VENTO IN POPPA

In una giornata assai ventosa, Vera Zvonareva e Caroline Wozniacki volano abbastanza agevolmente in semifinale, superando rispettivamente Kaia Kanepi e Dominika Cibulkova.

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New York. Due giorni consecutivi di forte vento condizionano e non poco i match a Flushing Meadow, anche se sul campo alla fine i pronostici vengono rispettati. E il caso dei due quarti femminili, con le vittorie delle favorite Woziacki e Zvonareva. La danese in serata, si aggiudica il 5° confronto su 6 sulla sorpresa slovacca Cibulkova, con il punteggio di 6-2 7-5. Match dai due volti per la testa di serie n 1 che trova vita facile nel primo, per poi sprecare qualche occasione nel secondo, allungando il match, prima di chiuderlo solo al 12° gioco. Nel match di apertura invece, la russa Vera Zvonareva, testa di serie n 7 del torneo, passa 6-3 7-5 sull’estone Kaia Kanepi, nel primo confronto diretto tra le due. Match poco spettacolare, con scambi spesso banali e poco incisivi, condizionato dal vento. Alla fine il match va alla russa, che riesce a adattarsi meglio alle condizioni, gestendo un palleggio più solido ed efficace conquistando la sua prima semifinale a New York. La Kanepi, che si affida invece ad un gioco più potente, ne esce penalizzata commettendo la bellezza di 60 errori gratuiti.

Caroline c’è. Nel primo set, la Wozniacki, doma molto meglio il vento rispetto alla slovacca e dopo un leggero equilibrio, frutto di 2 break per parte, la danese prende in mano le redini del match. Molto più penetrante la palla di Caroline, principalmente con il vento a favore, che mette fuori causa la sterile difesa della Cibulkova, troppo fallosa e troppo statica nei movimenti. Il 4-1 pesante è più di un’ipoteca sul primo set per la danese, anche perché ci vuole ben più che una folata di vento ad abbattere il muro Wozniaki. La slovacca, riesce a malapena a conquistarsi l’unico game al servizio del set, prima di abbandonarlo dopo 36 minuti sul 6-2.

Non è sempre Dominika. Nel secondo set,e il caso di dirlo, cambia il vento,ed il match diventa quantomeno agonisticamente valido, con entrambe le giocatrici che decidono di mantenere la palla in campo, giocandosi il punto il più possibile. Ancora 2 break per parte aprono il parziale, prima che il servizio inizi ad aiutare entrambe le giocatrici. Molto più sicura e precisa la danese nei successivi game al servizio, mentre la Cibulkova fatica un po’ di più, ma riesce ugualmente a rimanere agganciata, trovando spesso soluzioni anche a rete. 4 le palle break annullate dalla slovacca, che nonostante i 29 errori gratuiti rimette tutto in discussione sul 5-5. Caroline decide allora che è tempo di chiudere e con un game accorto e una solida difesa, strappa il break decisivo, girando sul 6-5 e servizio in suo favore. La Cibulkova prova un ultimo assalto, procurandosi la seconda palla break del set sul 30-40, ma 3 punti consecutivi, permettono alla danese di portare a casa il match e volare verso la seconda semifinale consecutiva.

Vera semifinale. Un break per parte apre il match, con entrambe le giocatrici ben disposte a fare a pugni da fondo campo, senza riuscire però a farsi del male. Palleggi spesso lunghi e poco intensi, con la Kanepi però più impaziente e trascinata verso l’errore. Il break del 3-2 porta la russa avanti, che poco dopo si garantisce quantomeno l’opportunità di andare a servire per il match. La Kanepi però anticipa i tempi,perché sul 5-3 sotto, dal “basso” del suo 50 % di prime, concede il secondo break di giornata, lasciando alla Zvonareva il set per 6-3. Nel secondo la musica non cambia, e 4 break di fila mantengono il punteggio sul 2-2. L’estone fisicamente sembra averne di più, ma i 25 errori del primo set non gli bastano a farle capire che oggi, sparare più forte non serve a nulla. Ne arrivano infatti altri 35, e per la russa tutto diventa più facile. La finalista di Wimbledon sale 4-2 e servizio, prima di subire la prima e unica reazione dell’estone in tutto il match. La Kenepi infatti recupera, portandosi fino al 5-5, dove spreca malamente 2 palle break d’oro, che l’avrebbero mandata a servire per il set, invece, passata la paura, è la russa a calare il sipario sul match,operando il break n 7 e chiudere 7-5 dopo quasi due ore di non gioco.

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