torneo in cui a competere per la vittoria si ritrovano i migliori giocatori del momento. Non un caso che, dal 1968, anno in cui è cominciata l’Era Open, nelle 43 edizioni finora disputate, in campo femminile in ben 35 occasioni a trionfare è stata una delle prime 3 teste di serie. Un nome a sorpresa nel periodo considerato può essere quello di Svetlana Kuznetsova, campionessa nel 2004 da nona giocatrice del seeding, mentre un discorso a parte andrebbe affrontato per Kim Clijsters, che nel 2009, fresca di rientro, e quindi senza una classifica, riuscì a cogliere il titolo in un periodo piuttosto di magra in ambito femminile. Da non dimenticare il già citato successo ottenuto dall’astro nascente Tracy Austin, che nel 1979 doveva ancora compiere 17 anni – pur essendo la terza giocatrice al mondo.

Discorso poco differente in campo maschile, dove a regnare in 31 occasioni è stata una delle prime tre teste di serie, e dove si è verificata una sola vittoria da parte di un giocatore non compreso tra i favoriti del lotto: ma se il nome è quello di Andre Agassi, nel 1994, capiamo come difficilmente si possa parlare di sorpresa a tutto tondo. Da non sottovalutare nemmeno la prima e l’ultima delle 5 perle di Pete Sampras a Flushing Meadows, per motivi evidentemente diversi: la prima, nel 1990, da poco diciannovenne, quando meravigliò tutti arrivando primo da numero 12 del seeding, e l’ultima, nel 2002, da numero 17, in un periodo in cui in pochi davano credito ad una sua imposizione in un torneo massacrante come quello statunitense – era a secco di titoli da Wimbledon 2000. Newcombe nel 1970, numero 10, e Rafter nel 1997, numero 13, si resero protagonisti di due vittorie impreviste da parte di esponenti della nazione che un tempo la faceva da Leone (nel 1970 i primi cinque del seeding erano tutti aussies), mentre interessanti, per potenza e freschezza, sono state le due perle ottenute dagli unici due numeri 6 campioni nel Queens: Safin nel 2000 e Del Potro nel 2009.

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