WILLIAMS E WOZNIACKI, QUARTI CENTRATI

Serena si sbarazza anche della Ivanovic e incide il suo nome fra le prime 8 degli Us Open. Vittoria in rimonta per Caroline sulla Kuznetsova. Petkovic facile sulla Suarez Navarro

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New York (Usa) – Non si ferma il carrarmato Serena Williams. La statunitense n.28 del seeding ha sconfitto Ana Ivanovic (n.16), qualificandosi per i quarti di finale degli Us Open, dove incontrerà la carnefice della Schiavone Anastasia Pavlyuchenkova (n.17). Pur non propononendo una prestazione devastante come quella offerta contro l’Azarenka al terzo round, Serena non ha comunque avuto difficoltà a sbarazzarsi della serba, domata con lo score di 63 64 in 1h e un quarto di tennis.

Contraddistinto dalla fastidiosa presenza di un forte vento, il terzo incontro in carriera fra le due ex numero 1 del mondo (sempre terminati con le vittorie di Serena) si è aperto sulla falsariga dei precedenti impegni della Williams in questo Slam. E cioè, a senso unico. In meno di 10 minuti la statunitense ha breakkato, lasciato solo 4 punti e salita 3 a 0 sulla rivale, frastornata da un inizio da incubo. Rispetto all’Azarenka però, la Ivanovic ha avuto il merito di rimanere aggrappata al set d’apertura, cominciando a ribattere con convinzione la palla avversaria. Con il gran dritto e l’ottima mobilità (ed un servizio che nella prima parte di gara non l’ha penalizzata, come invece è successo nel secondo set) Ana ha rimontato fino al 3 pari (facendo salire a due i turni di battuta persi da Serena nel torneo), ed ha anche avuto la palla break per salire 4-3. Un po’ troppo per non far scattare l’ira della Williams, che in men che non si dica ha alzato decibel, velocità e pressione, infilando il parziale di 10 punti a 2 che le hanno consegnato il primo parziale.

Nonostante il match non sia mai stato in discussione (il break d’apertura ha dato ulteriore tranquillità a Serena, che ha mantenuto il vantaggio fino al 64) è diventato interessante confrontare i due stili di gioco delle protagoniste. Entrambe votate al gioco d’attacco l’americana e la serba sfruttano in modo molto differente il loro corpo. Mentre la Williams sprigiona potenza utilizzando maggiormente spalle e braccia, il fruscello Ivanovic carica molto con le gambe, soprattutto quando gioca il dritto, unico colpo che ha tenuto testa ai fendenti avversari. Troppo divario invece nei due servizi, specie nelle seconde palle. Quella della Williams è un colpo su cui poter fare affidamento, mentre quella della Ivanovic si è rivelato il vero handicap, con solo il 20% di punti portati a casa. Proprio qui potrebbe trovarsi la chiave statistica del match. Ma in realtà non c’è molto da commentare, soprattutto se in una giornata “sufficiente” la Williams butta fuori dal torneo una ex numero 1 del mondo in 74 minuti di gioco.

Wozniacki da numero 1. Non è un fenomeno nel consueto significato del termine, Caroline Wozniacki. Non ha un tennis spumeggiante, aggressivo e spettacolare. E’ giovane, e potrà migliorare ancora, specie sul dritto e sul servizio, mentre con il rovescio già fa quello che vuole. Insomma, non è la miglior numero 1 della storia del tennis femminile. Ma a 21 anni, la danese ha fatto sua la massima più vera dello sport della racchetta: finchè non stringi la mano all’avversaria, la partita non è finita.

Esempio lampante di quanto abbia assimilato questo modo di interpretare la disciplina (correre, lottare, non darsi mai per vinti) Caroline l’ha mostrato nel match (il settimo in carriera, ora è avanti 5-2) contro Svetlana Kuznetsova, sconfitta con lo score di 67 (6)75 61 in 3 oredi gioco.

Se l’è vista davvero brutta la regina del ranking, sotto di un set, 2-4 nel secondo parziale e con 2 palle per il 2-5 Kuznetsova. Fallite le occasioni, per la russa vincitrice degli Us Open nel 2004 si è però spenta la luce. Le sue accelerazioni non hanno fatto più male e il suo servizio non andava più dall’altra parte, mentre nella metà campo opposta, la “Wallziacki” saltellava come un grillo. Risolto al dodicesimo game il parziale, nel set decisivo Svetlana non ha più retto l’onda d’urto della rivale, ma almeno si è tolta la soddisfazione di annullare 4 match point prima di capitolare, stremata.

Si salva dunque la numero 1 del tabellone, che ha rischiato di far diventare della urla fragorose gli squittii che le ronzano da un anno dentro l’orecchio e che le chiedono quando vincerà il primo Slam. Rimarrà in gioco (prossimo round contro la Petkovic) per l’ultima chance dell’anno. Chiudiamo come abbiamo cominciato, riferendoci alla Kuznetsova. Il tracollo fisico di fine secondo set, determinante al fine del risultato, non può toccare una ragazza nel fiore degli anni (26). A questo punto le alternative sono due: o la russa non era in perfette condizioni; o ha smesso di credere nel lavoro atletico. Nel secondo caso – e qui sta la massima – dovrebbero ricordare a Svetlana che a tennis si gioca prima di tutto con le gambe, quella regione anatomica che, almeno oggi, ha smesso di funzionare troppo presto…

Andrea tre su quattro. Si è qualificata per i quarti di finale anche Andrea Petkovic (n.10 del tabellone). E non è una novità, dato che la tedesca di origini bosniache quest’anno ha centrato il traguardo sia agli Austrialian Open sia al Roland Garros (terzo turno invece a Wimbledon). Per arrivare nelle prime otto, Andrea si è sbarazzata di Carla Suarez Navarro, ex numero 22 del ranking, con lo score di 61 64 in 1h e 22′ di gioco. Punteggio bugiardo per il primo set, nel quale la spagnola ha tenuto testa negli scambi da fondo, ma la sua palla è stata sempre troppo più debole rispetto a quella della rivale, che si è sempre aggiudicata i piunti importanti.

Anche nel secondo parziale la Petkovic ha fatto la partita, portandosi sul 5-1, ma quando sembrava concluso, il match ha riacquistato vitalità grazie all’orgoglio della Suarez Navarro, che ha recuperato fino al 4-5. Anche nel decimo game l’iberica ha fatto sudare Andrea, prima in uno scambio durato 47 colpi (il più lungo del match) e poi sui due match point della rivale. Ma sul 40-30 ha dovuto cedere alla maggiore solidità della tedesca, volto nuovo e convincente del circuito Wta. Nonostante il buon risultato conquistato però la Petkovic dovrà ancora limare qualche piccola sbavatura, soprattutto negli scambi prolungati dove ogni tanto, più per disattenzione che per limiti tecnici, perde la misura dei colpi. Contro la Wozniacki o la Kuznetsova, una delle quali sarà la sua prossima avversaria, Petkorazzi non potrà conderersi tali distrazioni.

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