TEMPORALI, POLEMICHE E RINVII

Altra giornata problematica agli Us Open. La pioggia è incessante e gli incontri del maschile sono stati cancellati anche oggi. E non è mancata qualche polemica tra i giocatori…

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New York (Stati Uniti) – La pazienza sta per oltrepassare il limite: sia la pazienza degli spettatori, sia quella dei tennisti, le cui volontà spesso non combaciano. La pioggia a New York sta fortemente danneggiando le tempistiche degli Us Open, ma non è da escludere una reazione a catena che coinvolga anche altri eventi.

Ebbene sì, se la pioggia continuasse a cadere copiosa – facendo slittare le finali – si potrebbe prospettare anche un rinvio dei week end di Coppa Davis per permettere ai giocatori di arrivare a destinazione senza particolari problemi. L’Itf – come ha riportato l’agenzia Dpa – sta valutando l’ipotesi in questione, anche se è ancora troppo presto per prendere decisioni in merito.

Se ciò dovesse accadere non sarebbe la prima volta nella storia: una partita di Fed Cup fu rimandata perché le giocatrici non riuscirono ad arrivare in tempo a causa della chiusura dell’aeroporto.

Tutto insomma dipenderà dal giorno in cui finirà il torneo:  essendo giocate su cinque set non è possibile disputare più di una partita al giorno. Se da domani il maltempo dovesse cessare, le speranze di chiudere il torneo nei tempi prestabiliti sarebbero ancora alte.  Se invece – nella peggiore delle ipotesi – la finale si dovesse giocare addirittura martedì, i giocatori che prenderanno parte poi alla Coppa Davis non potrebbero raggiungere nei tempi prestabiliti le proprie destinazioni. In particolare salta all’occhio il caso di Federer che, insieme al team svizzero, si recherà in Australia.

Nel frattempo continua il dibattito sul tetto. Non sono poche le voci tra gli addetti ai lavori che invocano al più presto un mutamento di filosofia da parte degli organizzatori. Negli ultimi anni infatti gli Us Open sono stati più volte colpiti da cattivo tempo e, anche se dai piani alti fanno sapere che non hanno alcuna intenzione di adottare misure in merito, dal basso sta iniziando a montare la polemica.

Nel caos generale che ha seguito lo stop dei match, polemici si sono mostrati anche i giocatori: in particolare Rafael NadalAndy Roddick e Andy Murray hanno fatto sapere di non sentirsi a proprio agio su superfici umide e scivolose. “Non ci stanno proteggendo – ha affermato lo spagnolo alla televisione statunitense dopo la sospensione del match contro Muller – non è che io non voglia giocare, è la situazione che non lo permette”. Rafa, che aveva già fatto le sue rimostranze al giudice di sedia durante la partita, ha poi affermato: “Mi spiace che ci sia questa situazione, io amo questo torneo, questo è fuori discussione”.

Anche Roddick ha esposto il suo pensiero ammettendo: “Si è aperto un dibattito sulla possibilità di giocare o no, e credo che in queste condizioni non sia possibile. Capisco che ci sono implicazioni a livello televisivo, di costi, ma devono anche cercare di non mettere a rischio la salute dei giocatori”.

Intanto nella Players Lounge, oggi affollatissima, si cerca di passare il tempo come possibile, tra scontri a biliardino o ping pong, mentre alla televisione mandano in onda match di un tennis che non c’è più.

New York aspetta i suoi campioni, ma chissà se questa tempesta d’acqua riuscirà a spazzar via le polemiche che sta trascinando in questo momento. Di certo il problema non verrà risolto domani. Non ci resta che sperare in un po’ di sole. Sembra che le macchine per asciugare i campi stiano per entrare in azione… speriamo sia la volta buona!

Intanto arrivano i primi rinvii: niente tabellone maschile. Ci proveranno le donne, forse…

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