MISCHA A RAPPORTO

A New York Youzhny supera lo svizzero Stanislas Wawrinka dopo 4 ore e 5 lunghi set di battaglia, guadagnando la seconda semifinale della carriera in un torneo del Grande Slam

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New York. 3-6 7-6  3-6 6-3 6-3: è questo il punteggio finale del terzo quarto di finale dell’edizione 2010 degli Us Open, che ha premiato Mikhail Youzhny. Dopo quattro ore esatte di gioco infatti, il russo è riuscito a vincere la resistenza dello svizzero Stanislas Wawrinka, sconfiggendolo al termine di un incontro che, come si può dedurre dallo score, ha visto i due giocatori equivalersi alla perfezione. Nonostante i tennisti in campo possano vantare un tasso tecnico invidiabile, la sfida – anche a causa del forte vento – non ha eccelso in qualità, ma ha saputo comunque entusiasmare il pubblico dell’Arthur Ashe Stadium a causa di numerosi break e ribaltamenti di fronte, che hanno obbligato i due contendenti al set decisivo. Entrambi avrebbero meritato il successo e la conseguente semifinale, ma Youzhny è stato più lucido nelle fasi finali, riuscendo a conquistare per la seconda volta in carriera il penultimo atto di un torneo del Grande Slam (la prima nel 2006, sempre sul cemento newyorkese).

Le prime due frazioni. Subito sotto di un break in apertura (rimediato da Youzhny alla quarta occasione utile), Wawrinka non si è perso d’animo, riuscendo presto a rimettersi in carreggiata. Ha recuperato lo svantaggio e dopo aver cancellato con un ace la quinta palla-break dell’incontro, si è portato sul 4-3. A quel punto è riuscito nuovamente a togliere il servizio e al rivale, portandosi 5-3 e chiudendo poi la frazione per 6-3, non prima di aver annullato (con un altro ace) l’ennesimo break-point concesso. Quattro break in sei giochi hanno caratterizzato le prime fasi del secondo set, nel quale Youzhny non è riuscito per due volte consecutive a confermare il vantaggio appena guadagnato. Sul 4-4 il russo è stato costretto a salvare una palla-break che avrebbe potuto dare una seria “piega” alla sfida e si è poi guadagnato il tie-break. Ha fallito due set-point (uno col servizio a disposizione), ma è riuscito a convertire il terzo, chiudendo per 9-7 e incamerando un secondo set durato la bellezza di 79 minuti.

Terzo e quarto set fotocopia. Identici in tutto e per tutto invece i due parziali successivi, chiusi entrambi per 6-3. Nel terzo Youzhny ha subito un passaggio a vuoto che ha permesso a Wawrinka si salire 3-0 e chiudere poi senza troppi problemi, e la stessa cosa è successa, a parti invertite, nel quarto.

La spunta il russo. Spinto dalla conquista della quarta frazione, che gli ha permesso di “rimettere in piedi” per la seconda volta il suo incontro, Youzhny si è avvantaggiato di un break nel primo gioco del parziale decisivo, salvo però lasciarsi recuperare sul 2-2. Ha infatti giocato un brutto game, iniziato con un frettoloso diritto al volo finito lungo e terminato con un rovescio in back fuori misura. Il russo ha poi chiesto l’intervento del medico per ricevere un trattamento al piede destro (per vesciche) e al rientro in campo, approfittando di un paio di distrazioni rivali (pesante il doppio fallo sul 30-30), si è riguadagnato il vantaggio. Dopo aver tenuto il servizio, Youzhny ha sprecato due palle per il doppio break, permettendo all’elvetico di accorciare sul 3-4. Dopo il cambio di campo non ha però concesso nulla, tenendo a zero la battuta, con Wawrinka che ha sfogato la propria rabbia prendendosela nuovamente con la propria Head Prestige, e demolendo così la seconda racchetta della giornata (la prima al termine del quarto parziale). Nel nono game l’epilogo: “Stan” commette un paio di errori e finisce 15-40. Annulla il primo match-point, ma non il secondo, e allo scattare delle 4 ore di gioco Youzhny può finalmente cantare vittoria, e lo fa, pacatamente, alzando le braccia al cielo.

Parola alle statistiche. A dimostrazione del grande equilibrio visto nel corso del match vi è un dato chiarissimo. Al termine della sfida infatti, i punti vinti dai due giocatori sono gli stessi, 154! Wawrinka è stato sicuramente aiutato da servizio, con un saldo di + 8 fra aces e doppi falli (13 e 5 contro i 2 e 7 del rivale), mentre Youzhny ha saputo conquistare più punti “giocati”. Praticamente identico anche il totale di colpi vincenti e errori non forzati, con lo svizzero che ha fatto registrare un – 23 (71 unforced e 48 winners) e il russo un – 22 (57 e 35). Insomma, uno dei due doveva vincere per forza, ma si è verificata la tipica situazione nella quale lo sconfitto non ha di certo demeritato.

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