OCCHI PUNTATI SU WILLIAMS-LISICKI

Sull’Arthur Ashe in programma un’intrigante sfida di secondo turno tra la maggiore delle sorellone americane e la giovane tedesca rampante

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New York (USA). Il match più interessante e ricco di contenuti di questa terza giornata di gare a Flushing Meadows è probabilmente l’incontro di secondo turno che, sull’Arthur Ashe Stadium, vedrà opposte, al termine dell’esordio di Andy Murray previsto non prima delle 19 italiane, l’esperta Venus Williams e la giovane Sabine Lisicki. 

Incognita Venus. Il momento di crisi della più grande delle sorelle americane che hanno dominato il primo decennio del XXI secolo, l’ha fatta sprofondare fino al numero 36 del ranking WTA, fuori dalle teste di serie dello US Open praticamente per la prima volta in carriera. Venus quest’anno ha disputato solo tre tornei (Australian Open, Eastbourne e Wimbledon) frenata, oltre che da una motivazione da anni non più simile a quella dei bei tempi, da una serie di guai fisici all’anca, agli addominali e, per finire, da un virus che le ha impedito di disputare match in preparazione allo Slam di casa. Insomma, il tredicesimo US Open della 31enne Williams, torneo che ha vinto per due volte e che per due volte l’ha vista finalista (l’ultima, però, nove anni fa…), pare una grande incognita, e non può essere il successo di primo turno con la Dolonts una cartina di tornasole attendibile per mostrare la condizione della Venere nera che, tra l’altro, deve difendere i punti della semifinale agguantata nel 2010.

Sabine al top. Di tutt’altro genere la condizione della tedesca Lisicki che, proprio questo lunedì, grazie al suo secondo successo stagionale colto nel torneo di Dallas, ha guadagnato il suo best-ranking piazzandosi al numero 18. E pensare che l’infortunio alla caviglia che le aveva fatto perdere gran parte della scorsa stagione condizionando un’ascesa che nel 2009 pareva costante, l’aveva fatta precipitare fuori dalle prime 150 del mondo a inizio anno… Dieci anni in meno della sua avversaria, la 21enne di Troisdorf si appresta a giocare il suo quarto US Open ben convinta di migliorare i tre secondi turni inanellati nelle precedenti apparizioni e nella speranza, perché no, di ripetere la grande impresa del recente Wimbledon,  quando riuscì a spingersi addirittura in semifinale.

Precedenti in parità. Sono due i confronti diretti tra Venus e Sabine, con una vittoria a testa: nel 2009, sulla terra di Charleston la spuntò la tedesca; lo scorso anno, invece, sul cemento di Dubai, Venus si prese la rivincita. Come detto, lo stato di forma delle due rivali è completamente diverso: da una parte la giovane esuberante piena di ambizioni che vuole scalare le vette più alte della classifica, dall’altra la campionessa matura, forte di 43 trofei in bacheca, un po’ acciaccata e sempre più distratta dall’extratennis. Il pronostico è per Sabine. È anche vero però che, nel torneo di casa, Venus potrebbe trovare le giuste motivazioni e lottare alla sua maniera su ogni palla. L’esperienza, inoltre, è dalla sua parte. A quel punto, se Venus riuscirà a garantire una condizione fisica accettabile, il match potrebbe anche risultare molto combattuto e piacevole, anche perché entrambe le rivali hanno a disposizione un gioco potente, offensivo e propositivo. Vedremo.

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