SUPERVERDASCO & NORMALNADAL

Fernando vince una partita infinita contro Ferrer e si qualifica per i quarti degli Us Open. Nell’altro derby iberico Nadal fa il suo dovere contro Lopez

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Flushing Meadows – Cominciato in leggera differita con l’inizio del match fra la Schiavone e Venus Williams, il derby spagnolo fra David Ferrer (n.10) e Fernando Verdasco (n.8) ha entusiasmato il pubblico del Luis Armstrong per quasi quattro ore e mezzo di gioco. Si è imposto il madrileno con il punteggio di 5/7 6/7(8) 6/3 6/3 7/6(4), ma l’ovazione del pubblico newyorkese va equamente divisa fra i due protagonisti, che non si sono risparmiati in nessun momento del match.

Ferrer più lucido in avvio. Sul cemento i due non si incontravano da Chennai 2004 (vinse Ferrer), anche se nel corso della loro carriera Nando e David avevano già incrociato la racchetta dieci volte. Tutti match sulla terra rossa, che avevano consegnato alle statistiche odierne un leggero vantaggio per il mancino di Madrid (6-4). In palio oggi c’era un quarto di finale nell’ultimo Slam di stagione, un traguardo troppo ghiotto per non spingere sull’acceleratore e mettere in mostra tutto il meglio del repertorio. E’ nata così una partita intensa e palpitante, interpretata al meglio da due grandi attaccanti da fondo. Nei primi game del match è stato Ferrer a prendere meglio l’iniziativa, rubando già nel secondo gioco il servizio ad un rintronato Verdasco. Il vantaggio conquistato lo ha posto in una condizione di tranquillità. Forse troppa, visto che con il passare dei minuti Nando ha registrato il suo braccio e si è ripreso il maltolto. I due se le sono date di santa ragione, e fra le palle che sfrecciavano da una parte all’altra David ha preso maggiore coraggio, centrando ancora un break che gli è valso il primo set. Verdasco ha accusato il colpo, ma ha continuato a fare la partita, perché fra i due spagnoli è stato lui a fare durante il match il bello e il cattivo tempo, mentre Ferrer, come da copione, è stato il solito muro quasi invalicabile. Anche nel secondo set è regnato l’equilibrio, ma nell’inevitabile tie break è stato ancora David ad avere più costanza, che gli ha permesso di andare su un lussuoso parziale di due set a 0.

Verdasco si mette il costume da supereroe. La solidità di Ferrer e il parziale nettamente in suo favore potevano far pensare ad un match virtualmente chiuso. Invece Nando, grande appassionato di fumetti, ha svestito i panni del tennista per infilarsi la calzamaglia da Superman. Con grande grinta il n.8 del ranking si è rimboccato le maniche, agguantando un importante break nel quarto game del terzo parziale. Per la prima volta dall’inizio delle ostilità Nando è andato in vantaggio, e ha tenuto quel margine non senza soffrire, al cospetto di un Ferrer che ha provato in tutti i modi a riprendersi il maltolto. Niente da fare per David che, insieme al terzo parziale, ha perso anche un po’ di smalto. Per il valenciano la situazione è peggiorata nel quarto set, quando ha dovuto concedere per ben due volte il servizio all’avversario, che invece ha preso le sembianze macchina da guerra indistruttibile.

Che derby! Dopo olter 3 ore di gioco dunque, Verdasco e Ferrer si sono giocati le ultime carte nel quinto e decisivo parziale. La posta in gioco era troppo alta per farsi prendere dall’umana stanchezza, e così i due hanno continuato a picchiare sulle linee come se avessero cominciato a duellare da poco meno di 10 minuti. Ferrer ha sferrato il primo “gancio”, rubando nel quinto game il servizio a Verdasco. Il quale ha restituito il colpo nell’ottavo game, per l’ennesimo risultato di parità, continuato fino al secondo miniset dell’incontro. Nel tiebreak Ferrer, giunto al suo terzo cambio di maglia (è passato dal bianco, al rosso, per terminare in blu) è andato avanti 4-1. Ma quello che poteva rappresentare il break-kriptonite per Verdasco, è stato “l’urlo della fanciulla in pericolo”, al quale SuperVerdasco non ha potuto esimersi dal rispondere. Ferrer non ha più strusciato palla, mentre Nando è risalito dal burrone, chiudendo lo splendido incontro con un passante di dritto in recupero. L’ultimo gesto eroico, prima di stremare a terra per la fatica.

Rafa, una garanzia. L’epilogo della inebriante nona giornata degli Us Open – tanti i match appassionanti quest’oggi sul cemento newyorkese – non regala emozioni. Troppo ampio il divario fra Rafael Nadal (n.1) e Feliciano Lopez (n.23), sconfitto con il punteggio di 6/3 6/4 6/4. Un briciolo di interesse poteva darla l’ultimo precedente, che aveva visto imporsi Lopez 7/6(5) 6/4 (nei quarti del Queen’s) dopo cinque vittorie consecutive del mancino di Manacor. Sono bastate invece 2h e 10′ di gioco per rimettere a posto le gerarchie fra i due amici.

Rapido e indolore. Sceso in campo per ultimo dopo tre incontri molto complicati, Nadal avrà pensato che di fare una maratona non ce n’era proprio bisogno, e così ha cominciato subito a spingere sull’acceleratore. Nel secondo game ha breakkato Feliciano, che solo dallo 0-3 ha iniziato a tenere con più continuità lo scambio. Troppo tardi per riprendere il primo set, ma abbastanza presto per attrezzare una strategia di gioco più proficua. Nel secondo parziale il biondo ha spinto meglio con il famigerato servizio e si è avvicinato con veemenza nei pressi della rete, incurante delle brutte figure (passanti) che poteva racimolare. Qualche bel punto Feliciano l’ha segnato anche nel terzo parziale, ma quando ha voluto, Rafa ha alzato il ritmo, centrando il terzo in altrettanti set che hanno fatto pendere l’ago in favore della testa di serie n.1 del torneo. Lopez ci ha provato insomma, ma Rafael oggi ha giocato in modo impeccabile. Se nei primi incontri di questo Us Open il numero 1 del mondo poteva non dirsi completamente soddisfatto del suo tennis, difficile trovare una sbavatura nella performance contro Lopez. Da fondo ha picchiato come sempre, trovando anche nei rovesci tante soddisfazioni. Ma il fondamentale che meglio di tutti ha funzionato è stata la battuta, che ha fatto registrare il 90% di punti con la prima, 62% con la seconda e 9 ace, a conferma che il lavoro svolto sull’impugnatura sta dando i suoi frutti. Ultimo atleta ad essersi qualificato per i quarti dello Slam americano, Nadal sarà ora opposto ad un altro mancino iberico, Fernando Verdasco. Contro il madrileno i precedenti gli arridono “lievemente”, con 10 vittorie in altrettanti incontri (e solo 3 set vinti da Nando).

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